
Nicola Lagioia e Alberto Garlini
"Santa Barbara" di Nicola Lagioia e "Credere Tradire Combattere" di Alberto Garlini "Santa Barbara" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Nicola Lagioia, Premio Strega 2015 con "La Ferocia" e autore di romanzi come "Riportando tutto a casa" e "La città dei vivi", da cui è stato tratto anche un film. "Santa Barbara" è una saga familiare che ricorda quelle sudamericane per ricchezza di personaggi e intrecci, ma che si differenzia totalmente per la prosa, che qui è pulita e asciutta, anche se non rinuncia a costruire immagini forti. Tutto si svolge a Capurso, vicino Bari, dalla fine degli anni Trenta in poi. Impossibile descrivere tutti i personaggi, ma sicuramente in rilievo c'è Nunzia, che a 16 anni resta incinta di Nicola, lo sposa, ma per tutta la vita lo considererà un inetto. Nonostante la miseria, Nunzia è ambiziosa e ha sogni di grandezza, punta ai suoi obiettivi disposta a schiacciare tutti. E poi c'è Domenico, figlio di Nunzia e di Nicola, che in qualche modo eredita questa ambizione dalla madre. Dall'altra parte ci sono, invece, Giovanni, un piccolo proprietario terriero che si impegna per il riscatto dei contadini, la moglie Caterina, che rimpiange i fasti della sua famiglia prima della guerra e diventa tagliente con il marito e talvolta violenta con le figlie Stella e Anna. E poi il cuore di tutto, Santa Barbara, una santa alla quale ci si rivolge anche e soprattutto quando si cerca vendetta. E la vendetta è al centro anche di un romanzo pieno di ritmo, ambientato a Roma nell'ottobre del '45, subito dopo la fine della guerra, scritto da Alberto Garlini e pubblicato da Marsilio: si intitola "Credere tradire combattere", un vero e proprio ribaltamento del motto mussoliniano "Credere obbedire combattere". Ed è proprio in quella parola cambiata, tradire, che sta il cuore del romanzo. Tutti i personaggi tradiscono, fanno il doppio gioco, mentono, inventano notizie false, il Fascismo come la grande menzogna. Il romanzo si apre con una giovane prostituta jugoslava che viene uccisa. Su questo omicidio, come su altri fatti che accadono, Milo e Fede, amici nella vita e uniti anche nella fede fascista, inventano notizie che pubblicano nelle veline e sulla Giovane Italia. Frequentano la Galleria Colonna, dove si incontrano i camerati che pensano sia imminente un colpo di Stato per riportare il Fascismo al potere. Un giorno Fede viene ucciso dopo essere stato barbaramente torturato. Milo cerca vendetta e inizia a indagare.
















