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Artwork for Gocce di Storia

Gocce di Storia

Anna Lisa Manotti

Il podcast amatoriale di storia

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  • 20 episodes
  • Avg 42 min
  • Italian
  • June 23 · 33 sec

    Speciale primavera 2026 (video): i castelli dei Catari in Occitania

    A maggio 2026 siamo stati in Occitania e abbiamo colto l’occasione per registrare due brevi video sui castelli dei Catari. Filmati con una Insta360 X5 tenuta in modo un po’ malfermo (e con inquadrature un tantino arroganti). Prima parte – castello di Roquefixade (Per vederlo direttamente su YouTube: link diretto). Seconda parte – castello di Montségur (Per vederlo direttamente su YouTube: link diretto). Potete trovare tutti gli speciali video su https://youtube.com/playlist?list=PLo28ZBs0fc5rXScD4ycnAUXRcwQqhqkGf. Il canale YouTube è: https://www.youtube.com/@goccedistoria. Il nostro sito, in cui potete trovare tutte le puntate e gli speciali, è https://www.goccedistoria.it.

  • #86
    June 23 · 43 min

    Gengis Khan – seconda parte

    Gengis Khan e la costruzione del suo impero Una volta raggiunto lo status di Gran Khan Temujin ampliò i propri domini oltre ogni ragionevole previsione. L’esercito mongolo, già potente, sotto il suo comando divenne una macchina di efficienza e resistenza con un’organizzazione che quasi fa pensare agli eserciti moderni. Dalle steppe della Mongolia a Teheran, Temujin lasciò in eredità un impero vasto e coeso. Fonti bibliografiche V. Bianchi “Gengis Khan” ed. Laterza, 2006 J. Man “Gengis Khan, Life, Death and Resurrection” ed. St. Martin’s Press, 2007 Musiche usate per la puntata “Ancient Mongolian Epic Soundtrack 02” di vjgalaxy. Fonte: PixBay. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Di Gengis Khan abbiamo trovato solo ritratti postumi, niente che ci dica quale fosse davvero il suo aspetto; perciò ci siamo fatti generare un’immagine evocativa da Nano Banana (l’IA generativa per le immagini di Google).

  • #85
    January 25 · 34 min

    Gengis Khan – prima parte

    Quando Gengis Khan era ancora, semplicemente, Temujin La prima cosa da dire è che le biografie di Gengis Khan sono terra di leggende. Solo per fare un esempio la storia del rapimento della madre di Temujin esiste solo in fonti anteriori. Noi abbiamo provato a sposare le fonti che ci sembravano più coerenti con il contesto storico politico e con il suo carattere. Vanno precisate altre due cose: Temujin insieme ai fratelli e alla madre vennero cacciati perché lui era troppo piccolo per succedere al padre e mantenerli tutti sarebbe stata per la tribù una perdita secca. Altre fonti danno versioni diverse. Il suocero di Temujin scelse di onorare il contratto di matrimonio che lo legava a Börte forse perché riteneva che la promessa fosse vincolante o, più probabilmente, perché Temujin, benché al momento senza casa o tribù, veniva da una rete tribale molto importante e le risorse militari e logistiche fornite dal suocero lo aiutarono, in effetti, a conquistare attraverso le razzie beni e cavalli piantando i semi del suo futuro impero. Fonti bibliografiche V. Bianchi “Gengis Khan” ed. Laterza, 2006 J. Man “Gengis Khan, Life, Death and Resurrection” ed. St. Martin’s Press, 2007 Musiche usate per la puntata “Mongolia” di DDmyzik (Sergei Chetvertnykh). Fonte: Jamendo. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Di Gengis Khan c’è qualche ritratto (peraltro postumo e cinese) di quando ha raggiunto l’apice del suo successo; ma ovviamente nulla di quando era semplicemente Temujin. Perciò ci siamo fatti generare un’immagine evocativa da Copilot.

  • #84
    Nov 22, 2025 · 45 min

    Marie-Madeleine d’Aubray

    La dispensatrice d’arsenico Marie Madeleine d’Aubray è una delle primissime serial killer francesi di cui si abbiano notizie certe. Nonostante il numero accertato delle sue vittime sia basso, tre, è comunque considerabile un’assassina seriale. Probabilmente la spinta era mista: in parte dovuta al desiderio di denaro e al bisogno di affrancarsi dal biasimo paterno, ma, se fosse vero che mieté vittime anche negli ospedali, non si potrebbe escludere una componente sadica. Vero è che fu una serial killer organizzata perché senza le lettere conservate da Saint Croix e fortunosamente ritrovate probabilmente non sarebbe mai stata scoperta. Fonti bibliografiche “Assassine” di C. Tani, Mondadori, 1999 Enciclopedia Britannica Musiche usate per la puntata “Le Bourgeois Gentilhomme – Ouverture” di Jean-Baptiste Lully interpretato da Advent Chamber Orchestra (fonte: Wikimedia Commons). Lully era quasi perfettamente contemporaneo di Marie-Madeleine. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Per questo episodio non siamo riusciti a trovare delle belle immagini. Questo dipinto che alcuni articoli sul web usano per rappresentare Marie-Madeleine ritrae invece Anna Caffarelli Minuttiba. E anche di quest’altro ritratto non siamo riusciti a trovare una garanzia affidabile che si trattasse proprio della nostra avvelenatrice. Abbiamo dunque fatto un collage di alcune illustrazioni di epoca molto più tarda. Edmond Coppin – Madame de Brinvilliers avvelena i pazienti in ospedale. XIX secolo. Fonte: wikimedia commons. La marchesa de Brinvilliers avvelena suo padre. Autore sconosciuto. XX secolo. Fonte: wikimedia commons.

  • #83
    Sep 30, 2025 · 46 min

    Robin Hood

    Un giustiziere ante-litteram Robin Hood è sempre stato un personaggio affascinante: coraggioso, generoso, sempre pronto a ergersi a favore dei deboli e contro il potere centrale opprimente e ingiusto. Ancora oggi Robin esercita un certo ascendente nell’immaginario collettivo perché i suoi valori sono senza tempo e, del resto, viviamo anche noi in un mondo pieno di ingiustizie. Eppure, se anche ci sono stati uomini che hanno contribuito a crearne la leggenda erano, probabilmente, briganti o uomini che scelsero la fazione realista (contraria alle Disposizioni di Oxford) invece di quella dei Baroni più favorevoli a un maggior contenimento dei poteri reali. Tanto che ci si chiede se la retrodatazione delle avventure di Robin Hood alla Prima Guerra dei Baroni con lui schierato contro Giovanni non abbia voluto conferirgli un’aura storica di uomo che si pone dal lato giusto della Storia. Come che sia a noi piace immaginare che in un qualche momento storico un Robin Hood o Hoyde abbia scelto di schierarsi, per una volta, dalla parte dei deboli e degli ultimi. Devo però segnalare un’errata corrige grande come una casa: per metà podcast ho usato la parola “iconografia” senza rendermi conto che parlavo di testi e non di quadri, mi scuso per la mia improvvisa idiozia. Fonti bibliografiche “Robin Hood: The English Outlaw Unmasked” di D. Baldwin, ed. Amberley, 2012. Il sito web boldoutlaw.com Musiche usate per la puntata “Whistle Stop” di Roger Miller, dalla colonna sonora del film di animazione Disney “Robin Hood” (1973). “Dire News” dall’album “Aeon” di Celestial Aeon Project. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Ebbene sì, questa volta non siamo riusciti a trovare nessuna immagine decente attinente a Robin Hood sotto licenza aperta, quindi abbiamo chiesto a ChatGPT di generarcene una prendendo spunto dalle ballate medievali. Copertina dell’episodio 83 (generata da ChatGPT). Altre immagini Locandina del film “Robin Hood” con Douglas Fairbanks del 1922. Fonte: Wikipedia. “The passing of Robin Hood”, dipinto di N.C. Wyeth del 1917. Fonte: Wikimedia Commons.

  • #82
    Jun 28, 2025 · 40 min

    Giovanna di Castiglia (“La Pazza”)

    La vittima sacrificale del potere Giovanna di Castiglia nacque in una famiglia dove il potere non apparteneva solo agli uomini (basti pensare alla madre Isabella o alla sorella Caterina che tanto a lungo lottò contro il marito Enrico VIII) e per matrimonio divenne parte di una famiglia altrettanto prolifica in questo senso (la cognata Margherita governò i Paesi Bassi) eppure non ebbe lo stesso destino. Che fosse per carattere o per i molti ostacoli che la vita le buttò innanzi, Giovanna fu per gran parte della vita adulta in balia del volere e delle mene altrui. Tutti gli uomini importanti della sua vita, a partire dal padre Ferdinando, non esitarono a manipolarla per ottenere i propri scopi. Il risultato fu che Giovanna visse una vita per molti versi infelice, vittima del potere ben oltre l’arco temporale della propria esistenza perché anche oggi non ci si ricorda di lei per essere stata Regina di Castiglia, Aragona e consorte dell’Imperatore, ma per la sua supposta follia che, dopo quasi cinquecento anni, rimane la sola cosa per cui viene dai più ricordata. Fonti bibliografiche “Sisters Queens: Katherine of Aragon and Juana, Queen of Castille” di J. Fox ed. Wandamp, 2012 Musiche usate per la puntata Agnus Dei dalla “Missa Praeter Rerum Seriem” di Cipriano de Rore (un contemporaneo di Giovanna) eseguito da The Tudor Consort. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina “Doña Juana “la Loca” (1877) di Francisco Pradilla y Ortiz. Rappresenta Giovanna mentre veglia sulle spoglie del marito Filippo. Museo del Prado. Fonte: Wikimedia commons. Altre immagini Giovanna ritratta da Juan de Flandes nel 1500 circa. Olio su pannello di quercia. Kunsthistorisches Museum (Vienna). Fonte: Wikimedia commons.

  • #81
    May 28, 2025 · 36 min

    La congiura dei Pazzi

    Intrighi, tradimenti e potere nella Firenze rinascimentale La Congiura dei Pazzi segnò un cambio di passo nella gestione politica di Firenze. Lorenzo de’ Medici era e restò un politico illuminato e rinascimentale, ma adottò uno stile di governo più accentratore mettendo nelle posizioni più importanti persone a lui fidate. La perdita del fratello Giuliano fu di certo un grave lutto a livello personale, non v’è ragione di dubitare della sincerità del loro legame, ma ebbe il suo peso anche a livello governativo perché con la morte del fratello Lorenzo perse un fine politico e un abile diplomatico. I Pazzi, dal canto loro, anche al ritorno a Firenze patirono un ostracismo politico che impedì loro di tornare al livello di potere che avevano prima; un potere che, invece, finì tutto nella mani della famiglia Medici. Fonti bibliografiche “Lorenzo de’ Medici, una vita da Magnifico” di G. Busi, Mondadori 2017 Musiche usate per la puntata “Se la face ay pale” di Guillaume Dufay, eseguito dal Medieval Ensemble Asteria (http://asteriamusica.com). Dufay, pur essendo francese, dedicò diverse composizioni a Ferrara e a Firenze. Fonte: Wikimedia commons. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Cesare Mussini – Decisione della congiura dei Pazzi (1861 circa). Soffitto di una sala della palazzina della Meridiana a Palazzo Pitti. Descrizione dal sito ufficiale: “Il soggetto di questa sala è tratto dalla tragedia La congiura dei Pazzi di Vittorio Alfieri, che narra il celebre episodio di storia fiorentina. La composizione replica un quadro realizzato dallo stesso Cesare Mussini nel 1835, ma esposto a Firenze alla Prima Esposizione Italiana del 1861. Raimondo de’ Pazzi, deciso a contrastare lo strapotere dei Medici che dominano Firenze, prende commiato dalla moglie Bianca de’ Medici, la quale però presagisce l’epilogo tragico della sua missione. Raimondo infatti si recherà nel duomo di Santa Maria del Fiore, dove ucciderà Giuliano de’ Medici, ma morirà lui stesso per una ferita. La scena è incorniciata da fregi con putti che sorreggono lo stemma mediceo e quello dei Pazzi e i medaglioni coi ritratti di Lorenzo il Magnifico, fratello di Giuliano, e papa Sisto IV.“. Fonte: Wikimedia commons. Altre immagini Lorenzo de’ Medici nell’affresco di Domenico Ghirlandaio “Conferma della regola”, dipinto fra il 1483 e il 1485. Cappella Sassetti nella basilica di Santa Trinita a Firenze. Fonte: Wikimedia Commons.

  • #80
    Mar 23, 2025 · 43 min

    Tamara di Georgia

    La vita della prima e più amata sovrana della Georgia, “re dei re e regina delle regine”. Puntata anomala con al microfono Davide al posto di Anna Lisa. Tamara, superando le spinte disgregatrici dei nobili, condusse il Paese all’apice del suo prestigio, distinguendosi per la sua saggezza, leadership e visione strategica. Sotto il suo regno la Georgia divenne un faro di cultura, arte e potere politico nella regione. Ancora oggi Tamara rimane uno dei personaggi più amati dai georgiani, scivolando a volte dalla storia alla mitologia. Non perdete la raccolta di papere (episodi 65-80) dopo i titoli di coda! Fonti bibliografiche “Edge of Empires – a history of Georgia” di Donald Rayfield, Reaktion Books, 2012. “Queen Tamar: her significance” di Sargis Kakabadze (trascrizione di una lezione del 1912; originale georgiano in pubblico dominio, traduzione di Michael P. Willis del 2017 autopubblicata su Amazon Kindle Store). “The lioness of the Caucasus” di Filippo Donvito (articolo su JStor). Musiche usate per la puntata “Lile” (canto rituale della regione dello Svaneti) eseguito dall’Anchiskhati Church choir and folk group “Dzveli Kiloebi”. Pubblicato su youtube con licenza creative commons. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. Musica di sottofondo per “papere di storia” dopo i titoli di coda: “Hyperfun” di Kevin MacLeod (incompetech.com); licenza Creative Commons: By Attribution 3.0 La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Affresco al monastero di Betania, a poca distanza da Tbilisi (autore sconosciuto). Da sinistra a destra: Giorgi Lasha, Tamara e Giorgi III. Fonte: Wikimedia Commons. Altre immagini Affresco nella chiesa del monastero rupestre di Vardzia: Tamara (con in mano un modello della chiesa) e Giorgi III. Fonte: Wikimedia Commons (foto di Stefano Bolognini). Affresco di Tamara nel monastero di Bertubani, al confine con l’Azerbaijan (dipinto fra il 1212 e il 1213). Fonte: Wikimedia Commons. Illustrazione dell’artista ungherese Mihály Zichy per il poema epico di Shota Rustaveli “Il cavaliere nella pelle di leopardo”. Edizione del 1888. Mostra il poeta mentre presenta a Tamara il suo lavoro. Fonte: Wikimedia Commons. La regione del Caucaso alla fine del 1213, alla morte di Tamara. Fonte: Wikimedia Commons. (La cartina originale era in tedesco, si vede da alcuni nomi che non sono stati tradotti in inglese).

  • #79
    Feb 13, 2025 · 46 min

    Maria Antonietta – seconda parte

    Verso la ghigliottina Gli ultimi anni del regno di Luigi XVI furono caratterizzati dallo Scandalo della Collana e dai tumulti politici sempre più pressanti che culminarono con la fondazione dell’Assemblea Nazionale Costituente del 1789. Da lì in poi il potere della monarchia venne eroso sempre di più fino al suo decadimento nel 1791, da lì in poi fu solo questione di tempo prima che i rivoluzionari decidessero di giustiziare Luigi e Maria Antonietta, vestigia di un sistema di governo ormai defunto. Fonti bibliografiche “Maria Antonietta: una vita involontariamente eroica” di S. Zweig, ed. Castelvecchi, 2019 “Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia” di C. Erickson, ed. Mondadori 2017 “Maria Antonietta. La solitudine di una regina” di A. Fraser, ed. Mondadori 2017 Musiche usate per la puntata “Le Bourgeois Gentilhomme – 11. Marche pour la Ceremonie des Turcs” di Jean-Baptiste Lully interpretato da Advent Chamber Orchestra (fonte: Wikimedia Commons). E’ un’opera che precede di un secolo il periodo di cui parliamo nel podcast, ma ci sembrava rendesse bene l’atmosfera della corte francese. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Maria Antonietta con i figli nel 1787. Olio su tela di Élisabeth Louise Vigée Le Brun. Fonte: Wikimedia commons. Altre immagini Il processo a Maria Antonietta (1793). Gessetto nero di Pierre Bouillon. Fonte: Wikimedia commons.

  • #78
    Jan 13, 2025 · 59 min

    Maria Antonietta – prima parte

    L’ultima regina di Francia Maria Antonietta è un personaggio iconico e a lei abbiamo deciso di dedicare due puntate: questa e la prossima. Maria Antonietta era e rimane il simbolo dell’Ancien Règime fatto di lusso sfrenato, edonismo e miopia verso un paese, la Francia, che marciava verso il default economico mentre le classi più povere divenivano sempre più rabbiose. La prima parte della propria vita Maria Antonietta la visse così, fra lo sfarzo e la spensieratezza, questa dovuta alla sua scarsissima volontà di dedicarsi alle questioni di Stato e di accogliere anche gli oneri derivanti dal suo ruolo; finché un giorno il vento della Rivoluzione levò il suo primo soffio. Fonti bibliografiche “Maria Antonietta: una vita involontariamente eroica” di S. Zweig, ed. Castelvecchi, 2019 “Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia” di C. Erickson, ed. Mondadori 2017 “Maria Antonietta. La solitudine di una regina” di A. Fraser, ed. Mondadori 2017 Musiche usate per la puntata “Le Bourgeois Gentilhomme – Menuet 1 and 2” di Jean-Baptiste Lully interpretato da Advent Chamber Orchestra (fonte: Wikimedia Commons). E’ un’opera che precede di un secolo il periodo di cui parliamo nel podcast, ma ci sembrava rendesse bene l’atmosfera della corte francese. Avremmo voluto utilizzare un brano di Christoph Willibald Gluck, uno dei compositori preferiti di Maria Antonietta, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare brani di buona qualità con licenza Creative Commons. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Marie-Antoinette dit «à la Rose». Dipinto a olio di Élisabeth Louise Vigée Le Brun, 1783. Palazzo di Versailles. Fonte: Wikimedia Commons. Altre immagini Maria Antonietta a 12 anni. Dipinto a olio attribuito a Martin van Meytens. Palazzo di Schönbrunn. Fonte: Wikimedia Commons. Maria Antonietta suona l’arpa alla corta francese (aveva 7 anni). Dipinto di Jean-Baptiste André Gautier-Dagoty. Fonte: Wikimedia Commons.

  • #77
    Dec 13, 2024 · 33 min

    La Malinche, ponte fra due mondi

    La Malinche o Dona Marina La Llengua. Malinche è una figura poco conosciuta, eppure centrale nella conquista dell’odierno Messico da parte degli spagnoli e coloro che la conoscono hanno opinioni molto forti su di lei: di totale ammirazione o di odio viscerale. I dati storici su Malinche sono pochi e incerti, ma sappiamo che il suo ruolo come traduttrice nella spedizione comandata da Cortés fu importantissimo. Grazie alle sue capacità linguistiche gli spagnoli ebbero sicuramente vita più facile, ma è anche vero che contribuì a rendere meno sanguinosa la conquista dell’Impero Atzeco e che fu la prima a cercare un punto di contatto fra il suo mondo e quello europeo. Fonti bibliografiche “Storia delle altre. Concubine, amanti, mantenute e amiche” di E. Abbott, ed. Mondadori 2006. Articolo biografico di Gabriele Scarparo. Musiche usate per la puntata “Aztec Fantasy Music – Aztec Temple” di Terra Fantasy Music (Bandcamp, Spotify, Apple Music); utilizzo gratuito per scopi non commerciali. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Una pagina del Codice Codice Durán (1576) che mostra Hernán Cortés e La Malinche in Messico, a Tenochtitlan. Fonte: Wikimedia Commons. Altre immagini La Malinche immaginata da Kate Stephens in “The Mastering of Mexico” (1916). New York, The MacMillan Company. Fonte: Wikimedia Commons. Dettaglio di un ritratto di Hernán Cortés, XVI secolo; olio su tela, autore anonimo. Collezione Patronato Hospital de Jesús. Fonte: Wikimedia Commons.

  • #76
    Nov 5, 2024 · 56 min

    Cleopatra, ultima regina d’Egitto

    L’Egitto cede sotto la pressione della Repubblica di Roma Cleopatra salì al trono quando ormai i fasti dell’Impero egiziano erano solo pallidi ricordi e la sua presa sul trono dipese, spesso, dall’aiuto di Giulio Cesare prima e Marco Antonio dopo. Di Cleopatra come persona non sappiamo nulla, sappiamo però che fece di tutto per mantenere integro il proprio Paese e a esso, pur con molti errori, dedicò la propria vita. Morta lei morì anche l’Egitto inteso come unità nazionale, perché venne inglobato dalla Repubblica come provincia. Fonti bibliografiche “Cleopatra the Great: The Woman Behind The Legend” di J. Fletcher, Ed. Hoddem & Stoughton, 2009. “Cleopatra” di M. Grant, ed. Hachette, 2011. Note biografiche dall’encicopledia Treccani. Musiche usate per la puntata “Desert City” di Kevin McLeod (incompetech.com); licenza Creative Commons: By Attribution 3.0. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina “Cleopatra” di Heinrich Faust”. 1876, olio su tela. Fonte: wikimedia commons. Altre immagini Questo busto ritrovato sulla via Appia fra Ariccia e Genzano e conservato all’Altes Museum di Berlino ci mostra che aspetto poteva avere davvero Cleopatra. Fonte: wikimedia commons.

  • #75
    Oct 4, 2024 · 26 min

    Ranavalona del Madagascar

    La regina crudele? In occasione della terza edizione del Podfest di Parma, Gocce di Storia ha avuto il suo debutto dal vivo e lo abbiamo affrontato parlando di un paese poco noto alle cronache: il Madagascar. Questa è la registrazione di quella folle, adrenalinica e meravigliosa mezz’ora passata sul palco. Il regno di Ranavalona, detta Ramavo, si può riassumere nella domanda “Il fine giustifica i mezzi?” Salita al potere quando l’influenza europea nel Madagascar iniziava a essere forte e con il potenziale di occidentalizzare l’isola, Ramavo scelse di chiudersi a ogni influenza esterna che fosse economica, culturale o religiosa a scapito delle proprie campagne di espansione territoriale, delle casse dello Stato e del benessere della popolazione, in favore del ripristino di vecchie usanze (alcune decisamente barbare) e di una totale quanto irraggiungibile indipendenza economica e militare. La risposta alla domanda iniziale noi non l’abbiamo. Il regno di Ramavo è un susseguirsi di scelte coraggiose o folli, di colpi di stato, di omicidi sanguinosi, e di giochi politici che dipingono un quadro in cui è difficile dire se Ramavo avesse davvero capito che gli europei sarebbero stati la causa della fine dell’indipendenza dei malgasci o fosse, semplicemente, una donna orgogliosa con una certa vena di crudeltà. Fonti bibliografiche Keith Laidler “Female Caligula: Ranavalona the Mad Queen of Madagscar” John Wiley &Sons, (Londra, 2005) Musiche usate per la puntata “Arcane” di Kevin MacLeod (incompetech.com). Licenza Creative Commons: By Attribution 3.0 Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina La regina Ranavalona I (riportata nell’immagine con il nome alternativo di “Ranavalo Manjaka”) nel 1875 circa. Incisione su legno di H. Linton. Fonte: Wikimedia commons Altre immagini Il figlio Rakoto (poi re Radama II) nel 1861. Foto di William Ellis. La Trobe Picture Collection. Fonte: Wikimedia commons. Joseph-François Lambert (incisione di Henri Le Chartier & G. Pellerin, 1888). Fonte: Wikimedia commons.

  • Sep 3, 2024 · 22 min

    Leggende dalla Val di Sole: minatori e spettri

    La lettura di uno o due racconti di storie o leggende della Val di Sole seguita da un breve approfondimento storico sull’argomento è il formato che abbiamo scelto per lo speciale estivo registrato all’aperto in Val di Sole (promettiamo: mai più registrazioni accanto a un corso d’acqua! ) e, se vi piacerà, sarà il formato che adotteremo anche nei futuri speciali estivi. Quest’anno parliamo dei minatori che scavavano il ferro nelle miniere sopra Comasine e della chiesetta di Pegaia. Le storie sono tratte da “Lungo le rive del noce – leggende e racconti delle valli di Non e Sole” di Quirino Bezzi; edizioni Centro Studi Val di Sole. Prima pubblicazione del 1988, ristampa del 1996. Le miniere di San Luigi e di San Carlo si trovano qui: Visualizza mappa ingrandita La chiesetta di Pegaia si trova qui: Visualizza mappa ingrandita Musiche usate per la puntata In questa puntata non abbiamo utilizzato una musica di sottofondo. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Entrata di una delle miniere di Comasine ripristinate al loro aspetto originario (foto scattata da noi nel 2017). Altre immagini La chiesetta di Pegaia (San Bartolomeo) La chiesetta dall’esterno. Fonte: Wikimedia commons. L’interno. Fonte: Wikimedia commons. L’affresco di San Cristoforo sul retro. Fonte: Wikimedia commons. Anna Lisa ha una crisi di “ridarella” incontrollabile durante la registrazione. 🙂 … e anche Davide si fa contagiare.

  • #74
    May 17, 2024 · 43 min

    Tutankhamon

    Tutankhamon: il faraone bambino Nell’immaginario collettivo Tutankhamon è forse il faraone per eccellenza: l’aura della maledizione, il fortunoso ritrovamento della tomba e la famosissima maschera d’oro ne hanno accresciuto e definito il fascino. Eppure, Tutankhamon regnò per poco tempo e morì a soli diciotto anni. In questa puntata ripercorriamo la sua storia, quella del tempo in cui ha vissuto e delle circostanze che lo hanno portato fino a noi. Fonti bibliografiche “The Unknown Tutankhamun: A Biography of the Unknown King” di M. Eaton-Krauss, ed. Bloomsbury 2015 Sito sugli usi egizi Musiche usate per la puntata “The Legend of Narmer” di WombatNoisesAudio (licenza Creative Commons Attribution 3.0). Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina “Il faraone Tutankhamon distrugge suoi nemici”: dipinto su legno, Museo Egizio del Cairo. Fonte: Wikimedia Commons. Altre immagini Il sigillo ancora intatto sulla porta della tomba di Tutankhamon; foto del 1922 (fonte: Wikimedia Commons). Quattro piccoli contenitori d’oro per gli organi interni dalla tomba di Tutankhamon; Museo Egizio del Cairo. Durante il processo di mummificazione gli organi interni (polmoni, fegato, stomaco e intestino) del faraone vennero asportati, puliti e piazzati in questi contenitori di circa 45 cm; i contenitori vennero poi collocati nei veri e propri vasi canopi di alabastro, a loro volta sigillati in una scatola d’oro posta all’interno della tomba. Fonte: Wikimedia Commons. Howard Carter e George Herbert, conte di Carnarvon, nel 1922 all’uscita della tomba di Tutankhamon (fonte: Wikimedia Commons) Schema (assonometria) della tomba di Tutankhamon.

  • #73
    Apr 1, 2024 · 56 min

    Eva Perón

    La santa dei descamisados In questo episodio ripercorriamo la breve, ma sfolgorante vita di Eva Perón che dalla povertà dell’entroterra brasiliano arrivò a Buenos Aires dove, dopo una discreta carriera nel mondo dello spettacolo, divenne la moglie del presidente argentino Juan Perón. Amatissima dal popolo argentino sia per il suo impegno verso i poveri, sia grazie a una sapiente politica, Eva è ancora oggi ricordata e venerata come una delle persone che più si spese per la classe operaia e i racconti apocrifi su di lei sono innumerevoli. Segnaliamo, non per l’accuratezza storica, ma per la bellezza delle musiche e la bravura degli attori il musical “Evita” del 1996 per la regia di A. Parker con Madonna, Antonio Banderas (che canta benissimo) e Jonathan Pryce. Fonti bibliografiche “Evita: The Real Life of Eva Perón” di N. Fraser e M. Navarro ed. W.W. Norton & Co. (1996) https://www.evitaperon.org/ (sito biografico) Musiche usate per la puntata “Don’t cry for me Argentina“, composta da Andrew Lloyd Webber su testi di Tim Rice nel 1976 per il musical Evita, nella versione cantata da Madonna per il film omonimo del 1996. “Tango de Manzana” di Kevin MacLeod (incompetech.com). Licenza Creative Commons By Attribution 3.0. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Eva Perón nel 1948, fotografata da Pinélides Aristóbulo Fusco. Altre immagini Tessera dell’Asociación Argentina de Actores, 1939 Eva in Spagna durante durante la “Giro d’Europa”.

  • #72
    Jan 27, 2024 · 59 min

    Caterina de’ Medici – seconda parte

    La regina nera In questa seconda puntata ci soffermiamo a lungo sugli eventi che portarono al massacro della Notte di San Bartolomeo, l’episodio più sanguinoso e politicamente disastroso del “regno” di Caterina. Questa carneficina contribuì, più di ogni altra cosa, a disegnare attorno a Caterina l’aura della Regina Nera: una donna capace di ricorrere a omicidi, tradimenti e stermini pur di tener stretto il potere per sé e per i propri figli. L’altra parte ripercorre invece la fine del regno di Carlo e quello di Enrico fino alla morte di Caterina avvenuta nel gennaio 1589. Se volete vedere un bel film, anche se non sempre aderente alla realtà storica, consigliamo “La Regina Margot” del lontano 1994, diretto da Patrice Chéreau e con la bravissima (e sempre compianta) Virna Lisi nei panni di Caterina, liberamente tratto dall’omonimo romando di Dumas padre. Fonti bibliografiche “Caterina de’Medici: un’italiana alla corte di Francia” di J. Orieux, Mondadori, 1997 “Caterina de’Medici” di L. Frieda, Giunti 2003 Musiche usate per la puntata Dont vien cela di Claudin de Sermisy. Fonte: Wikimedia commons. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Il massacro della notte di San Bartolomeo immaginato da Édouard Debat-Ponsan nel 1880 (quindi molto più tardi). Olio su tela. Collezione Musée d’Art Roger-Quilliot, Clermont-Ferrand. Fonte: Wikimedia commons. Altre immagini Il massacro della notte di San Bartolomeo dipinto da François Dubois, un pittore protestante di Amiens fuggito in Svizzera dopo il massacro. Olio su tela. Museo cantonale di belle arti di Losanna. Fonte: Wikimedia commons.

  • #71
    Dec 24, 2023 · 54 min

    Caterina de’ Medici – prima parte

    La banchiera alla corte di Francia Caterina de’Medici è una figura complessa e avvolta da numerosi pregiudizi. Il primo fu quello che patì durante i cinquanta e passa anni che visse in Francia dove venne sempre vista come la donna straniera, che veniva da una famiglia divenuta potente grazie al denaro delle attività bancarie, di origini se non umili di sicuro non nobili. Nata per avere una vita tranquilla, si trovò contro ogni previsione a governare una delle più grandi nazioni europee in un momento storico tumultuoso e complicato. In questa prima parte seguiamo Caterina lungo la sua infanzia e fino alla vigilia della Notte di San Bartolomeo, una delle più sanguinose della storia francese. Fonti bibliografiche “Caterina de’Medici: un’italiana alla corte di Francia” di J. Orieux, Mondadori, 1997 “Caterina de’Medici” di L. Frieda, Giunti 2003 Musiche usate per la puntata “Doulce Mémoire” di Antonio Gardano, eseguita da Collegium Vocale. Fonte: Wikimedia Commons. Gardano è un compositore nato in Provenza ma poi trasferitosi a Venezia, quasi contemporaneo di Caterina (1509-1569). Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Caterina de’ medici nel 1536. Ritratto dipinto da Corneille de Lyon; National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty. Fonte: Wikimedia Commons. Altre immagini Caterina ritratta da Germain Le Mannier, olio su tela. Periodo fra il 1547 e il 1559. Galleria degli Uffizi, Firenze. Fonte: Wikimedia Commons.

  • #70
    Nov 24, 2023 · 49 min

    I processi alle streghe di Salem

    Fra isteria di massa, fanatismo religioso e turbolenze politiche Nel 1692, nel villaggio di Salem due ragazzine manifestarono sintomi che oggi le avrebbero portate dritte dalla neuropsichiatra infantile; quattrocento anni fa la risposta fu sicura e unanime: possessione demoniaca. Tuttavia, liquidare la faccenda come un mero episodio a carico di creduloni fanatici puritani sarebbe ingiusto, per tutti gli attori in gioco. I puritani erano una piccola comunità incorporata dentro altre comunità più grosse, organizzate e non necessariamente a loro favorevoli. Il sospetto e gli interessi personali che infettarono la comunità dell’Essex in quei pochi mesi deve, senza dubbio, essere letta in un’ottica di più ampio raggio. (Contenuto extra: non perdete, dopo i titoli di coda, la raccolta di tutti gli “ehhhmm” di Anna Lisa tagliati da questa puntata ). Fonti bibliografiche Documenti del processo a cura della Missouri-Kansas City Law School Documenti del processo a cura dell’Università della Virginia “Death in Salem: The Private Life Behind the 1692 Witch Hunt” di D. Foulds, Globe Pequot ed. agosto 2013. Musiche usate per la puntata “Suspicion” di Celestial Aeon Project. Fonte: Jamendo. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. Musica di sottofondo per “scarti di storia” dopo i titoli di coda: “Hyperfun” di Kevin MacLeod (incompetech.com); licenza Creative Commons: By Attribution 3.0 La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Incisione del 1876 dal libro “Pioneers in the settlement of America: from Florida in 1510 to California in 1849” di William A. Crafts. Fonte: wikimedia commons. Altre immagini Ritratto del giudice William Stoughton nel 1700 circa; artista sconosciuto. Harvard Art Museums. Fonte: wikimedia commons. Mappa di Salem Village relativa al 1692, ricreata nel 1866 (da fonti storiche) da Charles W. Upham per il libro “Salem Witchcraft, With an Account of Salem Village and a History of Opinions on Witchcraft and Kindred Spirits” (1867). Fonte: wikimedia commons. Il reverendo Increase Mather nel 1688. Dipinto di Joan van der Spriet.

  • #69
    Oct 24, 2023 · 49 min

    Jane Austen – seconda parte

    I capolavori di Mansfield Park e Persuasione La vita di Jane Austen fu pressoché priva di grossi sconvolgimenti, quando il padre lasciò la curazia e Jane, insieme alla madre e alla sorella, si trovò priva di una casa intervenne uno dei fratelli e tutti i maschi, nel merito delle proprie possibilità, assistettero le donne della famiglia; eppure i suoi personaggi affrontano le più svariate peripezie descritte con cognizione di causa. Jane, in apparenza, aveva anche una scarsa conoscenza dei “fatti della vita”, ma quasi tutti i suoi romanzi smentiscono questa convinzione. In “Mansfield Park” si toccano, più che in altre opere argomenti quali lo schiavismo, il divorzio e l’adulterio. In “Persuasione” si parla a lungo di perdono, rimorso, influenzabilità e fedeltà. Gli ultimi due romanzi di Jane sono un concentrato di morale, nel senso migliore del termine, e un invito a riflettere sulle proprie scelte e sulle loro conseguenze. Jane Austen, col tempo, è diventata anche un personaggio su cui scherzare, come nel secondo episodio della seconda stagione di Good Omens: Se avete perso la puntata precedente della serie su Jane Austen la potete trovare qui: Jane Austen – prima parte. Fonti bibliografiche “La zitella illetterata. Parodia e ironia nei romanzi di Jane Austen” di Beatrice Battaglia, ed. Liguori (2009). “Jane Austen, i luoghi e gli amici” di Constance Hill, ed. Jo March (2013). Musiche usate per la puntata Gymnopédies – III. Lent et grave di Erik Satie interpretato da Madì. Fonte: Jamendo. Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic. Fonte: Jamendo. La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. Immagine di copertina Ritratto di Jane Austen basato su uno della sorella Cassandra (vedere la copertina dell’episodio precedente). Duyckinick, Evert A. Portrait Gallery of Eminent Men and Women in Europe and America. New York: Johnson, Wilson & Company, 1873. Fonte: Wikimedia Commons. Copertina dell’edizione originale di Mansfield Park (1814).

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