
75 centesimi volanti non identificati
Quattordicesima puntata, e il filo è la contabilità. Danilo — nessuno aveva bucato niente: semplicemente il conto non tornava di 75 centesimi. 1986, Lawrence Berkeley National Laboratory. A Clifford Stoll, astronomo prestato ai sistemi, danno da chiarire una discrepanza da tre quarti di dollaro nei log. Trova un utente che ha consumato nove secondi di CPU senza un account che li paghi. Nove secondi. Da lì: un baco nel gestore di posta di Emacs che regala i permessi di amministratore, e Berkeley usato come trampolino verso MILNET, con una lista della spesa che dice nuclear, SDI, ICBM, NORAD. Per tenerlo collegato abbastanza da tracciarlo, Stoll si inventa quella che è in pratica la prima honeypot della storia: un progetto finto chiamato SDInet, un'operazione battezzata Showerhead perché gli è venuta in mente sotto la doccia, e una segretaria immaginaria che firma documenti in un gergo burocratico impeccabile e privo di significato. L'intruso ci passa due ore. Chiunque abbia mai letto una circolare sa esattamente com'è andata. In fondo al filo c'è Hannover: Markus Hess detto Urmel e un giro del Chaos Computer Club che rivendeva dati al KGB per novantamila marchi tra contanti e droga. Venti mesi con la condizionale, zero giorni di carcere: nel 1990 una legge per una cosa così non c'era. E poi c'è Karl Koch, ventitré anni, che il 23 maggio 1989 esce in macchina e non torna: lo trovano in un bosco vicino a Celle, ossa in un cerchio di terreno bruciato, senza scarpe, senza lettera. Suicidio per autoimmolazione, dice il verbale. Il cerchio, però, è netto — e l'erba tutt'intorno è rimasta verde. Irene — il progetto Blue Book non cercava alieni, cercava di sapere cosa gli volava sopra la testa. Va avanti dal 1952 al 1969. Nel '52 oggetti non identificati passano sopra Washington: li vede la gente, li vedono i radar, decollano gli intercettori — e il problema vero non sono gli omini verdi: è che tutti telefonano insieme e le linee si intasano proprio mentre potrebbe succedere altro. Dentro ci mettono J. Allen Hynek, l'astronomo assunto per sfatare le bufale — quello dei fuochi fatui spiegati col gas delle paludi — che negli anni cambia idea: è sua la classificazione degli incontri ravvicinati. Numeri finali: 12.618 casi, 701 senza spiegazione. Il 5,6%: non è tanto, ma non è zero. Nei fascicoli c'è un caccia che nel 1948 gioca a inseguirsi con un pallone meteorologico illuminato, e le luci del Texas che erano uccelli sotto i lampioni. E c'è Socorro, New Mexico, 1964: il poliziotto Lonnie Zamora molla un inseguimento per andare a vedere una fiammata e trova un oggetto biancastro senza ali né finestrini, con accanto due figure piccole. Quando se ne va restano quattro depressioni nel terreno, vegetazione bruciata, tre cerchi concentrici. Il direttore del progetto lo definì il caso più difficile che avessero, e non l'hanno mai spiegato. Un ammanco da 75 centesimi tira fuori il KGB; vent'anni di moduli militari finiscono con 701 caselle su cui c'è scritto non lo sappiamo. I fascicoli sono tutti declassificati, per chi ha voglia di guardarci dentro. Col dubbio che la cosa più inquietante non sia quello che ci hanno nascosto, ma quello che ci hanno scritto per bene senza riuscire a capirlo. Music by Karl Casey @ White Bat Audio
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