TWENTYFOUR STORIES Ep. 25 | LA PELLE | Kevin Garnett: tutto è possibile
Dovevano essere ventiquattro, come i secondi di un possesso e come il nome di questo podcast. Ne sono venticinque, perché l'ultima non poteva che essere la sua: da dodici anni la faccia nel logo di Trash Talking è quella di Kevin Garnett, e oggi finalmente vi racconto perché. Il ragazzo di Mauldin che nel 1995 saltò il ponte che nessuno saltava da vent'anni, dal liceo dritto al Draft, aprendo la strada a Kobe, McGrady e LeBron; il contratto da 126 milioni che contribuì a far esplodere una serrata; la pelle del lupo, il petto percosso, il trash talk più temuto della sua generazione; l'MVP del 2004, l'Ubuntu di Boston e l'urlo coi coriandoli addosso: anything is possible. E poi il segreto che in pochi conoscono: il ventuno non era il suo numero. Era quello di un idolo diventato compagno, e poi diventato una ferita che non si chiude, una notte di maggio del 2000, di ritorno dalla festa per i suoi ventiquattro anni. Con un epilogo arrivato tre settimane fa, che chiude il cerchio meglio di qualunque sceneggiatura. Ultima puntata dell'estate, con i ringraziamenti a chi l'ha resa possibile. LA PELLE (5/5) - quanto costa rimanere se stessi. TWENTYFOUR, così come TWENTYFOUR Stories, è gratuito: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tutto l'anno. Se ti va, puoi sostenerlo con un caffè al link qui sotto. Mi aiuterai a tenerlo così: gratuito, per tutti. buymeacoffee.com/twentyfour