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OttolinaTV, la non TV che da voce al 99%

  • 20 episodes
  • Updated Friday

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  • Friday · 31 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.42: Meloni ha deciso di smantellare lo Stato Sociale prima delle elezioni

    Conti alla mano, Alessandro Volpi dimostra come con la prossima legge di bilancio il governo Meloni si appresta a dare il colpo di grazia definitivo a quel che resto dello Stato Sociale, per favorire riarmo e speculazione finanziaria. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • Thursday · 27 min

    Fest8lina 26’ Ep.5: Una modernità senza capitalismo è possibile?

    Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni. Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità. Oggi questo monopolio si sta incrinando. Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale. È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente. Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo. Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo. Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente. Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere? Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 28 · 47 min

    Fest8lina Ep.4: Perché l’economia sovietica funzionava incredibilmente bene?

    Per decenni ci hanno raccontato che la pianificazione sovietica fu soltanto burocrazia, inefficienza e sacrificio imposto alle masse. Ma i dati raccontano una storia molto diversa. In pochi anni l’Unione Sovietica trasformò un Paese agricolo, arretrato e circondato dalle potenze capitalistiche in una grande potenza industriale. Investì nell’istruzione, abbatté l’analfabetismo, costruì una base produttiva senza la quale la vittoria contro il nazismo sarebbe stata impossibile e riuscì ad aumentare anche i consumi popolari. Come funzionavano davvero i piani quinquennali? Perché venne data priorità all’industria pesante? La successiva stagnazione dimostra il fallimento della pianificazione o viene giudicata attraverso criteri costruiti per le economie capitalistiche? A Fest8lina 2026, l’economista e filosofo Vladimiro Giacché ricostruisce la storia della pianificazione dall’URSS alla Cina e smonta molti dei luoghi comuni più radicati. Perché il crollo sovietico non chiuse affatto la competizione tra piano e mercato: mentre l’Occidente privatizzava tutto e rinunciava a qualsiasi strategia, Pechino conservava lo Stato, le imprese pubbliche e i piani quinquennali come strumenti per governare lo sviluppo. E oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un approfondimento indispensabile per capire perché il mercato non pianifica il futuro: pianifica soltanto il profitto.

  • July 27 · 24 min

    Desaparecinema Ep.20: Citizen Vigilante, Vannacci e Gola profonda

    Avete presente i porno degli anni ’70? Citizen Vigilante è un b-movie costruito esattamente con quella stessa, identica pigrizia strutturale. Una pellicola di 89 minuti che potrebbe tranquillamente durare un quarto d'ora, ma che viene allungata a dismisura per giustificare e "preparare" quei 3 o 4 picchi di violenza shock. Deve essere per questo che Il film è andato virale sui social: a fine giugno, con il supporto di Elon Musk, il regista ha caricato il film intero gratis su X per una finestra limitata di 24-48 ore (come protesta contro quella che ha definito censura europea). E ha fatto più di 14 milioni di visualizzazioni! Nei porno anni '70, prima che i personaggi iniziassero a ingropparsi tra di loro, c’erano infiniti minuti di recitazione tipo quella dei film di Veltroni e inquadrature fisse su persone che parlano del nulla (l’idraulico che spiega il guasto alla casalinga, o Cuperlo che parla di Calenda a Gasparri). In Citizen Vigilante, Uwe Boll riempie la stragrande maggioranza del minutaggio con scene in cui Michael Sanders (Armie Hammer) cammina con aria cupa per le strade di un'Europa volutamente squallida; con dialoghi piatti, ripetitivi e incredibilmente didascalici sul collasso della civiltà, la magistratura corrotta e la perdita di valori; oppure con monologhi interiori o confronti statici che non fanno progredire minimamente la trama. E attenzione! Alcuni porno degli anni ’70 erano pure dei buoni film, rispetto a Citizen Vigilante! Tipo Miss Jones di Gerard Damiano, l’autore del più famoso Gola profonda e alcuni film con Moana Pozzi, tra cui uno dal titolo particolarmente sofisticato e velato: Buco profondo. E chi non vede il video intero è Cuperlo. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 24 · 43 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.41: Russia e Germania si incontrano in segreto a Baku.

    Se critichi la NATO o l’Unione europea, rischi di finire nel mirino dei servizi segreti. In Germania la svolta autoritaria sembra fare un altro passo avanti. Come riporta la Berliner Zeitung, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha presentato una riforma che consentirebbe ai servizi segreti di intervenire contro giornalisti e media ritenuti un pericolo per “l’ordine libero e democratico”, per la sicurezza dello Stato, dell’Unione europea o della NATO. E come potrebbero intervenire? Interrompendo comunicazioni, cancellando dati e persino diffondendo disinformazione contro i soggetti presi di mira. Il problema è che concetti come “ordine democratico” o “sicurezza dello Stato” sono talmente vaghi da poter essere interpretati in modo molto ampio. Per questo una parte della stampa tedesca è in allarme. Il giornalista Norbert Häring è durissimo: «Con questa legge si usano i metodi dei servizi segreti contro chi fa giornalismo o politica non graditi al potere. Così si distrugge proprio l’ordine democratico che si dice di voler difendere». Secondo Häring non è nemmeno un caso che il progetto sia stato pubblicato all’inizio delle vacanze estive e durante i Mondiali di calcio: l’obiettivo sarebbe far approvare la riforma il 13 agosto con il minimo dell’attenzione pubblica. Ma questa non è l’unica notizia importante che arriva dalla Germania. Mentre il consenso di Merz cala e l’economia continua a rallentare, a Baku si è svolto un incontro riservato tra importanti esponenti tedeschi e russi. Che cosa significa? E cosa sta cambiando davvero in Germania? Ne abbiamo parlato con Claudio Celani, giornalista di EIR e dello Schiller Institute. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 22 · 37 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.40: CALENDA e PICIERNO invocano la SVOLTA AUTORITARIA contro I “FILORUSSI”

    I russofobi stanno diventando peggio dei sionisti. Calenda e Pina Picierno hanno appena fatto una proposta di legge per mettere al bando la cosiddetta "propaganda russa" e censurare in Italia gli eventi del media Russia Today. L'accusa? Quella di avere una visione sulla guerra in Ucraina semplicemente diversa dalla loro. Non solo. Ieri alla Camera i due politici tra i più odiati d'Italia hanno accusato Di Battista, D'Orsi e vari giornalisti e commentatori, che si limitano a esprimere pacificamente le loro opinioni, di essere servi di Putin e di voler abbattere la democrazia in Europa. Per questo, Picierno e Calenda vogliono creare uno "scudo democratico" contro chi ha la colpa di riconoscere le responsabilità della NATO nello scoppio della guerra e di chiedere l'avvio immediato di negoziati di pace. Insomma, per difendere la democrazia, vogliono zittire chi semplicemente non la pensa come loro. Torna, no? Ma il vero problema è questo: Leggendo i commenti dei vari Corriere della Sera, Repubblica e le dichiarazioni di molti esponenti del PD in questi mesi, si capisce che sono tutti d'accordo. La svolta autoritaria è pronta. E non scordiamoci che la legge proposta da Calenda e Picierno non farebbe che attuare un regolamento europeo. L'Unione europea ha già reintrodotto il reato di opinione, bandendo i media "legati alla Russia" e sanzionando semplici giornalisti e analisti come Jacques Baud con la stessa delirante accusa. Ma quando capiremo che l'accusa di essere filo-russi se si criticano le politiche occidentali in Ucraina è uguale a quella di essere antisemiti se si critica Israele? Per rispondere a questa domanda, abbiamo invitato due filo-putiniani di ferro. Citati più e più volte ieri durante l'invettiva di Calenda e Picierno alla Camera. E che, per essere qui, hanno preteso che il gettone venisse pagato solo in rubli. In questa nuova puntata di ottolina e mezzo abbiamo il professor Angelo D'Orsi, e l'Ambasciatrice Elena Basile. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 21 · 37 min

    Fest8lina 26’ Ep.3: IL FILOSOFO CHE HA SCOPERTO COME CI HANNO RESO POLTICAMENTE IMPOTENTI

    «Vogliamo poter vivere come ci pare» Difficile immaginare una rivendicazione più legittima. Una parte decisiva della storia dell’emancipazione consiste proprio nella liberazione degli individui dalle autorità che pretendevano di decidere come dovessero vivere, amare, pensare e costruire la propria identità. Ma che cosa accade quando la libertà viene concepita esclusivamente come sottrazione? Quando essere liberi significa non dover rispondere a nessuno, non accettare nessun vincolo e poter abbandonare ogni relazione, organizzazione o appartenenza nel momento esatto in cui smette di corrispondere perfettamente ai nostri desideri? È qui che compare quello che Dimitri D’Andrea definisce singolarismo. Il singolarista non è necessariamente egoista, passivo o politicamente disinteressato. Può scendere in piazza, partecipare a una mobilitazione, aderire a una campagna e impegnarsi con grande intensità su una singola causa. Quello che fatica a fare è tenere insieme cause differenti dentro una visione coerente del mondo. Accettare la mediazione di un’organizzazione. Riconoscersi in qualcuno che lo rappresenti. Mediare con altri la scala delle priorità. E soprattutto continuare a far parte di un collettivo quando quel collettivo non coincide più completamente con le sue preferenze. Vogliamo il gruppo, purché sia composto da persone identiche a noi. Vogliamo partecipare, purché nessuno possa decidere qualcosa con cui non siamo d’accordo. Il risultato è una società capace di produrre anche mobilitazioni imponenti, fiammate di rabbia e rivolte improvvise, ma sempre meno capace di costruire organizzazioni stabili, elaborare progetti complessivi e trasformare l’energia della protesta in forza politica. Ed è qui che il ragionamento diventa particolarmente scomodo. Perché la guerra, la crisi ecologica, le disuguaglianze, le migrazioni o l’organizzazione dell’economia non possono essere affrontate semplicemente permettendo a ciascuno di vivere come preferisce. Richiedono regole, istituzioni e decisioni che valgano per tutti. Anche per chi non le condivide. la domanda allora è: come si tiene insieme la massima libertà individuale con la capacità di perseguire obiettivi comuni senza i quali quella stessa libertà non è altro che un’illusione? Ne hanno discusso a Fest8lina 2026 Valentina Morotti e Michele Rossi del collettivo Ottosofia con Dimitri D’Andrea, professore ordinario di Filosofia politica presso l’Università di Firenze, che da anni riflette sulle trasformazioni della soggettività moderna , sulla crisi della rappresentanza e sulle difficoltà contemporanee dell’azione collettiva. Buona visione! 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 18 · 20 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.39: Messico contro Impero e miliardari: il Piano Sheinbaum

    Il Messico che i media raccontano solo come narcos, violenza e frontiera sta mostrando un’altra faccia: salari in crescita, investimenti, programmi sociali, Mondiale, industria e uno Stato che prova a farsi rispettare anche dagli Stati Uniti. Con Carlos Vijnovsky Zenteno, direttore editoriale di El Soberano, entriamo dentro la Quarta Trasformazione di Sheinbaum: il progetto che vuole redistribuire ricchezza, far pagare i grandi imprenditori, difendere il T-MEC senza piegarsi a Trump e trasformare il Messico in un paese più forte, più stabile e meno ricattabile.

  • July 17 · 22 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.38: J.D Vance: “Epstein lavorava per CIA e Mossad!”

    Una confessione clamorosa che arriva direttamente dal vicepresidente degli Stati Uniti e che sbugiarda tutti quelli che in questi mesi ci avevano accusato di complottismo, o che avevano sminuito la portata degli Epstein Files dicendo che erano puro gossip, o che avevano addirittura tentato di far credere che Epstein fosse un uomo di Putin. Le dichiarazioni di J.D. Vance, pronunciate ieri da Joe Rogan, il podcast più seguito al mondo, tolgono ogni dubbio: «Jeffrey Epstein aveva chiaramente collegamenti con i più alti livelli dell'intelligence americana e dell'intelligence israeliana». Ergo, quel sistema di prostituzione che coinvolgeva i più alti livelli della politica mondiale serviva prima di tutto a raccogliere dati e informazioni personali attraverso cui ricattare e fare pressioni politiche di ogni genere e tipo. Non che ci si possa stupire, ecco tutte le prove che già collegavano Epstein al Mossad. In primis, i documenti fiscali della THE C.O.U.Q. FOUNDATION INC., una fondazione associata a Epstein, che il 3 marzo 2005 donò 25.000 dollari a Friends of the Israel Defense Forces (FIDF), l'organizzazione di supporto all'IDF. Nello stesso periodo, Epstein finanziò anche il The Jewish National Fund (JNF), l'ente storicamente coinvolto nella costruzione di insediamenti in Cisgiordania. Non solo. Nel 2011, email emerse da cause giudiziarie mostrano come Epstein abbia facilitato un incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e alti dirigenti di JPMorgan, e i calendari personali di Epstein e le email hackerate dell'ex primo ministro israeliano Ehud Barak dimostrano come Yoni Koren, uno dei più alti ufficiali dell'intelligence militare israeliana, abbia soggiornato per settimane nell'appartamento newyorkese del finanziere pedofilo almeno in tre occasioni tra il 2013 e il 2015. Ma la prova più clamorosa del legame tra Epstein e lo Stato di Israele è emersa da una serie di email rese pubbliche dal Dipartimento di Giustizia americano, che hanno portato alla luce un'operazione di sicurezza condotta dal governo israeliano per installare sistemi di allarme e sorveglianza nell'appartamento di Manhattan di Epstein, dove ospitava spesso anche l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak. E la lista continua. Come sentirete tra pochissimo da Roberto Vivaldelli, giornalista di InsideOver che sta seguendo magistralmente tutte le inchieste sugli Epstein Files. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 16 · 37 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.37: il Presidente della Repubblica è il nemico numero 1 della Costituzione

    E se il pericolo numero 1 per il nostro Paese e la difesa della Costituzione non fossero, i vari Meloni, Nordio e Vannacci, ma il presidente della Repubblica? Bisogna stare attenti: parlarne senza filtri, è reato. “Vilipendio contro il capo dello Stato.” E nei media e nelle televisioni mainstream non sentirete mai un solo commentatore, opinionista o politico parlare male del Presidente della Repubblica, nonostante, in privato, e lontano dai riflettori, dicano tutt’altre cose. Ma come hanno sottolineato in questi anni i migliori politologi italiani, da Carlo Galli a Geminello Preterossi, a partire da Giorgio Napolitano in poi la figura del Presidente della Repubblica è profondamente mutata: da figura terza, super partes, garante della costituzione e rispettoso dei limiti previsti per il suo ruolo dalla Carta costituzionale, ad attore politico di primissimo piano e artefice di alcune svolte decisive della politica nazionale degli ultimi 20 anni. Come quando nel 2011 Giorgio Napolitano, come rivelato persino dal ministro Crosetto ha imposto a Berlusconi di prendere parte al bombardamento della Libia e alla caduta di Gheddafi, in ossequio alle direttive che arrivavano da Washington, Londra, e Parigi (e contro i nostri oggettivi interessi nazionali), o come quando pochi mesi dopo in concerto con la Commissione e la Banca Centrale europea sempre Napolitano orchestrò la caduta del governo Berlusconi in favore di Mario Monti, l’uomo prescelto dalle oligarchie internazionali per attuare quelle riforme di austerità, privatizzazioni e tagli allo stato sociale che hanno imposto la svolta neoliberale al paese affossandone definitivamente l’economia. Ma per quanto possa sembrare incredibile, Il peggio doveva ancora arrivare. È con Sergio Mattarella che la mutazione del Capo dello Stato da garante della Costituzione a garante del vincolo esterno italiano, ossia della collocazione del nostro paese nell’ asfissiante assetto euroatlantico, è compiuta. Nella nuova puntata di Ottolina e mezzo, Savino Balzano, autore di una coraggiosissima inchiesta sul nuovo ruolo del Presidente della Repubblica, ci ha svelato tutte le più importanti dinamiche del vero deep state italiano. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 15 · 27 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.36: Lagarde corre a Washington: sta saltando tutto per aria?

    Christine Lagarde vola d’urgenza a Washington per incontrare il nuovo presidente della Federal Reserve e il segretario al Tesoro americano. Un viaggio improvviso e fuori programma, mentre la crisi nello Stretto di Hormuz minaccia di far esplodere il prezzo dell’energia e riaccendere l’inflazione. Ma cosa teme davvero la presidente della BCE? Con Alessandro Volpi ricostruiamo la catena che collega la guerra in Medio Oriente alla possibile tempesta finanziaria: petrolio più caro, tassi d’interesse più alti, debito americano sempre più oneroso, banche in difficoltà e capitali pronti ad abbandonare una Borsa gonfiata dalla bolla dell’intelligenza artificiale. Ma il problema non è soltanto economico. La forza del dollaro dipende anche dalla capacità degli Stati Uniti di imporre un ordine internazionale attraverso il controllo dei mercati, delle istituzioni finanziarie, delle rotte strategiche e, quando necessario, della forza militare. Che a Hormuz non sta funzionando. E se fosse proprio il punto in cui la sconfitta sul campo incontra la fragilità di Wall Street, e fa saltare tutto per aria? 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 14 · 28 min

    Fest8lina 26’ Ep.2: Una legge sull’obiezione per portare l’Italia fuori dalla guerra - con Virginia Veludo e Jose Nivoi

    La pace è diventata un reato? Bloccare un convoglio militare. Occupare una strada. Scrivere “Life, not war” su una ciminiera della Leonardo. Opporsi al trasporto di armi destinate ai fronti di guerra. In un Paese che ripudia la guerra nella sua Costituzione, sempre più persone vengono denunciate, processate e criminalizzate per aver provato a fermarne la macchina. Ma la guerra oggi non passa soltanto dalle trincee. Passa dai porti, dalle ferrovie, dalle fabbriche, dalle università, dalle scuole. Passa dai luoghi di lavoro. E allora una domanda diventa inevitabile: esiste ancora il diritto di dire “io non ci sto”? A Fest8lina ne abbiamo parlato con José Nivoi, portuale del CALP di Genova, tra i protagonisti delle mobilitazioni contro il traffico di armi e promotore di una proposta di legge per estendere l’obiezione di coscienza ai lavoratori coinvolti, direttamente o indirettamente, nella filiera bellica. Un confronto che parte dalla repressione dei movimenti per la pace, attraversa il ruolo dei porti italiani nella logistica della guerra, racconta il ricatto occupazionale che lega sempre più territori all’industria militare e rilancia una domanda destinata a diventare centrale nei prossimi anni: chi ha il diritto di rifiutarsi di collaborare con la guerra? Perché se oggi la guerra coinvolge tutta la società, forse anche la pace non può più essere soltanto uno slogan. Buona visione!!! 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 13 · 18 min

    Fest8lina 26’ Ep.1: Chi ha ucciso la satira? Con Vauro Senesi e Fabio Saccomani

    La satira è davvero morta? O è morta, piuttosto, l’informazione? In questa conversazione con Vauro Senesi partiamo da una constatazione semplice: un tempo la satira politica occupava il centro della scena pubblica, entrava nelle case degli italiani in prima serata e contribuiva a formare uno sguardo critico sulla realtà. Oggi sembra relegata ai margini. Ma cosa è cambiato davvero? Per Vauro il problema non è soltanto la censura. La censura peggiore è l’autocensura: quella che ti convince che certe cose “non siano opportune”. Da lì all’opportunismo il passo è brevissimo. Parliamo del rapporto tra linguaggio, politicamente corretto e potere; di come oggi spesso ci si scandalizzi più per il modo in cui una denuncia viene espressa che per l’ingiustizia che quella denuncia mette a nudo. E riflettiamo sul ruolo dell’informazione in un’epoca in cui, più che di propaganda, Vauro parla apertamente di omertà. Infine, inevitabilmente, Gaza e la Palestina. Dopo mesi di mobilitazioni oceaniche e milioni di persone in piazza, perché il tema sembra essere scomparso dal dibattito pubblico? È davvero finita, oppure sotto la superficie continua a maturare qualcosa? Un confronto ironico, amaro e profondamente politico sul ruolo della satira, sulla libertà di parola e sulla necessità di continuare a esercitare il senso critico, anche quando farlo diventa scomodo.

  • July 8 · 45 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.35: il Piano “scientifico” per farti ammalare e guadagnare QUATTRINI

    Ci hanno raccontato che la sanità pubblica non è più sostenibile. Che le liste d’attesa sono inevitabili. Che se vuoi curarti in tempi umani, devi essere realistico: pagare. Ma se il pubblico non funziona, non è per caso. È perché da anni viene svuotato, tagliato, frammentato, consegnato pezzo dopo pezzo a cliniche private, assicurazioni, grandi gruppi finanziari e Big Pharma. Nel 2024 gli italiani hanno speso 47 miliardi di euro di tasca propria per curarsi. Quarantasette miliardi non per un lusso, ma per visite, esami, farmaci, prestazioni che dovrebbero essere garantite dal Servizio sanitario nazionale. In questa puntata di Ottolina e mezzo, insieme a Federico Greco, curatore di “Desaparecinema” e regista di “C’era una volta in Italia”, intervistiamo Vittorio Agnoletto, autore per Paper First de “L’industria della salute”. Parliamo di brevetti, Big Pharma, privatizzazione, sanità lombarda, intramoenia, liste d’attesa e del meccanismo perfetto con cui il diritto alla salute viene trasformato in business. Perché il punto non è che il privato arriva dove il pubblico non ce la fa. Il punto è che il pubblico viene fatto arretrare per creare spazio al privato. E quando la malattia diventa mercato, più siamo malati, più qualcuno guadagna. PS FEDERICO GRECO E VITTORIO AGNOLETTO, insieme a molti altri, saranno presenti a fest8lina venerdi 10 luglio alle ore 16 con un panel dal titolo “RIPRENDIAMOCI LA SANITA’ PUBBLICA” 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 7 · 31 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.34: Perché Trump ha perso?

    Per mesi Trump ha promesso di spezzare le catene dell’impero globalista. Dazi. Industria. Energia. Armi. America First. La Fed costretta ad abbassare i tassi. Il dollaro piegato alle esigenze del Make America Great Again. E, se qualcuno non capiva, un po’ di hard power per ricordare al mondo chi comanda. Poi è arrivato l’Iran. Epic Fury doveva essere la prova di forza definitiva. Il momento in cui Trump rimetteva in riga alleati, nemici, mercati e capitali. E invece qualcosa si è rotto. La guerra si impantana. I capitali ricominciano a guardarsi intorno. E alla Fed succede l’impensabile: Powell se ne va, arriva il trumpiano Kevin Warsh, ma la musica non cambia. Tassi alti, inflazione al 2%, linea dura. Esattamente quello che faceva Powell. Solo che stavolta Trump tace. Perché? Perché Trump ha perso. Non contro i democratici. Non contro i giudici. Non contro qualche oscuro complotto dello Stato profondo. Ha perso contro il vero centro dell’impero americano: la finanza in dollari. Con Marcello Spanò proviamo a capire perché gli Stati Uniti non sono semplicemente un grande debitore pieno di problemi, ma una potenza creditizia in declino. Una potenza che domina perché il mondo continua a indebitarsi, risparmiare e investire dentro la sua infrastruttura finanziaria: dollaro, Treasury, Fed, Wall Street, Nasdaq, fondi, collaterali, finanza ombra. Trump vorrebbe rifare grande l’America. Ma se fa tremare il dollaro, fa tremare l’impero. E allora Warsh, alla fine, deve fare Powell. E Trump deve incassare. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 6 · 14 min

    Desaparecinema Ep.19: DESAPAREBRUTTI #2: il guerre stellari turco

    Benvenuti alla seconda puntata della nuova rubrica di Desaparecinema, DESAPAREBRUTTI, sui film che PARE che so’ brutti, e invece so’… popo bbrutti! Stavolta dissezionamo un altro cadavere cinematografico, un film di fantascienza e arti marziali turco del 1982: "L’uomo che salvò il mondo". Così brutto che se la batte con la media dei film di Hollywood e italiani degli ultimi 30 anni. Così brutto che è brutto anche il titolo del sequel: "Il figlio dell’uomo che salvò il mondo", del 2006. Un film conosciuto come Il guerre stellari turco. Due piloti precipitano su un pianeta desertico (che poi è la Cappadocia). Qui scoprono che un mago malvagio vuole conquistare la Terra. E con chi combattono i nostri eroi? Non ci sono stormtrooper. Non c’è Darth Vader o Jabba the Hutt. Ma c’è qualcosa di ancora più spaventoso: stuntman turchi travestiti da mummie avvolte nella carta igienica, robot fatti di scatoloni di cartone ricoperti di carta stagnola, e creature di peluche giganti e coloratissime che aggrediscono i protagonisti (esatto, ci sono letteralmente degli yeti rosa e rossi che sembrano usciti dal Muppet Show). Insomma, aiutame a di’ brutto - come diciamo a Roma, dove ultimamente si fa il vero cinema brutto. Eppure, non è tutto qui. Il film è parte di un momento floridissimo dell’industria cinematografica turca, e dietro questa remakesploitation c'è una lezione di resistenza culturale che qui a Desaparecinema non possiamo non raccontare. E chi non vede il video intero è il fratello del figlio dell’uomo che salva il mondo. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 4 · 12 min

    Il peggio del mainstream Ep.3: PICIERNO COME GALILEO, TRUMP PROPONE UN THREESOME AI FIGLI E FELTRI..

    Anche questa settimana abbiamo raccolto il meglio di quello che il mainstream è riuscito a produrre questa settimana. Ogni giorno che passa, mi convinco sempre di più di una cosa: l’Occidente non è in declino come dicono i gufi della contro-informazione. È semplicemente passato dal produrre beni di consumo a produrre trash e cringe a ritmi forsennati. Oggi parliamo di Pina Picierno che si è paragonata a Galileo e Giordano Bruno, della promozione di Antonino Monteleone in Rai dopo i suoi post su Gaza, delle dichiarazioni di Sala sulle case popolari, della Von der Leyen che toglie l’aria condizionata ai dipendenti, di Kim Jong-un che pirata i Mondiali con il pezzotto di Stato, e del Batman messicano (Samuele Soddu) che lega i ladri ai lampioni. E poi, come sempre, c'è la classifica finale con le cinque massime tragedie della settimana, che non spoilereremmo neanche sotto tortura. Ad maiora! 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 3 · 33 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.33: Virginia Veludo: come ci hanno SPOLITICIZZATI (e come RIPRENDERCI la VITA)

    Tutto è politica. Il caffè che bevi la mattina. I vestiti che scegli. La passeggiata che fai in cerca di un po’ di pace. L’insonnia. L’ansia che ti impedisce di goderti la vita. Nel mondo di oggi, che cosa sia politica e che cosa non lo sia sembrano deciderlo i talk show politici e i mezzi di informazione, che ci spingono a concentrarci sempre sugli stessi temi, rimuovendo tutti gli altri. Quelli che contano davvero. Perché tutto resti esattamente com’è. Ma è un’illusione. Tutto ciò che ci circonda, e tutto ciò che facciamo, è il prodotto del nostro tempo e delle scelte politiche che lo determinano. Puoi anche decidere di disinteressarti della politica. Ma il paradosso è che, più te ne disinteressi, più sarai indifeso e sarà la politica a decidere della tua vita: quali prodotti mangerai, quali vestiti vorrai indossare e, soprattutto, che cosa penserai, quali speranze coltiverai e quali desideri affolleranno la tua immaginazione. Ripoliticizzare la nostra vita potrebbe essere il compito dell’arte, della letteratura e della filosofia. È quello che facevano i grandi artisti, i poeti e i filosofi, prima che tutto venisse inglobato nelle logiche del profitto e messo al servizio del potere. Ma non tutto è perduto. La lunga stagione della spoliticizzazione della vita e della distrazione di massa sta finendo. Il nostro compito può essere quello di accelerarne la fine e fare in modo che le nuove energie che ne scaturiranno prendano la direzione giusta. Di questo e di molto altro abbiamo parlato oggi con la scrittrice e insegnante Virginia Veludo, a partire dal suo ultimo libro, E mi sono sentita meno sola. Un esempio di come la letteratura possa ripoliticizzare il mondo raccontando, semplicemente, la vita quotidiana di una persona comune. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 2 · 21 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.32: TFR nei fondi pensione: ti stanno fregando?

    Il primo luglio 2026 rischia di passare alla storia come una di quelle date enormi che, però, non fanno rumore. Non ci sono carri armati per strada. Non ci sono sommosse. E tutto sommato, manco un vero dibattito. C’è solo una norma tecnica, burocratica, apparentemente innocua, che passa in sordina: per i nuovi assunti del settore privato, il TFR finirà automaticamente nella previdenza complementare, salvo rinuncia esplicita entro 60 giorni. Sembra una faccenda da consulenti del lavoro. Una noisissima pratica amministrativa. E invece è un fatto storico. Perché il TFR non è un regalo. Non è una gentile concessione dell’azienda. È salario differito. Soldi dei lavoratori. Una piccola diga conquistata pezzetto dopo pezzetto nel tempo contro l’incertezza e contro il ricatto permanente di un mercato del lavoro sempre più feroce. Da oggi quella diga diventa un pezzo del gigantesco Schema Ponzi su cui si regge l’intera economia occidentale. L’economia dell’Occidente collettivo, oggi, è appesa alla bolla finanziaria americana. Una bolla costruita in decenni di globalizzazione a guida USA, centralità del dollaro, dominio militare, controllo delle catene del valore, rendite monopolistiche, debito e mercati azionari gonfiati dalla certezza che, alla fine, il mondo si sarebbe continuato a piegare agli interessi di Washington e di Wall Street. Per cinquant’anni questo meccanismo ha funzionato perché dietro c’era l’unipolarismo statunitense. C’era l’idea che gli Stati Uniti fossero il centro indiscusso del sistema mondiale. Che le Borse americane, tra una crisi e l’altra, fossero comunque destinate a salire. Che l’impero, in un modo o nell’altro, avrebbe sempre garantito il valore degli asset denominati in dollari. Ma quel mondo sta arrivando al capolinea. Non sappiamo esattamente come. Non sappiamo quando. Ma una cosa la sappiamo: la crescita infinita dei mercati finanziari occidentali sotto l’ombrello dell’unipolarismo USA non è più una prospettiva realistica. È il passato. E proprio mentre quel mondo si incrina, cosa fanno? Prendono il TFR dei lavoratori italiani e lo spingono dentro la macchina finanziaria che ha bisogno disperato di nuovo carburante. È questo il punto politico. Il tuo TFR invece che tutelare te, deve tutelare Wall Street. E’ un respiratore attaccato al polmone di un paziente già cerebralmente morto. E il prezzo lo paghi tu. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

  • July 1 · 24 min

    Otto(lina) e mezzo Ep.31: perché l’ALLARGAMENTO DELLA UE è una MEGA-TRUFFA?

    Ci hanno raccontato che l’allargamento dell’Unione Europea fosse il trionfo della pace, della democrazia e del benessere condiviso. Poi abbiamo scoperto che, dentro la gabbia di Maastricht, “più Europa” significato più concorrenza tra lavoratori, più dumping salariale, più competizione fiscale, più compressione della domanda interna. Un gigantesco dispositivo deflazionistico, per spostare ricchezza e reddito dal basso verso l’alto, venduto come progresso. E adesso che persino alcuni sacerdoti dell’euromania cominciano ad ammettere che quel modello ha prodotto macerie sociali, Bruxelles cosa fa? Cambia strada? No: accelera. Ucraina, Moldavia, Balcani occidentali: la nuova ondata di allargamenti prevista per il 2028 potrebbe portare dentro il mercato unico decine di milioni di nuovi lavoratori con salari, tutele e sistemi fiscali enormemente più bassi rispetto al cuore dell’Unione. Una nuova riserva di manodopera a basso costo, perfetta per rimettere in moto il vecchio ricatto: o accetti salari più bassi, meno diritti e meno welfare, oppure il capitale si sposta altrove. Una MEGATRUFFA ai danni dei lavoratori del Vecchio Continente, sulla quale i Media euroinomani, semplicemente, hanno steso il loro velo omertoso. Proviamo a squarciarlo insieme a Stefano Fassina, ex viceministro dell’Economia ed ex parlamentare, e tra i critici più feroci dell’Europa dei banchieri. 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/