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Artwork for Sul genere, sui generis

Sul genere, sui generis

Alessandra Paiusco-Paulsson @la.tuttologa

Sul genere, sui generis è un podcast che porta gli studi di genere fuori dalle aule universitarie — e li intreccia con cultura pop, attualità, teoria critica e vita quotidiana.

Un podcast di Alessandra Paiusco-Paulsson — ricercatrice, lettrice universitaria, femminista intersezionale, e content creator (TikTok: @la.tuttologa).

💌 alessandra.tuttologa@gmail.com

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  • 20 episodes
  • Avg 38 min
  • Italian
  • S1 · E27
    June 30 · 54 min

    Le mestruazioni sono (anche) una questione politica, con Donatella Fiacchino

    In questo episodio intervisto la dott.ssa Donatella Fiacchino (@donatellafiacchino.psi su IG e TikTok), psicologa, sessuologa clinica e ora anche autrice. A maggio è uscito il suo libro Ciclica. Mestruazioni, corpo e società, un testo che apre una riflessione necessaria sul ciclo mestruale non solo come esperienza biologica, ma anche come fatto culturale, sociale e politico. Con Donatella parliamo di mestruazioni, tabù, linguaggio, vergogna, invisibilizzazione e false credenze. Ma anche di come la società occidentale e capitalista abbia imparato a raccontare — o a non raccontare — il corpo mestruante: tra iperproduttività, marketing, medicalizzazione e silenzi tramandati. Un episodio per ripensare il modo in cui parliamo di ciclo, corpo e salute mestruale, e per chiederci quanta parte della nostra esperienza sia davvero “naturale” e quanta, invece, sia stata costruita socialmente. 📚 Puoi acquistare Ciclica qui: https://lepluralieditrice.net/prodotto/ciclica/

  • S1 · E26
    April 29 · 1 hr 1 min

    Educazione sessuo-affettiva: tra Svezia e Italia, con Flavia Restivo

    “Sì, in Svezia lo fanno meglio: lo dicono dati, cifre, elenchi di conquiste civiche nel campo dell’armonia sociale e il notevole calo dei crimini correlati alla prevaricazione su altre persone, alla presunzione di poterne disporre a piacimento. Come ci sono riusciti? Diffondendo una seria, sana, aperta e completa cultura sessuoaffettiva in tutte le scuole a partire dall’infanzia, con programmi affidati a esperti che hanno accompagnato la maturazione dei giovani cittadini svedesi. Il Paese scandinavo ha introdotto nelle scuole l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dal 1955”. - Gli svedesi lo fanno meglio, 2025 Nel 1960, il presidente americano Dwight D. Eisenhower utilizzò la Svezia come esempio dei pericoli del socialismo, affermando che lo stato sociale aveva condotto il paese a un’orgia di “peccato, nudità, ubriachezza e suicidio”. La “reputazione” della Svezia come paese particolarmente promiscuo (tra le altre cose) è da imputare a più fattori, tra cui i film svedesi dell’epoca — molto espliciti per la sensibilità del pubblico internazionale, soprattutto quando non venivano bollati come “pornografici” e quindi fruiti anche da un pubblico generalista. Ancora oggi, in tedesco, “film svedesi” è sinonimo di “porno”. Ma questa reputazione è legata anche al fatto che la Svezia fosse già all’avanguardia nel campo dell’educazione sessuo-affettiva. In questa puntata di Sul Genere, Sui Generis dialogo con la dott.ssa Flavia Restivo, politologa e attivista, autrice di “Gli svedesi lo fanno meglio” (2025). Insieme abbiamo parlato di educazione sessuo-affettiva in Svezia e in Italia, di statistiche, di cosa significa essere donna negli spazi pubblici e molto altro. Con Flavia andremo anche a smontare le dichiarazioni della ministra Eugenia Roccella, che ci invita a rallegrarci di “ogni donna che non viene uccisa”. E lo faremo partendo dalle basi: come si comparano paesi diversi? Come si costruiscono le statistiche? Chi raccoglie i dati?

  • S1 · E25
    April 10 · 24 min

    Il ban ai contenuti che incitano ai disturbi alimentari funziona davvero? Con Francesca Pia Strangio

    Contenuti online, corpo e controllo: cosa sta succedendo? ⚠️ Trigger warning: in questa puntata si parla di disturbi alimentari. In questo episodio di Sul Genere – Sui Generis parliamo di una tipologia di contenuti sempre più diffusa sui social: video che presentano la magrezza, la disciplina e il controllo del corpo come ideali aspirazionali. Insieme alla dott.ssa Francesca Pia Strangio, che ha dedicato la sua tesi di laurea magistrale a questo fenomeno (“Beyond the Ban: a Digital Methods Analysis of Thinness and Body Control Narratives on TikTok”), analizziamo come questi contenuti possano diventare una vera e propria pipeline verso relazioni disfunzionali con il cibo. Ma non ci fermiamo qui. Parliamo anche di: • continuità e differenze con i forum pro-ana • ruolo degli algoritmi e delle piattaforme • controllo del corpo come forma di controllo sociale • ideali di bellezza e giovinezza • rappresentazione dei corpi oggi E ci chiediamo: nonostante questi fenomeni, stiamo comunque andando avanti?

  • S1 · E24
    March 5 · 51 min

    Medicina preventiva e matrescenza, con Francesca Maria Grosso

    In questa puntata parliamo di medicina preventiva, matrescenza e intersezionalità con la Dott.ssa Francesca Maria Grosso, medica specializzata in medicina preventiva, conosciuta sui social come @drssa_effe. Partendo da una chiacchierata tra amiche, riflettiamo su come salute, ambiente e condizioni sociali siano profondamente intrecciate: dalle scelte individuali alla qualità dell’aria che respiriamo, fino alle disuguaglianze strutturali che influenzano l’accesso alle cure. Parliamo anche di post partum e matrescenza, di come cambiano le relazioni con il nostro corpo, con noi stesse e con i nostri partner, e di quanto sia più comune di quanto si pensi attraversare momenti di crisi in questa fase della vita. Uno sguardo, quindi, su maternità, salute mentale e lavoro di cura attraverso una lente intersezionale. 🔗 https://www.theguardian.com/society/article/2024/jul/23/national-disgrace-black-mothers-in-england-twice-as-likely-to-have-nhs-birth-investigated

  • S1 · E23
    February 26 · 1 hr 1 min

    Il lupo alpha non esiste, con Giulia Testa

    Nella puntata di oggi intervisto la Dott.ssa Giulia Testa, rewilder, attivista e content creator ‘poliedrica,’ esperta di grandi carnivori. Con Giulia andiamo a decostruire il mito del “lupo alpha”, un concetto nato da studi scientifici su habitat “contronatura”. Nonostante la stessa ammissione dell’autore di David March, il biologo che popolarizzò il termine negli anni ‘70, il mito del lupo alpha ha continuato a vivere nell’immaginario collettivo. Da quell’idea infatti sono derivate figure quasi mitologiche come il maschio alpha e perfino espressioni come alpha politics, spesso usate per indicare una politica “celodurista”, competitiva e autoritaria. Ma se il lupo alpha, in natura, non esiste… cosa succede quando costruiamo modelli di leadership e mascolinità su un errore scientifico?

  • S1 · E22
    February 9 · 17 min

    Palestra e bias di genere, con Miriam Carmen Luna Schirone

    Nella puntata di oggi parliamo (ancora) di corpi. Dopo aver affrontato il tema del peso del corpo insieme alla biologa nutrizionista Roberta Borriello, e dopo più di qualche momento di autocoscienza su un corpo che cambia, che crea la vita e che la nutre – e su come tutto questo incida inevitabilmente su concetti come uguaglianza ed equità di genere – oggi intervisto Miriam Carmen Luna Schirone (su TikTok: @liftwithluna_), studentessa di finanza e personal trainer specializzata in allenamento femminile. Spoiler: anche questo è uno dei tanti ambiti in cui il femminile, per anni, è stato messo in secondo piano. Parliamo di bias di genere nello sport e nella ricerca scientifica, della cultura del “bounce back” dopo il parto, e delle categorie di genere alle olimpiadi. Che siate persone che frequentano la palestra da anni o che questo mondo lo abbiano sempre osservato con curiosità – ma da lontano – questo episodio è per voi. E ha una dedica speciale a chi, tra i buoni propositi del 2026, ha inserito uno di questi grandi classici: dimagrire, andare in palestra tutte le settimane, fare *almeno* un certo numero di passi al giorno…

  • S1 · E21
    Dec 21, 2025 · 27 min

    Weaponised incompetence, würstel islandesi che vanno a ruba, e la magia del Natale

    In questa puntata parliamo di weaponised incompetence: l’incompetenza usata come arma per evitare responsabilità e lavoro di cura. Un concetto che nasce nel mondo del lavoro, ma che diventa chiarissimo quando lo osserviamo nelle dinamiche familiari — soprattutto durante le feste. Dal famoso sciopero delle donne in Islanda del 1975, quando i würstel finirono nei negozi perché molti padri non sapevano cosa cucinare ai figli, alle tavole natalizie in cui la “magia” sembra apparire da sola, questa puntata è un invito a guardare dietro le quinte delle feste. Chi cucina? Chi organizza? Chi si occupa dei regali, dei bambini, degli anziani, delle emozioni di tutti? Perché la magia del Natale non nasce dal nulla: qualcunə la costruisce. E decostruire non significa rovinarla, ma smettere di dare per scontato che sia sempre compito delle stesse persone. 🔗 https://www.bbc.com/audio/play/w3ct4xhj ps: ringrazio la mia amica Giada per aver cercato (inutilmente) di insegnarmi come pronunciare ✨perfettamente✨ nomi e parole islandesi.

  • S1 · E20
    Nov 29, 2025 · 1 hr 28 min

    Le influattiviste, la chat “fascistella”, e la piramide della violenza

    ⚠️ Trigger Warning: linguaggio - contiene citazioni ma le parole più volgari / dispregiative sono state censurate se pronunciate da me (anche come citazione) perché non mi sento a mio agio. Se ho riportato audio altrui per motivi di cronaca non ho censurato. Quando riporto audio altrui parlo di “estratto” e non si tratta della versione integrale, eventuali tagli sono stati fatti solo per ragione di sintesi senza andare ad inficiare o manipolare il contenuto degli stessi. - In questa puntata ricostruisco e analizzo la vicenda della chat “Fascistella”, un caso che ha coinvolto alcune note influattiviste italiane (nello specifico: Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Flavia Carlini) e che, al di là degli aspetti giudiziari, rappresenta un esempio illuminante della crisi del femminismo digitale in Italia. Prendo questa storia come paradigma: il punto di incontro tra personal branding, attivismo performativo, dinamiche di gruppo e uso distorto del linguaggio. Da qui si apre una riflessione più ampia sullo stato del femminismo mainstream online e sulle sue contraddizioni: la centralità degli influencer, la spettacolarizzazione della militanza, la confusione tra visibilità e autorevolezza, e il rischio di trasformare un movimento politico in una strategia di engagement. Partendo dalle frasi emerse nelle chat, esploriamo insieme: – la piramide della violenza e la cultura dello st*pro nel linguaggio quotidiano; – perché “il privato è politico” vale anche nell’era digitale; – la differenza tra feminist rage (rabbia femminile) e livore; - bad feminists; – cosa significa davvero decostruire e assumersi responsabilità; – e perché influattivismo e femminismo non sono sinonimi. Un episodio critico, necessario, scomodo ma urgente: per riportare al centro un femminismo che sia studio, pluralità, etica e coerenza — e non un algoritmo da assecondare.

  • S1 · E19
    Oct 22, 2025 · 1 hr 43 min

    Twilight, vent’anni dopo: un esercizio pratico di decostruzione 🩸🪩✨

    In occasione dei vent’anni dall’uscita del primo Twilight (!), questa puntata speciale di Sul Genere – Sui Generis propone un viaggio tra religione, potere e cultura pop, per capire cosa rende ancora oggi la saga di Stephenie Meyer un fenomeno così divisivo e affascinante. A partire da una domanda chiave — Twilight è un’allegoria mormone o il riflesso dei valori della sua autrice? — esploro il modo in cui i temi della purezza, della disciplina, dell’amore eterno e del controllo rivelano l’impronta del mormonismo nella scrittura di Meyer. Dalle coppie eterne alla castità, dal concetto di famiglia come sigillo divino fino alla visione della ricchezza come ricompensa terrena, Twilight diventa un caso di studio perfetto per comprendere come le credenze religiose e culturali plasmino l’immaginario collettivo. Ma questa è anche una riflessione più ampia: un esempio concreto di decostruzione e di applicazione pratica della lente sociologica informata dagli studi di genere. Rileggere Twilight oggi significa guardare dentro una capsula del tempo che ci mostra chi eravamo — adolescenti cresciuti in una cultura che romanticizzava il controllo e la dipendenza — e come, nel frattempo, la società sia cambiata. Perché se nei primi anni Duemila non parlavamo ancora di giustizia decoloniale, equità di genere o dinamiche di potere affettivo, oggi lo facciamo. E forse proprio per questo Twilight, rivisto vent’anni dopo, continua a parlarci — non più solo di vampiri, ma di noi: di chi eravamo, e di chi siamo diventatə. P.S. Vi chiedo un po’ di pazienza per qualche strafalcione, soprattutto negli accordi di genere o di numero: sono italiana ma vivo all’estero da tantissimi anni. Faccio sempre del mio meglio, ma ogni tanto qualcosa mi scappa… come la mia r moscia, ahah.

  • S1 · E18
    Oct 17, 2025 · 34 min

    I cretesi, i cretini, Donna Haraway e John Rawls

    In questa puntata, partita da Creta, parlo di strade dissestate, conversazioni scomode e populismo. Da lì il discorso si sposta su Locke, Rawls e Donna Haraway — tra contratti sociali, veli d’ignoranza e sguardi situati. Perché la giustizia e la conoscenza non nascono dall’uniformità, ma dal riconoscimento delle differenze. E no, non siamo “una faccia, una razza:” siamo molti sguardi che imparano, ogni giorno, a guardare meglio.

  • S1 · E17
    Oct 9, 2025 · 27 min

    Sorelle di latte, sorelle di lotta

    L’allattamento è un tema che torna ogni anno, soprattutto in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento, che si è appena conclusa. Ma in realtà, tutto ciò che riguarda le donne — e in generale i corpi — riguarda anche gli studi di genere. E tutto ciò che riguarda il corpo è inevitabilmente anche oggetto del femminismo. Perché parlare di allattamento non significa solo parlare di nutrizione o di salute, ma di lavoro di cura, di disuguaglianze e di valore invisibile. Pensiamo, per esempio, alle balie: per secoli hanno nutrito i figli di altre donne — spesso più abbienti, spesso più privilegiate — mentre i loro stessi figli venivano lasciati a qualcun altro, o a nessuno. Una forma di lavoro di cura profondamente fisico e affettivo, ma raramente riconosciuto come tale. Anche oggi, in modo diverso, l’allattamento resta intrecciato con le strutture sociali e di potere: con chi può permettersi di allattare, chi è costrettə a smettere troppo presto, e chi viene giudicatə per qualsiasi scelta. Ecco perché ne parliamo (anche) qui: perché il corpo — il corpo che nutre, che produce, che si svuota e si rigenera — è sempre anche un terreno politico. 🤰🏽 account ostetrica Caterina Tenisci https://www.instagram.com/ostetricate?igsh=MTJzOWE4eHd6YXQ3aw== 👩🏻‍⚕️account pediatra Carla (miniera d’oro per quanto riguarda anche l’autosvezzamento) https://www.instagram.com/pediatracarla?igsh=MXJqcno1c3FqeWd4Ng== Info grafica Safe Sleep 7 in Italiano https://llli.org/wp-content/uploads/Safe-Sleep-7-infographic-6.pdf 📚 Altre fonti e approfondimenti citati ​Yale School of Public Health (2023) → Analisi delle pratiche di marketing predatorio nel settore del latte artificiale 🔗 https://ysph.yale.edu/news-article/experts-call-for-an-end-to-the-exploitative-marketing-used-by-the-baby-formula-milk-industry ​CNN Health (2023) → Inchiesta sulle strategie digitali e psicologiche usate dalle multinazionali del latte artificiale per influenzare le decisioni dei genitori. 🔗 https://edition.cnn.com/2023/02/07/health/baby-formula-marketing ​Wattana, K. (2016) – The Infant Formula Controversy: A Historical and Ethical Analysis → Studio accademico sulla storia dello scandalo Nestlé, le conseguenze globali delle sue campagne e la nascita del Codice OMS del 1981. 🔗 https://hshm.yale.edu/sites/default/files/files/Wattana%20senior%20essay%202016.pdf ​Business Insider (2012) → Sintesi giornalistica del boicottaggio Nestlé del 1977 e delle pratiche di marketing che causarono migliaia di morti infantili nei Paesi a basso reddito. 🔗 https://businessinsider.com/nestles-infant-formula-scandal-2012-6 ​The Guardian (2018) → Denuncia delle affermazioni pubblicitarie fuorvianti e dell’uso di linguaggio pseudo-scientifico nelle campagne Nestlé. 🔗 https://theguardian.com/business/2018/feb/01/nestle-under-fire-for-marketing-claims-on-baby-milk-formulas ​The Guardian (2024) → Indagine che rivela la presenza di zuccheri aggiunti nei prodotti Nestlé destinati ai Paesi a basso reddito, in contrasto con le versioni vendute in Europa. 🔗 https://theguardian.com/global-development/2024/apr/17/nestle-adds-sugar-to-infant-milk-sold-in-poorer-countries-report-finds ​Le Monde (2025) → Inchiesta sulla restrizione dell’ingresso di latte artificiale a 🍉 e sulla crescente mortalità infantile dovuta alla fame. 🔗 https://lemonde.fr/en/international/article/2025/07/01/israel-limits-entry-of-baby-formula-in-gaza-as-infants-die-of-hunger_6742899_4.html ​Al Jazeera (2025) → Report sulle condizioni delle madri e dei neonati 🍉 privati di formula e nutrizione adeguata durante l’assedio di 🍉. 🔗 https://www.aljazeera.com/news/2025/7/31/palestinian-newborns-starving-in-gaza-as-infant-formula-runs-out

  • S1 · E16
    Sep 14, 2025 · 42 min

    Il consenso, i minori sovraesposti sui social e la piaga dei “teachtokers”

    In questa puntata parliamo di consenso — non solo nel contesto sessuale o medico, ma in un ambito che, a mio avviso, non viene abbastanza messo in discussione: la presenza dei minori sui social. A partire dai casi sempre più diffusi di teachtokers e insegnanti-influencer, analizziamo perché parlare di “consenso” in questi casi è un falso alibi. Smontiamo punto per punto cosa significa davvero consenso: informato, libero, esplicito, revocabile e specifico. E vediamo come, quando si tratta di bambini, nessuna di queste condizioni possa essere pienamente rispettata. Dal caso di un’aspirante educatrice-influencer di Venegono Superiore, fino al fenomeno da quasi 170k followers del maestro Gabriele, riflettiamo su come la nostra società — soprattutto quella italiana — continui a trattare i bambini come se non fossero persone, normalizzando pratiche che ledono la loro dignità. Il femminismo intersezionale ci ricorda invece che la tutela dei più vulnerabili non è opzionale: è un obbligo politico, sociale ed etico. 🔗 un’ottima analisi sul caso dell’autoproclamata “prof più amata d’Italia” https://www.instagram.com/p/DNnCuJrsCvL/?img_index=15&igsh=MTd2MGRhYTBlYWFiaA== 🔗 link alla prima parte della mia serie di video di critica social(e) e decostruzione del caso del Maestro Gabriele. Instagram https://www.instagram.com/reel/DK7iZHyoKbZ/?igsh=MW9lbjdxMnZ1NGg5Yg== TikTok https://vm.tiktok.com/ZNdg2DQ4U/

  • S1 · E15
    Sep 8, 2025 · 29 min

    Vestiti “da femmina”, eteronormatività, il male gaze, e il portabandiera di Tonga

    Questa puntata mette in discussione le etichette che diamo a vestiti e colori: davvero esistono abiti “da maschio” e “da femmina”? Dal colore rosa,* un tempo colore “unisex”, agli ideali di mascolinità imposti dallo sguardo maschile, fino al peso dell’eteronormatività, esploriamo come ciò che indossiamo rifletta non solo gusti personali ma soprattutto regole sociali e culturali. * voglio ringraziare anche qui Eva e Daniela per aver condiviso le loro ricerche sulla storia del colore rosa, e vi consiglio di ascoltare il loro podcast Cromatica, Storia e Chimica del Colore 💓

  • S1 · E14
    Sep 3, 2025 · 18 min

    Su Phica.net c’ero anche io

    🔗 https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/vicenza/diffonde-foto-di-ragazze-su-siti-hard-ha-patteggiato-due-anni-br-1.9446767/amp

  • S1 · E13
    Jul 12, 2025 · 16 min

    Maternità: on the fence

    In questo episodio rifletto sull’incertezza legata alla maternità: il sentirsi “on the fence”, sospese tra il desiderio, il dubbio, e la libertà di scegliere. Parlo di esperienze child free, del diritto di cambiare idea e del peso delle aspettative sociali. Un episodio intimo, pensato come spazio di autocoscienza femminista, dove la complessità delle scelte non è giudicata ma ascoltata

  • S1 · E12
    Jun 23, 2025 · 14 min

    Studiare Studi di Genere, con Alice Pomodoro

    Nella puntata di oggi intervisto la Dott.ssa Alice Pomodoro, che ho avuto il piacere di conoscere tramite TikTok (dove la trovate come @alice.pomodoro). Alice è prossima alla laurea magistrale in Studi di Genere, che ha deciso di frequentare a Praga. In questa intervista Alice ci racconta della sua scelta di studiare in Repubblica Ceca, della reazione di famiglia e amici, e della sua esperienza con gli Studi di Genere ✨

  • S1 · E11
    Jun 15, 2025 · 18 min

    Omonazionalismo, pinkwashing e la Palestina

    In questa puntata affrontiamo due concetti centrali per comprendere la strumentalizzazione politica dei diritti LGBTQI+: pinkwashing e omonazionalismo. Partendo dalla frase «Ma la comunità LGBT lo sa che in Palestina durerebbe due secondi?» – analizziamo come i diritti civili vengano spesso utilizzati come strumento di propaganda, soprattutto in contesti di guerra e occupazione coloniale. Parliamo del caso di Israele e del g. in corso a Gaza, smontando la narrazione secondo cui Israele sarebbe un “paradiso queer” in contrapposizione a una Palestina arretrata e intrinsecamente omofoba. Attraverso esempi concreti, come la foto del soldato con la bandiera pride rilanciata dall’account ufficiale dello Stato di Israele, mettiamo in discussione questa retorica e restituiamo voce alle soggettività queer palestinesi spesso cancellate dal discorso pubblico. Chiudiamo con una testimonianza anonima da Queering the Map, geolocalizzata a Gaza e scritta pochi mesi dopo l’inizio del genocidio. Ecco la traduzione: “Ti ho sempre immaginatə e me sedutə al sole, mano nella mano, finalmente liberə. Parlavamo di tutti i posti in cui saremmo andatə, se solo avessimo potuto. Ma ora tu non ci sei più. Se avessi saputo che le bombe che piovevano su di noi ti avrebbero portatə via, avrei detto al mondo quanto ti adoravo, più di ogni altra cosa. Mi dispiace di essere statə codardə.” 🌈 Buon Pride. A chi resiste. A chi ama, anche sotto le bombe. 🔗 Jasbir Puar, Homonationalism: terrorist assemblages in queer times https://read.dukeupress.edu/books/book/1247/Terrorist-AssemblagesHomonationalism-in-Queer 🔗 Gianmaria Colpani sull’omonazionalismo (in italiano). https://www.academia.edu/21869198/Omonazionalismo_nel_Belpaese 🔗 Su “la prima bandiera del pride mai issata a Gaza” https://www.theguardian.com/world/article/2024/jun/16/queer-palestinians-lgbtq-israel-pride-flags-gaza-conflict-pink-washing 🔗 link al progetto queering the map https://www.queeringthemap.com/

  • S1 · E10
    May 27, 2025 · 35 min

    Il peso del corpo, con Roberta Borriello

    Corpi, peso, grassofobia; ma anche colonialismo e patriarcato: ne parlo con la dott.ssa Roberta Borriello (@mensana_nutrizione), biologa e nutrizionista specializzata in approcci non centrati sul peso. Insieme affrontiamo temi come: ​il peso come costruzione sociale ​il BMI (indice di massa corporea) e le sue origini coloniali ​la diet culture come possibile strumento di controllo ​il ruolo della medicina e dei media nella percezione di sé, sin dall’infanzia ​la body neutrality 🔗 “Nella scienza medica, infatti, non è possibile individuare un’unica e sola determinante della salute che sia più impattante delle altre, pertanto, il peso non è la causa principale di cattiva salute, ma è piuttosto l’effetto di altre variabili o fattori a costituire le reali cause della malattia, come la genetica (22%), i fattori socio-economici (24%) e ambientali (7%), i comportamenti individuali (36%), tra cui dieta ed esercizio fisico (solo 15%).” link allo studio citato da Roberta https://www.goinvo.com/vision/determinants-of-health/ ❤️🍝🔗 Trovate Roberta anche su TikTok https://www.tiktok.com/@mensana_nutrizione?_t=ZN-8whfoCwDCHG&_r=1 e Instagram https://www.instagram.com/mensana_nutrizione?igsh=MXd5N3drY2J0MGttag== 📒🔗 il libro consigliato da Roberta nella puntata di intitola Grass* ed è stato scritto da Elisa Manici https://www.erisedizioni.org/prodotto/grass-elisa-manici/

  • S1 · E9
    May 18, 2025 · 27 min

    Corpi, prima parte: cos’è una donna? JK Rowling, transfobia e sorveglianza

    Disclaimer: in questo episodio cito uno studio del King’s College London secondo cui un terzo delle persone intervistate crede che l’asessualità possa essere curata con la terapia. La percentuale corretta è del 31%. Link allo studio del King’s College: 🔗 In questa puntata apriamo una serie dedicata ai corpi, partendo da una domanda scomoda e necessaria: chi ha il potere di stabilire chi è una donna? Parliamo di transfobia, di transvestigation e di come il sospetto verso le donne trans finisca per colpire tutte le donne – soprattutto quelle razzializzate, queer, asessuali o semplicemente non conformi agli standard. Approfondiamo il ruolo di J.K. Rowling come voce di spicco del movimento transfobico globale, il caso emblematico della pugile algerina Imane Khelif, e i meccanismi con cui i corpi femminili vengono sorvegliati, giudicati, esclusi. Per un femminismo davvero intersezionale, non siamo liberə finché non lo siamo tuttə. 🔗 Sulla deriva TERF di JK Rowling https://theweek.com/feature/1020838/jk-rowlings-transphobia-controversy-a-complete-timeline 🔗 la pagina Wikipedia sulla storia delle operazioni “correttive” ai danni delle persone intersex ha una bibliografia ben curata https://en.m.wikipedia.org/wiki/History_of_intersex_surgery 🔗 sulla transvestigazione (termine che non è ancora molto usato in italiano) https://www.vice.com/en/article/a-wild-investigation-of-transvestigators-the-people-who-think-celebs-are-all-trans/

  • S1 · E8
    May 4, 2025 · 13 min

    Contronatura, con Giuseppe Sciancalepore

    L’ospite di oggi è il Dott. Giuseppe Sciancalepore, docente di scienze nella scuola secondaria. Giuseppe si è laureato in biologia marina presso l'Università degli Studi di Padova. Insieme esploriamo l’idea di “contro natura” - e scopriremo come si tratti dell’ennesimo esempio di costruzione sociale 🦧. 🔗 🐳💓👒 https://www.nationalgeographic.com/animals/article/orcas-puget-sound-salmon-hats-killer-whales 🔗 🦒💓🦒 https://www.theguardian.com/science/shortcuts/2019/oct/29/99-per-cent-giraffes-gay-loving-looks-misunderstood

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