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OttolinaTV · July 30 · 27 min

Fest8lina 26’ Ep.5: Una modernità senza capitalismo è possibile?

Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni. Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità. Oggi questo monopolio si sta incrinando. Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale. È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente. Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo. Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo. Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente. Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere? Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo. 👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV 👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU ) 👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search 👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/

0:00-27:25

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Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni.


Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità.


Oggi questo monopolio si sta incrinando.


Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale.


È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente.


Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo.


Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo.


Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente.


Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere?


Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo.


👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV


👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )


👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search


👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/