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Artwork for Zero Days

Zero Days

Giovanni Ziccardi

Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato al diritto delle tecnologie e alla società digitale.

Ogni episodio analizza, con rigore e un linguaggio accessibile, i temi che stanno trasformando il nostro tempo: intelligenza artificiale, GDPR e protezione dei dati, cybersecurity, informatica giuridica, hacking, investigazioni digitali, legal tech, privacy, crimini informatici e futuro delle professioni legali.

Vuole essere un punto di incontro tra diritto, tecnologia e cultura digitale, pensato per professionisti, studenti e appassionati che vogliono comprendere non solo come funzionano le nuove tecnologie ma, anche, le loro implicazioni giuridiche, etiche e sociali.

Il podcast è creato e curato da Giovanni Ziccardi, professore di Informatica Giuridica all'Università degli Studi di Milano.

Per contatti: giovanniziccardi@icloud.com

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  • 23 episodes
  • Avg 27 min
  • Italian
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  • #301
    March 21 · 8 min

    L’IA ci sta facendo pensare meno? Il rischio dell’atrofia cognitiva | Intelligenze fragili 5

    Il cervello umano funziona come ogni altro sistema complesso: le capacità che vengono esercitate si rafforzano, quelle che utilizziamo sempre meno tendono progressivamente a indebolirsi. Nel quinto episodio della serie Intelligenze fragili affrontiamo uno dei rischi più discussi nel rapporto tra intelligenza artificiale e processi cognitivi: la possibile atrofia cognitiva. Non si tratta di un improvviso decadimento dell'intelligenza, ma di un cambiamento graduale che può verificarsi quando affidiamo sistematicamente agli algoritmi attività che, fino a poco tempo fa, richiedevano memoria, concentrazione, ragionamento, scrittura e capacità di analisi. L'intelligenza artificiale ci permette di ottenere risposte in pochi secondi, riassumere documenti complessi, organizzare informazioni, produrre testi e risolvere problemi. Tutto questo rappresenta un'opportunità straordinaria. Tuttavia, quando queste attività vengono costantemente delegate alla tecnologia, il rischio è che il nostro coinvolgimento cognitivo diminuisca progressivamente. Nel corso dell'episodio analizziamo il concetto di "use it or lose it", ben noto nelle neuroscienze e nella psicologia dell'apprendimento: molte delle nostre capacità mentali dipendono dall'esercizio continuo. La memoria, il ragionamento logico, la capacità di sintesi, la scrittura e perfino l'attenzione sono competenze che si sviluppano e si mantengono attraverso l'uso quotidiano. Esaminiamo inoltre come questo fenomeno possa manifestarsi nello studio, nella professione e nella vita di tutti i giorni. Che cosa accade quando smettiamo di prendere appunti perché lo fa l'intelligenza artificiale? Quando non ricostruiamo più un ragionamento perché possiamo ottenere immediatamente una soluzione? Quando scriviamo sempre meno di nostro pugno perché un algoritmo è in grado di produrre un testo migliore e più rapidamente? L'obiettivo dell'episodio non è suggerire di rinunciare all'innovazione tecnologica, ma comprendere come integrare l'intelligenza artificiale senza impoverire le nostre competenze cognitive. La vera sfida consiste nel trovare un equilibrio: utilizzare gli strumenti digitali per ampliare le nostre capacità, senza smettere di esercitare quelle che rendono unico il pensiero umano. In questo episodio Che cos'è l'atrofia cognitiva Perché le competenze mentali hanno bisogno di essere esercitate Il principio del "use it or lose it" Gli effetti dell'IA su memoria, attenzione e ragionamento Studio, lavoro e apprendimento nell'epoca dell'automazione cognitiva Come utilizzare l'intelligenza artificiale senza indebolire le proprie capacità 🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale. Serie: Intelligenze fragili Questo episodio fa parte di una serie di undici capitoli dedicata ai rischi cognitivi, psicologici e culturali dell'intelligenza artificiale. Attraverso un percorso che intreccia tecnologia, diritto, neuroscienze, filosofia e psicologia, la serie analizza come l'uso quotidiano dell'IA possa trasformare il nostro modo di apprendere, ricordare, ragionare e prendere decisioni. Comprendere questi cambiamenti significa utilizzare la tecnologia come uno strumento di crescita, evitando che la comodità si trasformi, nel tempo, in una perdita di autonomia intellettuale.

  • #300
    March 21 · 8 min

    Capire senza avere capito: l’illusione prodotta dall’IA | Intelligenze fragili 4

    Una delle conseguenze più insidiose dell'intelligenza artificiale non consiste nel fornirci risposte sbagliate, ma nel convincerci di aver compreso qualcosa che, in realtà, non abbiamo ancora veramente assimilato. Nel quarto episodio della serie Intelligenze fragili affrontiamo il tema dell'illusione della comprensione: quella sensazione di padronanza che può nascere dopo aver letto una spiegazione generata dall'intelligenza artificiale, un riassunto particolarmente efficace o una risposta formulata in modo chiaro e convincente. Comprendere non significa semplicemente ricevere informazioni. Significa elaborarle, metterle in relazione con ciò che già sappiamo, confrontarle con esperienze precedenti, verificarne la coerenza e trasformarle in conoscenza personale. È un processo lento, spesso faticoso, fatto di dubbi, errori, ripensamenti e collegamenti che nessuna risposta immediata può sostituire. L'intelligenza artificiale, proprio perché produce testi fluidi, coerenti e ben organizzati, può creare l'impressione che anche il nostro livello di comprensione sia aumentato automaticamente. Ma tra leggere una spiegazione e possedere realmente una competenza esiste una distanza enorme. Il rischio è quello di confondere la familiarità con un argomento con la sua effettiva padronanza. Nel corso dell'episodio analizziamo questo fenomeno alla luce della psicologia cognitiva, delle neuroscienze e delle più recenti ricerche sull'apprendimento. Vedremo come l'illusione della comprensione possa incidere sullo studio, sulla formazione universitaria, sulla preparazione professionale e perfino sulla capacità di prendere decisioni corrette. L'obiettivo non è rinunciare all'intelligenza artificiale come strumento di supporto, ma imparare a utilizzarla per stimolare il ragionamento anziché sostituirlo. Le risposte generate dagli algoritmi possono rappresentare un eccellente punto di partenza; la vera comprensione, però, nasce soltanto quando siamo noi a ricostruire il percorso mentale che conduce a quella risposta. In un'epoca nella quale conoscere sembra sempre più facile, la sfida più importante potrebbe essere proprio quella di continuare a comprendere davvero. In questo episodio Che cos'è l'illusione della comprensione Perché leggere una risposta non significa aver imparato Come l'intelligenza artificiale può alterare la percezione delle nostre competenze Il ruolo dello sforzo cognitivo nell'apprendimento Studio, formazione e professioni nell'epoca dell'IA Strategie per trasformare le risposte degli algoritmi in autentica conoscenza 🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale. Serie: Intelligenze fragili Questo episodio fa parte di una serie di undici capitoli dedicata ai rischi cognitivi, psicologici e culturali dell'intelligenza artificiale. Attraverso un dialogo tra tecnologia, diritto, neuroscienze, filosofia e psicologia, la serie esplora come l'IA stia modificando il nostro modo di apprendere, comprendere e decidere. Riconoscere queste fragilità significa sviluppare una relazione più consapevole con gli strumenti digitali e preservare quella capacità di riflessione critica che costituisce il cuore dell'intelligenza umana.

  • #299
    March 21 · 8 min

    Perché ci fidiamo troppo dell’intelligenza artificiale | Intelligenze fragili 3

    Quando un sistema di intelligenza artificiale risponde con sicurezza, utilizza un linguaggio convincente e produce risultati apparentemente accurati, è naturale iniziare a fidarsi. Questa fiducia, tuttavia, può trasformarsi progressivamente in qualcosa di più profondo: il sovra-affidamento. Nel terzo episodio della serie Intelligenze fragili analizziamo uno dei fenomeni più rilevanti emersi con la diffusione dell'intelligenza artificiale generativa: la tendenza ad attribuire agli algoritmi un livello di competenza, affidabilità e autorevolezza superiore a quello che realmente possiedono. Il problema non riguarda soltanto gli errori dell'intelligenza artificiale. Riguarda soprattutto il comportamento umano. Più uno strumento si dimostra rapido, disponibile e convincente, maggiore è la probabilità che l'utente riduca progressivamente il proprio controllo critico. Si smette di verificare le fonti, di mettere in discussione le risposte, di confrontare interpretazioni alternative e di esercitare quel dubbio che costituisce uno degli elementi fondamentali del pensiero scientifico e giuridico. Nel corso dell'episodio esploriamo le cause psicologiche del sovra-affidamento, analizzando perché il nostro cervello sia naturalmente portato a fidarsi di sistemi che appaiono competenti e coerenti. Vedremo come questo fenomeno possa manifestarsi nello studio, nella professione, nella ricerca, nella pubblica amministrazione e nella vita quotidiana, generando decisioni meno consapevoli proprio nel momento in cui crediamo di essere meglio informati. L'obiettivo non è diffidare dell'intelligenza artificiale, ma imparare a costruire con essa un rapporto equilibrato. Un buon assistente tecnologico può aumentare le nostre capacità; un'autorità alla quale affidiamo automaticamente il nostro giudizio rischia invece di ridurle. Comprendere il sovra-affidamento significa quindi recuperare una competenza che diventerà sempre più preziosa negli anni a venire: la capacità di mantenere il controllo del processo decisionale anche quando la tecnologia sembra offrirci risposte immediate e convincenti. In questo episodio Che cos'è il sovra-affidamento all'intelligenza artificiale Perché tendiamo a fidarci degli algoritmi I rischi di una fiducia non verificata Come cambia il nostro processo decisionale Il ruolo del dubbio e della verifica nell'uso dell'IA Strategie per utilizzare l'intelligenza artificiale senza rinunciare al pensiero critico 🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale. Serie: Intelligenze fragili Questo episodio fa parte di una serie di undici capitoli dedicata ai rischi cognitivi, psicologici e culturali dell'intelligenza artificiale. Attraverso un approccio interdisciplinare che unisce tecnologia, diritto, neuroscienze, filosofia e psicologia, la serie esplora come l'IA stia trasformando il nostro modo di conoscere, apprendere e decidere. Comprendere queste fragilità significa sviluppare un uso più maturo e consapevole delle tecnologie, preservando autonomia, responsabilità e libertà di giudizio.

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