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b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

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  • S1 · E1118
    Yesterday · 2 min

    Forum della Vista 2026: i perché della “spinta gentile” all’ottico

    È il punto di partenza dell’evento che si terrà a Bari l’8 e il 9 novembre, giunto all’ottava edizione: spesso infatti le architetture della scelta pensata per il cliente sono obsolete e non più funzionali come prima Nel 2017 Richard Thaler ha vinto il Nobel per l’Economia dimostrando che le persone non scelgono mai in modo perfettamente razionale: decidono in base a come le opzioni vengono presentate. Il suo concetto di “nudge”, la spinta gentile, non impone nulla: modifica l'architettura della scelta, lasciando intatta la libertà di dire no. Per l’ottica è un'idea più operativa di quanto sembri. In negozio la leva più efficace è il default intelligente: trattamenti come antiriflesso o filtro anti luce blu nociva presentati come standard incluso, anziché come extra da proporre, aumentano l'adesione senza forzature. È, di fatto, lo stesso principio dei piani pensionistici a iscrizione automatica studiati da Thaler. Funzionano anche la prova sociale mirata (“la maggioranza degli over 40 sceglie la progressiva premium”, viene detto di solito al cliente), l'ancoraggio, cioè mostrare prima l'opzione maggiormente completa per rendere le altre più ragionevoli per confronto, e la riduzione del carico decisionale: una selezione curata di poche montature batte duecento modelli esposti senza criterio. Nel percorso professionale la leva più potente è il richiamo automatico per i controlli periodici, decisivo su miopia progressiva infantile e presbiopia: sfrutta l'inerzia a favore della salute visiva anziché contro. Conta anche il timing: proporre una soluzione subito dopo l'esame, quando il problema è ancora vivido, funziona meglio di un follow-up generico settimane dopo. Thaler fa un esempio bellissimo a tal proposito, quello della mensa aziendale: se metti la frutta all'altezza degli occhi e le patatine in fondo allo scaffale, un maggior numero di persone mangia frutta. Nessuno le ha tolte dal menu, nessuno ha reso più caro comprarle, chi vuole le patatine deve fare un ulteriore, piccolo sforzo consapevole per prenderle, invece di prenderle per inerzia. Il nostro mercato dovrebbe quindi riflettere sulle priorità presenti in un centro ottico, dove spesso le patatine (le montature) hanno una posizione premium rispetto alla frutta (lenti da vista e a contatto e servizi professionali). Forse è il momento, per chi se lo può permettere, di cambiare paradigma e di modificare l’architettura della scelta messa a disposizione del proprio cliente. Al Forum di Bari parleremo di questo e nulla sarà più utile di un “re-thinking” prima della fine del 2026. Un anno faticoso, quello in corso, ma in grado di aprirci a un nuovo processo di crescita. Sempre che siamo disposti a metterci in discussione. Nicola Di Lernia

  • S1 · E1117
    Yesterday · 3 min

    Centro Style: Active Frames diventa Active

    Con oltre 25 anni alle spalle nello sviluppo di soluzioni tecniche per il benessere visivo dei bambini, l’azienda di Vedano Olona, in provincia di Varese, lancia un rebranding della sua linea storica di montature: l’obiettivo è trasformare l'occhiale pediatrico da necessità funzionale a fulcro della specializzazione per i centri ottici Active Frames di Centro Style diventa Active (nelle foto, alcune immagini di campagna), con l’obiettivo di unire l'eccellenza tecnica a una nuova e profonda empatia verso i più piccoli e i loro genitori. «Un’attenzione che si riflette nel manifesto del brand, incentrato sull'unicità di ogni bambino e sui suoi personali tempi di crescita, e nel nuovo pay-off: da “cresce con te” a “cresce insieme a te”, a sottolineare un percorso affrontato metaforicamente mano nella mano - si legge in una nota della società che di recente ha celebrato il mezzo secolo di attività - Per accompagnare questo rinnovamento, da settembre viene introdotto un ecosistema di comunicazione completamente aggiornato, con un packaging coordinato per tutte le collezioni e materiali per il punto vendita pensati per valorizzare l'esposizione. Il tutto supportato da una mirata strategia di comunicazione orientata al b2c, studiata per generare un forte effetto drive to store, con l'obiettivo di guidare le famiglie direttamente verso i centri ottici partner qualificati». Secondo Centro Style, la montatura e, di conseguenza, l’attività dei centri ottici su questo target oggi hanno un ruolo ancora più significativo, anche alla luce della diffusione delle lenti a defocus periferico. «Active pone da sempre un'attenzione rigorosa a tale aspetto tecnico, arrivando a selezionare oltre 40 referenze trasversali a 5 diverse collezioni che garantiscono la massima compatibilità: queste montature sono facilmente identificabili grazie al logo “Myopia Control" apposto sulla lente demo, supportando così l'ottico nella proposta della soluzione più performante - precisa il comunicato - In concomitanza con il rebrand, il marchio presenta una collezione in Acetato High Density per la fascia 5-16 anni, in cui la storica tecnicità del brand si veste di una creatività tutta nuova. Oggi il mercato richiede un'estetica “mini-me”, ispirata al mondo degli adulti: la collezione offre perciò un'ampia gamma di forme e colori differenziati per età. Tutto ciò si sposa con caratteristiche tecniche d'eccellenza: l’Acetato HD permette di ridurre pesi e volumi rispetto alle montature tradizionali, garantendo però una compattezza che assicura la massima resistenza agli stress di utilizzo, e le montature presentano un canalino profondo (0,50-0,75 mm), ideale per alloggiare ogni tipologia di lente». Active punta dunque su una strategia orientata al valore e alla fidelizzazione, grazie a un'offerta strutturata in collezioni specifiche per ogni fase della crescita: da qui l’inclusione di una serie di servizi, oltre all'occhiale, per proporre non solo un semplice prodotto, ma un percorso pluriennale «capace di fidelizzare l'intera famiglia e di supportare il centro ottico a livello professionale nella sua specializzazione rivolta ai più piccoli», conclude la nota. A cura della redazione

  • S1 · E1116
    Yesterday · 2 min

    Luxol nel Registro dei marchi storici italiani: un onore e una responsabilità

    La realtà del distretto cadorino, fondata nel 1969 a Lozzo di Cadore, ha raggiunto un traguardo dal valore simbolico e concreto: si tratta di un riconoscimento che premia il percorso dell’azienda e ne certifica il ruolo nel panorama produttivo nazionale Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale è stato istituito nel 2019 dal ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è un progetto nato per tutelare la proprietà delle aziende storiche italiane e le eccellenze nazionali. L’iscrizione a tale registro, in cui già si trovano ad esempio Lozza e il suo modello Zilo, avvenuta nei mesi scorsi, non rappresenta soltanto un attestato formale, ma racchiude per Luxol un significato più profondo. «È il risultato di anni di lavoro, di scelte coerenti e di una costante attenzione alla qualità dei processi e dei prodotti - spiega un comunicato dell’impresa cadorina - Per Luxol questo riconoscimento diventa motivo di grande soddisfazione, perché testimonia la capacità dell’azienda di mantenere saldi i propri valori, pur affrontando le trasformazioni del mercato e le sfide di un contesto economico sempre più competitivo». Essere inseriti nel Registro dei marchi storici comporta per la realtà veneta anche una responsabilità significativa. «Luxol è chiamata a custodire e valorizzare un patrimonio fatto di esperienza, conoscenze e relazioni costruite negli anni – si legge ancora nella nota - Questo patrimonio non è soltanto un’eredità del passato, ma rappresenta una base su cui costruire il futuro. L’azienda ha dimostrato di saper guardare avanti, investendo in innovazione e adattandosi alle nuove esigenze del mercato, senza mai perdere il legame con la propria identità». L’ingresso nel Registro dei marchi storici non è un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un percorso destinato a proseguire. «Con la stessa determinazione che l’ha contraddistinta fino a oggi, Luxol continuerà a investire nel proprio sviluppo, mantenendo al centro qualità, affidabilità e attenzione al cliente, evolvendosi senza rinunciare ai propri valori fondanti», conclude il comunicato (nella foto, tratta dal sito dell'azienda, una fase della lavorazione di un occhiale Luxol). A cura della redazione

  • S1 · E1115
    Yesterday · 1 min

    Ottica Foppa Group: a Vicenza il negozio numero 25

    Il gruppo bergamasco ha recentemente avviato un nuovo punto vendita all'interno del Centro Commerciale Palladio, nella città veneta, con insegna Oof Ottica Foppa Group fa tappa di nuovo in Veneto. Dopo la seconda apertura di Verona alla fine dello scorso anno, è ora il turno di Vicenza: insieme a quello di Venezia salgono così a quattro gli store avviati nella regione. «Questa apertura rappresenta il venticinquesimo negozio della nostra storia, un numero importante che ci fa sentire più grandi, ma soprattutto orgogliosi e grati del percorso iniziato ormai più di 45 anni fa da nostro papà Gigi», commentano in una nota dell’azienda Andrea e Luca Foppa. Il centro ottico di Vicenza (nelle foto) è a insegna Oof. «L’accoglienza nei primi giorni di apertura è stata straordinaria: le numerose recensioni positive testimoniano già il forte apprezzamento per il format, per l'ampio assortimento, ma soprattutto per il Foppa style, contraddistinto dall'empatia, dall'ascolto e dal sorriso del nostro personale - afferma nel comunicato Mauro Montagna, retail e training manager di Ottica Foppa Group- Sentire già così forte la fiducia del territorio vicentino ci riempie di entusiasmo e di fiducia per il futuro e ci dimostra di aver scelto la giusta location». A cura della redazione

  • S1 · E1114
    Wednesday · 2 min

    Diplomata dell’Its Eyewear in finale all’International Lab of Mittelmoda 2026

    Si tratta di Emma Gerlin, giovane bellunese che ha terminato lo scorso luglio il corso proposto a Belluno da Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy e Ablògos, società dedicata all’education e controllata da CertotticaGroup: è in lizza per la vittoria alla trentaduesima edizione della manifestazione, in programma a Milano il 13 e 14 ottobre, quarta studente a raggiungere tale traguardo Il risultato ottenuto da Emma Gerlin (nella foto) non è un caso isolato, e dimostra il valore del percorso di alta formazione fortemente connesso al distretto bellunese dell’occhialeria e alle sue imprese. «Con quest'anno salgono infatti a quattro le edizioni consecutive in cui un diplomato dell’iter formativo è arrivato in finale, con due vittorie nella categoria Eyewear: prima di Emma Gerlin ci sono stati Elisa Maestrelli, finalista nel 2023; Davide Vardanega, vincitore dell’Eyewear Award nel 2024 e Daniele De Simone, vincitore nella stessa categoria nel 2025 - ricorda una nota di Certottica - Una continuità che testimonia l'eccellenza del percorso, in grado di individuare, accompagnare e far crescere giovani talenti, mettendoli nelle condizioni di confrontarsi con professionisti, aziende e competizioni di livello internazionale. Proprio questo è, secondo Michele Dal Farra, direttore generale di Ablògos, l’aspetto più significativo. «Quattro anni consecutivi in finale a Mittelmoda non possono essere considerati una coincidenza - commenta Dal Farra nel comunicato - Il nostro sistema formativo riesce a creare le condizioni perché talento, creatività e competenze tecniche possano emergere e trasformarsi in opportunità concrete di professione. Vogliamo essere una vera fucina di talenti: chi entra nel percorso deve poter uscire con competenze, relazioni ed esperienze che gli consentano di costruire una prospettiva di carriera importante». L'appuntamento è quindi in calendario per metà ottobre, quando l’International Lab of Mittelmoda-The Fashion Award metterà a confronto giovani designer e studenti provenienti da scuole e istituti di moda e design internazionali, offrendo loro la possibilità di presentare i propri progetti davanti a professionisti del settore e di misurarsi in un contesto strettamente collegato al fashion e all’industria. Ventisei i talenti selezionati per la finale che arriveranno nella capitale italiana della moda da tutta Europa: Italia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, ma anche da Stati Uniti, Cina, Mongolia e Giappone. Resteranno intanto ancora aperte per tutto il mese di settembre le selezioni per il nuovo biennio dell’ITS Eyewear Product Manager, che prenderà il via a novembre. A cura della redazione

  • S1 · E1113
    Wednesday · 3 min

    Persol: con Olivetti riscrive la leggenda della Lettera 22

    I due storici marchi nati in Piemonte si incontrano in una nuova collaborazione che unisce l’eredità di due icone del design reinterpretando nel linguaggio dell’eyewear gli elementi più riconoscibili della celebre macchina da scrivere, oggetto simbolo dell’innovazione italiana nel mondo

  • S1 · E1112
    Wednesday · 1 min

    Ottica Demenego apre a Este

    L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha avviato un punto vendita nella località in provincia di Padova, portando a 49 il numero totale degli store tra Triveneto, Emilia Romagna e Lombardia L'inaugurazione del nuovo centro ottico Demenego in via Principe Amedeo (nelle foto), importante arteria urbana che costeggia e serve il centro storico di Este, si inserisce nel percorso di espansione dell'azienda in Veneto. «Con l'apertura di Este continuiamo a investire nel territorio veneto, portando vicino alle persone un riferimento che mette al centro il benessere visivo - dichiara in una nota dichiara Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Demenego - Ogni nuovo negozio Demenego nasce con lo stesso impegno: garantire un'esperienza di qualità, dal controllo della vista alla consegna dell’occhiale completo costruito con precisione e velocità». Con un'area espositiva di oltre 600 mq e un vasto assortimento di montature, tra modelli di produzione propria e grandi firme, il punto vendita propone tutti i servizi distintivi dell’insegna, dal Demenego Lab alle sale refrazione e contattologia, dal Demenego Custom a una smartglasses zona dedicata a modelli che integrano funzionalità smart e intelligenza artificiale. All'interno del negozio trova spazio anche un’area espositiva dedicata al mondo delle lenti oftalmiche, pensato come strumento informativo per guidare il cliente attraverso le principali soluzioni disponibili in base alle proprie esigenze visive. A cura della redazione

  • S1 · E1111
    Wednesday · 4 min

    DaTE 2026: eyewear effetto leggerezza

    È una delle tendenze di spicco delle nuove collezioni presentate al salone in scena a Napoli lo scorso weekend: è il materiale a rendere light le montature Se si dovesse trovare un aggettivo per definire l’edizione di DaTE, conclusasi ieri al Salone Margherita di Napoli, il più appropriato sarebbe aggregante. L’atmosfera era tale che gli spunti, molti, dichiarati, evidenti erano mirati a valorizzare il settore dell’occhialeria (nella foto, uno scorcio degli stand).

  • S1 · E1110
    Tuesday · 3 min

    DaTE 2026: Napoli conferma il valore della scelta itinerante

    Con una più ampia rappresentanza di ottici da diversi territori del centro sud rispetto al passato, la manifestazione ha chiuso i battenti il 14 settembre con oltre 1.000 presenze nei tre giorni: particolarmente significativa la crescita della componente internazionale, più che raddoppiata rispetto allo scorso anno, che raggiunge così circa l'8% dei visitatori complessivi L’affluenza complessiva di DaTE 2026 (nella foto) è stata leggermente superiore all’edizione di Riccione. «Mille operatori unici, oltre 1.080 presenze nei tre giorni e una partecipazione internazionale più che raddoppiata rispetto al 2025», dichiara una nota degli organizzatori dell'evento dedicato all'eyewear contemporaneo e di ricerca che, dal 12 al 14 settembre, ha trasformato il Salone Margherita di Napoli in un punto di incontro per professionisti, produttori, designer e operatori del settore. Particolarmente significativa la crescita della componente internazionale. «Sono stati 77 gli operatori esteri, più del doppio in confronto allo scorso anno, provenienti da 18 paesi - prosegue il comunicato - La quota internazionale raggiunge così circa l'8% dei visitatori complessivi, rispetto al 3% dell'edizione precedente». A rafforzare questo aspetto nell’edizione 2026 è stata anche la presenza di una delegazione di circa 20 buyer europei, arrivati a Napoli grazie alla collaborazione con Agenzia Ice, che ha contribuito a creare ulteriori occasioni di incontro per i brand presenti. L'edizione 2026 conferma anche il valore della scelta itinerante di DaTE. «Napoli ha permesso di ampliare sensibilmente il bacino di partecipazione nel Centro-Sud, coinvolgendo professionisti e punti vendita provenienti da territori che nelle precedenti edizioni erano meno rappresentati, senza rinunciare a una presenza diffusa da tutta Italia», precisa la nota, evidenziando come ciò denoti un equilibrio tra apertura a nuovi territori e partecipazione nazionale che rappresenta uno degli elementi più significativi dell’edizione napoletana. «Il valore aggiunto della manifestazione è consentire ai professionisti di prendersi del tempo - commenta nel comunicato Davide Degl’Incerti Tocci, presidente di DaTE - Tempo per guardare con attenzione, per conoscere e raccontare un prodotto, ma soprattutto per incontrarsi. DaTE non è una fiera nel senso tradizionale del termine: è un evento, e questa differenza per noi è fondamentale. Qui ci sono tante occasioni per produttori e professionisti di fermarsi, chiacchierare, scambiare idee, opinioni, esperienze. È un vero e proprio punto di incontro per una comunità che ha bisogno di conoscersi e confrontarsi. L’idea di rendere DaTE itinerante nasce proprio da questa esigenza: portare l’evento in luoghi diversi per continuare a far incontrare i professionisti, creando ogni volta nuove connessioni e contaminazioni». E rispetto alla decisione di portare DaTE al Paladozza di Bologna l’anno prossimo, Degl’Incerti Tocci aggiunge nella nota che «come lo sport, anche l’eyewear è un gioco di squadra: ognuno ha il proprio ruolo e, quando tutti gli elementi giocano bene, si vince. Per questo abbiamo scelto il Paladozza, un luogo che ha visto in azione grandi campioni e che porta con sé un’energia speciale». La scelta di Bologna e del Paladozza risponde però anche a esigenze molto concrete, precisano gli organizzatori. «È una location centrale, facilmente raggiungibile e ben servita, con spazi adeguati e versatili, ideali per accogliere la formula di DaTE e il suo modo informale e contemporaneo di mettere in relazione aziende e professionisti», conclude il comunicato A cura della redazione

  • S1 · E1109
    Tuesday · 2 min

    Oxo: in 300 davanti al futuro

    Dal 13 al 16 settembre, presso il Garden Resort di San Vincenzo, in provincia di Livorno, si tiene la tradizionale convention di Optocoop Italia, che ha richiamato associati e aziende partner da tutta la penisola «Quando nel 2022 il Direttivo ci ha dato l'incarico di guidare il gruppo, abbiamo subito capito che avremmo dovuto fare da ponte tra il passato di Oxo, iniziato nel '93, e il suo presente e futuro». Così Giuseppe Basile, presidente di Optocoop Italia, ha aperto i lavori della convention 2026 . Davanti a quasi 300 professionisti, tra ottici aderenti alle singole cooperative che compongono il network e manager di una quindicina di aziende partner, intervengono relatori del settore e altri professionisti, come l'esperto di retail marketing internazionale Giuseppe Stigliano (nelle foto, in alto) e il docente del Politecnico di Milano Andrea Boaretto: questi ultimi hanno rispettivamente spiegato l'impatto dell'intelligenza artificiale sui comportamenti del cliente e cosa può fare un centro ottico per beneficiare delle nuove tecnologie. «Questa convention, a due anni di distanza dall'ultima in Puglia, per dare continuità a un importante evento consortile che in precedenza era mancato 7 anni, l'abbiamo chiamata “Il futuro si vede da qui”: perché è proprio qui, insieme ai nostri associati e ai nostri partner, che vogliamo discutere di come si può affrontare un presente difficile ma in grado comunque di offrire molte opportunità», ha ricordato Roberta Polimeni, direttrice commerciale, marketing e comunicazione di Oxo. Diecimila punti vendita, 25 mila operatori, 3 miliardi di fatturato di sell out. «Se questi sono i numeri del nostro mercato in Italia, significa che i margini per far fronte alla congiuntura e crescere ulteriormente ci sono», ha sottolineato il vicepresidente Fabio Frisani. Oltre ai lavori in plenaria, i partecipanti hanno potuto partecipare a workshop con le aziende fornitrici, vedere le ultime novità nell'area espositiva e assistere a una sfilata di alcuni dei modelli di tendenza delle imprese partner di eyewear, a bordo piscina la sera di domenica scorsa (nella foto, in basso a sinistra: da destra, Giuseppe Basile, Roberta Polimeni, il conduttore Christian Binetti e Fabio Frisani). Angelo Magri

  • S1 · E1108
    Tuesday · 2 min

    Silmo d’Oro 2026: cinque realtà italiane in lizza per il premio

    Scicon Sports, Piero Massaro, De Rigo, Safilo e W-Eye sono tra i nominati della 33esima edizione del riconoscimento, in categorie che spaziano dalla tecnologia all’occhialeria sportiva, fino alle montature di design e ai marchi internazionali È una presenza italiana articolata quella che emerge dalle nomination della 33esima edizione del Silmo d’Oro (nella foto), il riconoscimento dedicato all’innovazione e alla creatività nel mondo dell’ottica e dell’occhialeria di Silmo, che quest’anno mette in gara più di sessanta prodotti distribuiti in 13 categorie. Tra i nominati figurano cinque realtà italiane, impegnate in altrettante sfide che spaziano dall’eyewear sportivo all’innovazione tecnologica fino alle montature per brand internazionali e all’artigianalità. Nella categoria Sport, Scicon Sports di Bassano del Grappa è in gara con il modello Aerobeam Titanium e si confronta con Bollé, Julbo, Nogs e Oakley. Spostandosi nell’ambito dell’innovazione, la categoria Technological Innovation in Eyewear vede protagonista Piero Massaro, candidato con Cerniera a Baionetta: gli altri quattro nominati sono Frost, Ikosseyewear, Laclarée e Vuarnet. Doppia, invece, la presenza italiana nella categoria Optical Frame-Griffe, dove sono in gara due importanti gruppi dell’industria nazionale. De Rigo concorre con la montatura di Chopard e si confronta con Lancel, Marc’O Polo, Sandro Femme e Vanessa Bruno. Nella categoria Sunglasses Frames-Griffe, Safilo ha ben tre nomination per Etro, Isabel Marant e Victoria Beckham, ed è in lizza con De Rigo, con una montatura Nina Ricci, e Marchon con Salvatore Ferragamo. Infine, nella categoria Sunglasses di design, l’Italia è rappresentata dalla friulana W-Eye, con il modello Kingfisher. A contendersi il riconoscimento anche Atelier Arthur Sardo, Maison Lune, Pontet, Pop Khorn e Veronika Wildgruber. L’appuntamento con la proclamazione dei vincitori è fissato per il 26 settembre, nel corso di Silmo. A cura della redazione

  • S1 · E1107
    Tuesday · 2 min

    Menicon Soleko: tre ingressi con competenze trasversali nella forza vendita

    Alessandro Griggio seguirà l’area Nord Est, Silvia Ponziani sarà responsabile del Lazio e Mattia Talia presidierà la Puglia Con questi nuovi ingressi, Menicon Soleko intende consolidare la propria presenza sul territorio italiano e costruire una struttura commerciale sempre più preparata, capillare e orientata alle esigenze del cliente. «Il rafforzamento della nostra area Sales rappresenta una scelta strategica precisa: vogliamo essere ancora più presenti a livello locale e sempre più vicini ai nostri clienti, attuali e futuri - si legge in un comunicato dell’azienda - L’ingresso dei tre professionisti ci permetterà di aumentare ulteriormente la qualità del servizio, sviluppare nuove opportunità e costruire relazioni sempre più solide con i professionisti dell’ottica». Alessandro Griggio porta in Menicon Soleko un significativo know how commerciale maturato in contesti strutturati e fortemente orientati al cliente, tra cui L’Oréal. Nel corso del suo percorso professionale ha sviluppato competenze nella gestione e nello sviluppo del territorio, nella relazione con il punto vendita e nella costruzione di partnership commerciali orientate alla crescita. La sua esperienza in mercati competitivi e dinamici rappresenta un importante contributo e aiuterà a rafforzare ulteriormente la presenza dell’azienda nel Nord Est. Silvia Ponziani, che per Menicon Soleko seguirà il Lazio, ha costruito il proprio percorso professionale tra sales e marketing, nel settore healthcare. In Johnson & Johnson Vision Care, nel ruolo di account manager, si è occupata dello sviluppo del business sul territorio, della gestione dei lanci di prodotto e della costruzione di partnership strategiche con i clienti. Il suo percorso comprende inoltre esperienze nel brand management e nel client management sviluppate in realtà multinazionali come American Express. Mattia Talia è laureato in Scienze Biologiche e ha iniziato il proprio iter professionale nel settore farmaceutico, acquisendo competenze nell’informazione scientifica e nella relazione con medici e specialisti. Dal 2013 opera nel mondo dell’ottica e delle lenti a contatto, sviluppando in CooperVision un percorso commerciale che lo ha portato dalla gestione del territorio alla responsabilità di account strategici e al ruolo di regional account manager. «Questa esperienza gli ha consentito di maturare una conoscenza approfondita del mercato della contattologia, delle dinamiche del canale ottico e delle esigenze dei clienti, sviluppando un approccio fondato sull’ascolto, sulla costruzione di relazioni di fiducia e sulla capacità di trasformare il rapporto commerciale in una collaborazione di lungo periodo», sottolinea la nota (nelle foto, da sinistra: Alessandro Griggio, Silvia Ponziani e Mattia Talia). A cura della redazione

  • S1 · E1106
    Monday · 4 min

    Mostra del Cinema di Venezia: quando l’eyewear “aumenta” tensione e paura

    Se il prestigioso Leone d’Oro è andato a Woman Unknown di May el-Toukhy, alla 83esima edizione della kermesse i film italiani, pur non avendo praticamente ricevuto premi, sono stati grandi protagonisti. In concorso, fuori concorso, nella sezione Orizzonti e Biennale Cinema. Da una parte ci sono i grandi autori, dall’altra giovani registi e registe alla ricerca di nuove forme, nuovi generi e nuovi linguaggi. E gli occhiali sempre in primo piano Il Leone d’Oro dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia è andato a May el-Toukhy, l’unica regista donna in concorso con il film danese Woman Unknown. Molti però si aspettavano un riconoscimento più importante a Naza. Perché lo sconvolgente documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, in uscita il 28 settembre, meritava molto di più del Premio Speciale della Giuria. Tre anni di inchieste pericolosissime per intercettare 24 ex militari e membri dell’intelligence israeliana che raccontano in incognito i segreti del massacro sistematico di civili palestinesi a Gaza. Anche i film italiani in concorso avrebbero meritato più attenzione, perché il nostro cinema proprio in questo momento è molto creativo e sta dimostrando grande vitalità. Da una parte c’è il ritorno dei grandi autori, dall’altra i nuovi linguaggi dei giovani. In entrambi, gli occhiali sono in primo piano. Nel film Nessun dolore di Gianni Amelio, sono i catalizzatori della storia. Davide, interpretato da Alessandro Borghi, ha una bancarella di libri usati a Roma, frequentata anche da un’affascinante Valeria Golino, ma un incontro drammatico lo porterà a non potersi più nascondere dietro le lenti dell’indifferenza. Sarà infatti costretto a mettere in discussione tutta la sua vita e il suo modo di guardare gli altri. Improvvisamente, posto di fronte alla realtà dei migranti e della marginalità, dovrà prendere consapevolezza dell’esistenza di un nuovo mondo, molto inquietante. Ancora più inquietante è il thriller psicologico del trentenne Paolo Strippoli, L’estranea. A Bari nel giorno di Ferragosto del 1999 c’è la festa per l’inaugurazione della nuova villa dei Colonna. Una famiglia arricchita mostra il proprio benessere anche attraverso lo stile e con la presenza delle persone importanti della città. Tutti in bianco, perfetti. Particolarmente vistosi, gli occhiali da sole del marito, un abbronzatissimo Adriano Giannini. I bambini sono fuori in giardino. Poi arriva il momento dell’incidente ed è in ospedale che la madre, Jasmine Trinca, incontra l’estranea, interpretata da un’elegantissima Valeria Bruni Tedeschi, con la quale stringe un patto diabolico che darà il via a una spirale di paura.

  • S1 · E1105
    Monday · 1 min

    Cdv: salute e prevenzione alla tappa bolognese di Race for the Cure

    Commissione Difesa Vista torna a Bologna dal 18 al 20 settembre, in occasione della ventesima edizione della manifestazione per la lotta ai tumori del seno organizzata da Komen Italia, di cui è partner per il decimo anno: per tre giorni, screening visivi gratuiti eseguiti dai professionisti di Associazione Medici Oculisti per l’Africa e dagli ottici della Federottica locale L’appuntamento che unisce sport, salute, prevenzione e solidarietà vedrà Cdv presente con uno stand dedicato agli screening gratuiti della vista: per tre giornate, ai Giardini Margherita, il pubblico potrà sottoporsi a controlli visivi grazie alla collaborazione degli ottici di Federottica Bologna coordinati da Andrea Garagnani, socio di Commissione Difesa, e degli specialisti di Amoa. «Da dieci anni siamo al fianco della Race for the Cure, che ci offre l’opportunità di incontrare un pubblico ampio e trasversale e di sensibilizzare persone di tutte le età sull’importanza della prevenzione - commenta in una nota Vittorio Tabacchi, presidente di Commissione Difesa Vista - La salute della vista, così come quella generale, va infatti tutelata nel tempo, attraverso attenzione e controlli regolari, fin da giovani». La partecipazione alla Race for the Cure si inserisce nel più ampio impegno di Cdv nella promozione della cultura della prevenzione, attraverso attività rivolte al pubblico e occasioni di sensibilizzazione sul territorio, come ad esempio la recente iniziativa sulla guida sicura in collaborazione con Lega Calcio Serie A, che ha coinvolto gli stadi italiani nella terza giornata di campionato. link video Dopo le tappe di Roma e Bologna, il percorso proseguirà a Napoli, dal 9 all’11 ottobre, dove Cdv sarà nuovamente presente con gli screening della vista (nelle foto, alcune immagini delle precedenti edizioni di Race for the Cure). A cura della redazione

  • S1 · E1104
    Monday · 1 min

    Nau! si rinnova a Teramo e Roncadelle e apre ad Aprilia

    Il negozio abruzzese nel Centro Commerciale Gran Sasso ha subìto di recente un totale restyling, così come il punto vendita affiliato nel Centro Commerciale Rondinelle nel Bresciano, mentre a settembre è stato avviato un nuovo store in provincia di Latina Il centro ottico di Teramo è stato completamente rinnovato e ampliato, «pensato per offrire tutta l'esperienza Nau! piacevole, easy e inaspettata», affermano a b2eyes TODAY dalla sede di Castiglione Olona. Ha una superficie di circa 125 metri quadrati e impiega quattro addetti. Prima della pausa estiva anche il punto vendita affiliato Nau! nel Centro Commerciale Rondinelle di Roncadelle, in provincia di Brescia, che conta 90 mq e quattro addetti, è stato sottoposto a restyling con i medesimi criteri. A settembre invece è stato aperto il nuovo centro ottico Nau! presso il Centro Commerciale Aprilia2, in provincia di Latina: con quattro addetti e 90 metri quadrati di superficie, è «uno spazio dove i protagonisti sono sempre i nostri occhiali belli, colorati e realizzati con cura che, grazie alla nostra filiera diretta, arrivano in negozio direttamente dalla produzione, garantendo qualità, valore e uno stile inconfondibile», spiegano dall'azienda. I monomarca dell’insegna sono oggi circa 150 tra diretti e affiliati, in Italia e all’estero. Oltre che a Teramo, in Abruzzo Nau! si trova anche a Chieti, Colonnella, Pescara e San Giovanni Teatino per un totale di cinque punti vendita, mentre i negozi in Lombardia sono 53 e nel Lazio 9 (nelle foto, da sinistra, i negozi Nau! di Teramo, Roncadelle e Aprilia). A cura della redazione

  • S1 · E1103
    Monday · 2 min

    DaTE 2027: è la volta di Bologna

    Dall’edizione che si è chiusa a Napoli presso il Salone Margherita nella mattinata del 14 settembre, gli organizzatori dell’evento itinerante dedicato all’eyewear indipendente hanno annunciato la nuova location per il prossimo anno, il Paladozza del capoluogo emiliano, che ha fatto la storia della pallacanestro felsinea DaTE 2026 conferma la sua caratteristica di evento d’avanguardia per l’occhialeria indipendente. Anche in questa edizione la scelta della location non ha deluso le aspettative. Particolare e assolutamente diversa dalla precedente oltre che da quella, annunciata nella serata di sabato, prevista per il 2027, dove si terrà dall’11 al 13 settembre. Dopo le prime edizioni in luoghi “fieristici” classici, si è passati dalle piramidi trasparenti, nel verde, della mitica discoteca Cocoricò di Riccione dello scorso anno, allo splendore Belle Époque del Salone Margherita di Napoli. Per arrivare, nel 2027 al Paladozza di Bologna, storico indirizzo della pallacanestro. Lo ha rivelato nel saluto inaugurale (nelle foto) il presidente di DaTE, Davide Degl'Incerti Tocci, che ha ribadito la formula di piacevole incontro della fiera, con partecipanti in aumento dall’Italia e dall’estero, grazie anche alla collaborazione con l’Agenzia Ice. Stringato ma brillante, come sempre, nonostante un problema alla gamba per un incidente di moto. Su cui ha scherzato, sdrammatizzando con humour, Dante Caretti, cofondatore con Cristina Frasca di DaTE. Movimentatissimo il party svoltosi principalmente nel salone e nella prima balconata del teatro che, inaugurato nel 1890, ha ospitato memorabili spettacoli di Cafe Chantant. Chiuso nel 1982 e riaperto di recente, è diventato l’indirizzo deputato per mostre, spettacoli e serate speciali. Come il DaTE Party. Niente musiche di fine 800 e primi 900, ma i più noti successi da disco music, proposti da un deejay e dal vivo da un trio con singer e ballerine, tutti e tre con occhiali da sole. Ospiti della serata influencer, modelli, stilisti e cantanti partenopei. In un’atmosfera piacevole e di animata partecipazione che si è ripetuta in forma professionale nella giornata di domenica tra gli stand delle aziende. Luisa Espanet

  • S1 · E1102
    Sunday · 2 min

    Yalea celebra l’intelligenza emotiva come nuova forma di visione

    Il brand eyewear del gruppo De Rigo presenta la campagna autunno inverno “Feel more. See beyond”, un progetto che invita a riscoprire il valore delle emozioni come forza percettiva, capacità di lettura del mondo e autentico strumento di consapevolezza Attraverso il messaggio “Non è reagire troppo. È percepire di più”, Yalea ribalta uno stereotipo profondamente radicato: quello che associa l’emotività alla fragilità. «La campagna racconta invece l’intelligenza emotiva come una forma evoluta di visione, una capacità di cogliere dettagli, sfumature e verità che vanno oltre ciò che appare», si legge in una nota di De Rigo Vision. “Feel more. See beyond” nasce dalla volontà di raccontare una diversa prospettiva sulla femminilità: complessa, sfaccettata, libera da definizioni e sempre in evoluzione. «Le emozioni non rappresentano un limite, ma una risorsa preziosa, una lente attraverso cui interpretare la realtà con maggiore profondità – prosegue il comunicato - La nuova comunicazione rappresenta un percorso narrativo articolato attorno a Meraviglia, Resilienza, Profondità, Ispirazione, Autenticità e Appartenenza, che diventano espressione delle molteplici sfumature dell’universo femminile. Ogni emozione racconta una dimensione diversa: la capacità di lasciarsi sorprendere, di superare gli ostacoli, di guardare oltre la superficie, di trovare ispirazione, di affermare la propria identità e di riconoscersi parte di qualcosa di più grande». Con questa campagna il brand sceglie dunque di trasformare il modo in cui l’emotività viene percepita: non più «qualcosa da controllare o nascondere, ma una forza che affina lo sguardo e amplifica la capacità di comprendere ciò che ci circonda - conclude la nota - L’eyewear diventa così un’estensione dell’identità personale: non solo uno strumento per vedere meglio, ma per “vedere oltre”, accompagnando ogni donna nella piena espressione di sé».

  • S1 · E1101
    Sunday · 2 min

    Essilor Stellest: su Jama Ophthalmology i risultati di uno studio clinico a due anni

    Una ricerca statunitense condotta su 159 bambini tra 6 e 12 anni evidenzia, dopo 24 mesi, una riduzione del 71% della progressione miopica e del 53% dell’allungamento assiale utilizzando la tecnologia H.A.L.T. rispetto alle lenti monofocali Sono stati pubblicati su Jama Ophthalmology i risultati a 24 mesi di uno studio clinico statunitense sulle lenti Essilor Stellest, progettate per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Il trial, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto 159 bambini miopi di età compresa tra 6 e 12 anni presso nove centri clinici negli Stati Uniti, e ha confrontato le lenti con tecnologia H.A.L.T. con le tradizionali monofocali. «Dopo due anni l’uso di Stellest ha evidenziato una riduzione relativa del 71% della progressione della miopia, pari a 0,64 diottrie in meno rispetto al gruppo trattato con monofocali, e una diminuzione del 53% dell’allungamento assiale, corrispondente a 0,24 mm – si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - I risultati hanno inoltre mostrato buona tollerabilità e prestazioni visive comparabili a quelle delle lenti monofocali». Secondo quanto riportato dalla nota, i dati ottenuti nella popolazione pediatrica statunitense sono in linea con quelli emersi da precedenti studi internazionali e ampliano le evidenze cliniche disponibili sulla tecnologia H.A.L.T. per il controllo della miopia. «La pubblicazione rappresenta il primo lavoro sottoposto a peer review sui risultati dello studio clinico che ha supportato l’autorizzazione della Food and Drug Administration alla commercializzazione delle lenti oftalmiche Essilor Stellest negli Stati Uniti - prosegue il comunicato - La ricerca, iniziata con il coinvolgimento dei partecipanti tra dicembre 2021 e luglio 2022, prevede un follow-up complessivo più lungo, mentre i riscontri a 24 mesi sono stati analizzati anche nell’ambito dell’iter che ha portato all’autorizzazione Fda».

  • S1 · E1100
    Sunday · 2 min

    Antognoni, dal trionfo del 1982 alla prima linea di eyewear

    Lo storico capitano della Fiorentina, campione del mondo con la Nazionale di Enzo Bearzot, firma “L'Unico 10”, limited edition realizzata da 19.71 Firenze Occhiali Sartoriali di Calenzano, alle porte del capoluogo toscano La prima collezione di occhiali dedicata a Giancarlo Antognoni è un'edizione limitata di cento pezzi numerati, realizzata dalla famiglia Fabbri per celebrare il legame tra l’ex giocatore e la città di Firenze. «Non si tratta di un progetto nato attorno a un tavolo di marketing, ma da un incontro vero», racconta a b2eyes TODAY Serena Fabbri, ottica optometrista, titolare dal 1998 di Ottica Fabbri, fondata nel 1971 dal padre Gianfranco, che sotto l’egida 19.71 Firenze Occhiali Sartoriali crea montature su misura e artigianali - Con Giancarlo abbiamo amici in comune e, conoscendolo, ci siamo accorti che rappresentava perfettamente ciò che la nostra azienda cerca di essere da oltre mezzo secolo: persone profondamente legate alla propria città e al proprio modo di fare le cose. La coincidenza con l’anniversario dell’insegna ha reso tutto ancora più naturale». “L'Unico 10” sarà prodotta in soli cento esemplari numerati, una scelta che conferma la volontà di puntare più sul significato che sui volumi. «Non è un'operazione pensata per vendere tanto, bensì una scelta di posizionamento - dice ancora Fabbri - Vogliamo essere riconosciuti per ciò che siamo: una realtà che crede nell'artigianato, nella qualità e nelle scelte coerenti nel tempo». Alla base del progetto si trovano valori condivisi con lo stesso Antognoni. «Eleganza senza tempo, fedeltà a un'idea e forte appartenenza a Firenze: sono gli elementi che cerchiamo di inserire in ogni montatura che esce dal nostro laboratorio», ricorda l’imprenditrice fiorentina. La collezione si inserisce inoltre nelle iniziative per il cinquantacinquesimo anniversario dell'azienda. «Non rimarrà tuttavia un episodio isolato, sarà parte di un racconto più ampio, con il quale intendiamo offrire ai clienti un'esperienza autentica, raccontando la storia dell'occhiale prima ancora di consegnarlo - conclude Fabbri - Perché oggi il valore non è soltanto nel prodotto, ma anche nel significato che riesce a trasmettere».

  • S1 · E1099
    Sunday · 2 min

    Etnia Eyewear Culture: Massimo Vian è il nuovo ceo

    Il manager entra nell’azienda spagnola, cui fa capo il marchio Etnia Barcelona, mentre il fondatore David Pellicer assume il ruolo di presidente esecutivo Con la nomina di Massimo Vian, Etnia Eyewear Culture vuole segnare l’inizio di una nuova fase volta ad accelerare la crescita dei suoi brand sia sul mercato nazionale sia a livello internazionale. Il manager, che vanta oltre vent’anni di esperienza internazionale nei settori dell’eyewear e della moda, nel corso della sua carriera ha ricoperto cariche dirigenziali in Gucci, Prada e Falconeri e, in particolare, ha maturato 13 anni di esperienza in Luxottica con ruoli apicali. Nel suo nuovo incarico Vian assumerà la gestione esecutiva di Etnia Eyewear Culture, presente in oltre 50 paesi con più di 15 mila punti vendita partner e sedi a Barcellona, Miami, Vancouver e Hong Kong. Il gruppo comprende Etnia Barcelona, brand fondato nel 2001, e altri quattro marchi, lool, Pellicer, Moi Aussi e The Readers. Nell’ambito della strategia di crescita di Etnia Eyewear Culture il canale b2b dell’azienda, costituito dagli ottici indipendenti, continuerà a ricoprire un ruolo centrale, rappresentando uno dei suoi principali asset. «La nomina arriva 25 anni dopo la nascita di Etnia Barcelona, brand di punta del gruppo, e riflette l’ambizione di portare il progetto a un nuovo livello, rafforzandone la presenza internazionale e accelerandone la crescita - precisa un comunicato della società - David Pellicer, fondatore e proprietario di Etnia Eyewear Culture, assume il ruolo di presidente esecutivo e continuerà a essere attivamente coinvolto nell’azienda, guidandone la visione strategica di lungo periodo: l’obiettivo è coniugare l’identità creativa e lo spirito indipendente che hanno caratterizzato Etnia Eyewear Culture fin dalle origini con le competenze necessarie per affrontare questa nuova fase di crescita internazionale».

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