Skip to content
Artwork for Smart City

Smart City

Radio 24

Il drammatico uno-due della pandemia seguita dal conflitto in Ucraina ha contribuito dolorosamente a un passaggio culturale importante, facendoci finalmente realizzare che la transizione ecologica è uno strumento per conseguire una maggiore indipendenza dalle importazioni di materie prime, energia e semilavorati, da cui le economie europee sono estremamente indipendenti. Le soluzioni proprie della crisi ecologica (dalle fonti rinnovabili al ciclo idrico integrato, dall'economia circolare alla fusione nucleare) si rivelano infatti essere ciò che serve per affrontare la crisi geo-politica, energetica ed economica che ci attanaglia.Lo speciale estivo di Smart City "La transizione ecologica in tempo di crisi" racconta i punti di contatto tra le crisi del nostro tempo, e la ricerca di possibili soluzioni comuni, affrontando temi quali la gestione dell'acqua, le opportunità offerte dalle energie forestali e marine, le sfide dei sistemi di stoccaggio energetico sostenibili e della fusione nucleare.

Scopri il podcast originale  Smart City XL 

Play
  • 29 episodes
  • Italian
Counted on this page — what you have heard stays on this device, so it is not something the list can be paged by.
  • Yesterday · length unknown

    SPECIALE Q-DAY: Post quantum Cryptography

    Si avvicina il Q-Day, il giorno in cui vedranno la luce i primi computer quantistici abbastanza potenti da essere in grado di rompere le chiavi crittografiche su cui si basa oggi tutta la sicurezza informatica. E se non ci faremo trovare pronti, le conseguenze saranno più che nefaste. Ma il problema è conosciuto da tempo e tutto un armamentario di soluzioni è già pronto o allo studio. La chiamano Post-Quantum Cryptography ed è una famiglia di algoritmi matematici talmente complicati che nemmeno un computer quantistico è in grado di decifrarli. E’ a loro che dovremo affidare la sicurezza dei nostri dati, ma c’è un prezzo da pagare. Ne parliamo con Marco Baldi, professore di Telecomunicazioni presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università Politecnica delle Marche.

  • Monday · length unknown

    SPECIALE Q-DAY: quanto manca al giorno X?

    I ricercatori suonano l'allarme, gli esperti di sicurezza informatica si interrogano, le grandi banche iniziano a prepararsi. Si avvicina il Q-Day, il giorno in cui saranno disponibili i primi computer quantistici in grado di rompere le chiavi crittografiche su cui si basa oggi tutta la sicurezza informatica. Molti ascoltatori ricorderanno il millennium bug e la paura che tutti i sistemi informatici andassero a rotoli allo scattare del nuovo millennio. A livello di previsioni catastrofiche il Q-day ci assomiglia, ma non ha una data precisa. Quello che sappiamo è che fino a un paio di anni fa sembrava una prospettiva remota, ma una serie di scoperte recenti lo hanno avvicinato moltissimo e adesso parliamo di 10 o 20 anni. A essere messe a rischio non saranno soltanto le transazioni future, ma anche molti dati sensibili registrati negli anni precedenti. In questa e nelle prossime puntate, parliamo del Q-day, di cosa aspettarci e di come scongiurarlo. Ospite di questa puntata, Tommaso Calarco, professore di Informatica Quantistica presso l'Università di Colonia e l'Università di Bologna.

  • Thursday · length unknown

    L’IA che impara come un bambino

    Un bambino non impara a parlare perché sente ripetute delle parole milioni di volte, ma perché queste parole sono accompagnate da gesti, sguardi, interazioni di vario tipo. Se volete insegnare a un bambino cos’è la Luna la indicate e dite “Luna”, non gli leggete migliaia di frasi che contengono la parola “Luna”. Invece, i Large Language Model come ChatGpt o Claude imparano così. Funziona, ma a un prezzo salato: consumi energetici elevatissimi, il bisogno di enormi masse di dati per addestrare gli algoritmi, una sostanziale opacità degli stessi, allucinazioni, ecc. Sviluppare una nuova generazione di agenti di Intelligenza Artificiale che imparano l’uso del linguaggio in modo più simile a come fanno gli esseri umani è l'obiettivo di CLIMB, progetto ideato da Alessandro Lenci, professore ordinario di Linguistica presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, che si è per questo aggiudicato un ERC Advanced Grant da 2,5 Milioni di Euro. Sentiamo cosa ci racconta.

  • September 9 · length unknown

    Perché i muri di casa vostra potrebbero essere delle batterie (anche se non lo sapete)

    È possibile usare i muri di casa come una batteria? Il problema di come far fronte alla discontinuità di fonti quali fotovoltaico ed eolico, riguarda sia il sistema energetico nel suo complesso sia molti edifici dotati di pompe di calore e di impianti fotovoltaici. Le batterie elettrochimiche sono la soluzione per antonomasia a questo problema, ma non l’unica. Una ricerca finanziata dal MASE e pubblicata lo scorso giugno su Energy and Buildings, ad opera di un gruppo di ricercatori di ENEA, Politecnico di Milano e Università di Bergamo, ha mostrato come un uso intelligente delle pompe di calore e della naturale inerzia termica degli edifici, sovra-riscaldandoli o sotto-raffreddandoli al momento opportuno, permette di spostare, quasi a costo zero, fino all’80% dei picchi di consumo negli orari in cui sono più disponibili sole e vento. Ce lo racconta Paolo Zangheri, ricercatore di ENEA.

  • September 8 · length unknown

    Un batterio contro la zanzara tigre

    Oltre a rovinarci l’umore, la zanzara tigre, specie aliena che ha invaso l’Italia e di cui volentieri faremmo a meno, può trasmettere malattie tropicali gravi. Lo scorso luglio, per la prima volta in Europa è stata sperimentata su larga scala la Tecnica del Maschio Incompatibile, una strategia di controllo della zanzara tigre e di altri insetti dannosi in grado di ridurre la fertilità delle femmine in modo naturale, grazie all’utilizzo di Wolbachia, un batterio innocuo per l’uomo e presente in gran parte degli insetti. Infettando, infatti, il ceppo giusto di Wolbachia a un numero sufficiente di maschi di zanzara e liberandoli in natura, è possibile sterilizzare gran parte delle uova di zanzara delle generazioni successive. La campagna è stata condotta presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) in collaborazione Google LLC (progetto Debug) e Sapienza Università di Roma e ha ridotto di oltre il 90% la capacità riproduttiva della zanzara tigre. Ne parliamo con Riccardo Moretti, primo ricercatore del Laboratorio Agricoltura 4.0 di ENEA.

  • September 7 · length unknown

    Riciclare la CO2: ecco un promettente, nuovo modo per farlo

    Uno studio internazionale pubblicato su Science ha proposto un metodo per usare la CO2 in una delle più importanti e comuni reazioni nell’industria chimica: la produzione di alcheni, molecole di partenza per vari intermedi chimici, farmaceutici e materiali avanzati. Trovare un utilizzo pratico per la CO2 anziché spedirla in atmosfera, è un filone di ricerca tra i più gettonati dai chimici, specialmente da un paio di decenni a questa parte. Le piante, dopotutto, usano la CO2 atmosferica come materia prima dalla notte dei tempi, ma anche noi umani stiamo facendo progressi. Ne parliamo con Gianvito Vilé, professore di Processi Chimici al Politecnico di Milano.

  • July 2 · length unknown

    Avere tatto: la sfida dei polpi robot

    Da anni, il laboratorio Bioinspired Soft Robotics dell’IIT - una delle culle mondiali della soft-robotics - lavora a un braccio robotico morbido ispirato a quello del polpo, e recentemente ne ha messo a punto uno, dotato di ventose che integrano sensori in grado di conferire al tentacolo robotico la capacità di manipolare autonomamente gli oggetti sulla base del tatto: descritto in un articolo pubblicato su Nature Machine Intelligence, è uno dei primi esempi al mondo di manipolatore robotico di questo tipo. Ce ne parla Barbara Mazzolai, Associate Director per la Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e fondatrice del laboratorio Bioinspired Soft Robotics.

  • July 1 · length unknown

    ASTRAMIND e l’Intelligenza Artificiale fatta in casa

    C’è una tendenza sempre più evidente nel mondo dell’IA: tenersi quanto più possibile i dati in casa. Per alcuni soggetti - pensiamo al mondo delle banche piuttosto che della sanità o della difesa - è imprescindibile; per altri è comunque consigliabile: basti pensare al rischio di furto di proprietà intellettuale o di segreti industriali. Meglio, dunque, avere i dati in locale e così anche gli agenti di IA. In altre parole, a ognuno la sua IA. Oggi il bisogno di mantenere il controllo e la riservatezza dei propri dati critici sta emergendo in modo piuttosto chiaro ed è alla base di molti iniziative di ricerca e imprenditoriali. Parliamo in qiesto caso di Astramind, una start-up che ha messo a punto un ecosistema di strumenti di IA proprietari che permettono a un’azienda di farsi e gestirsi la propria IA. Ce lo racconta Lorenzo Cabras, socio e Chief Marketing Officier di Astramind.

  • June 30 · length unknown

    Una “fabbrica robot” per dare corpo ai grandi impianti fotovoltaici

    Una fabbrica mobile per assemblare grandi impianti fotovoltaici, altamente automatizzata. È un esempio di robotica applicata al mondo dell’energia, ma soprattutto un caso abbastanza raro di robotica applicata in un ambiente non pernsato per ospitare la presenza di robot. La soluzione, che si chiama Hyperflex, è stata messa a punto da Comau, una delle aziende più note al mondo nella robotica industriale, che ha da poco concluso di sperimentarla in un test su piena scala per realizzare circa 5MW di un impianto da oltre 100MW della EDP in Spagna. È costituita da un impianto automatizzato abbastanza compatto da entrare in un container, in grado di assemblare moduli fotovoltaici e strutture di sostegno, e da un rover che prende i pannelli pre-assemblati e li porta nel punto esatto di installazione. L’obiettivo è di ridurre tempi e costi, ma anche di evitare agli operai il grosso del lavoro pesante richiesto dalla realizzazione di queste infrastrutture energetiche. Ne parliamo con Giovanni di Stefano, responsabile del Dipartimento di Robotica Avanzata di Comau.

  • June 29 · length unknown

    Ecco il trucco per addestrare l’IA coi computer quantistici

    Per anni gli scienziati si sono chiesti se fosse possibile utilizzare in modo pratico i computer quantistici per potenziare il machine learning, il processo attraverso il quale le reti neurali alla base dell’Intelligenza Artificiale vengono addestrate partendo dai dati. C’era molto scetticismo al riguardo, perché un processo di questo tipo sembrava richiedere computer quantistici enormi. Oggi un team del California Institute of Technology ha dimostrato che, a certe condizioni, i computer quantistici possono processare dati a un costo inferiore, per unità di memoria impiegata, a quello di qualunque computer tradizionale. Il trucco per riuscirci ricorda la differenza che esiste tra scaricare in memoria un intero film o riceverlo in streaming un fotogramma alla volta. Ne parliamo con Tommaso Calarco, professore dell'Università di Colonia dal 2018 e dell'Università di Bologna.

  • June 25 · length unknown

    Speciale Stampa 3D: l’arte della precisione (in cucina)

    Questa sera vi portiamo al Centro alimenti e nutrizione del CREA, per parlare di stampa in 3D degli alimenti. Nel settore dell’industria alimentare e delle preparazioni gastronomiche, la stampa 3D apre nuove possibilità creative e un controllo di precisione sui valori nutrizionali e sulle consistenze che permette di rispondere a molte esigenze speciali: dallo sportivo, a chi soffre di disturbi della deglutizione. Inoltre può valorizzare alcuni sottoprodotti alimentari di alto valore nutrizionale, che senza soluzioni innovative sono destinati a diventare scarti. Tutto dipende dagli “inchiostri”: così vengono chiamati in gergo i preparati che la stampante deposita. Ce lo racconta Valeria Turfani, prima ricercatrice del Centro alimenti e nutrizione del CREA.

  • June 24 · length unknown

    Speciale Stampa 3D: l’arte della leggerezza

    Due puntate per chiudere il nostro viaggio a tappe nel mondo dei materiali per la stampa 3D, a qualche anno dal momento di hype, in cui pareva che la stampa 3D avrebbe sostituito tutto. Prevedibilmente non è quello che è successo, e tuttavia le tecnologie additive sono ormai entrate a pieno titolo nei processi industriali. Il loro successo dipende in larga parte anche dallo sviluppo dei materiali da stampa. E dopo aver parlato di materiali per la stampa 3D in metallo e in ceramica, parliamo di materiali compositi, i più noti dei quali sono la fibra di vetro e la fibra di carbonio. Ancora una volta cerchiamo di capire qualcosa di più di questi materiali e di come vengono prodotti e utilizzati. Ma la parola chiave è "leggerezza". Ne parliamo con Massimo Messori, professore di Scienza e Tecnologia dei Materiali al Politecnico di Torino e cofounder della startup MAT3D.

  • June 23 · length unknown

    Progetto H-DUAL: un mix di idrogeno e biocombustibili per decarbonizzare gli autotrasporti pesanti

    Torniamo sul difficile percorso di decarbonizzazione degli autotrasporti pesanti, per parlare del progetto H-DUAL, il cui obiettivo è sperimentare una tecnologia dual-fuel che integra idrogeno e Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), un biocombustibile con caratteristiche del tutto analoghe al diesel. Il Politecnico di Milano ha svolto le prime simulazioni e i risultati sono molto incoraggianti: fino al 30% del combustibile liquido può essere sostituito da idrogeno senza modifiche al motore, abbattendo emissioni inquinanti e di CO2. E lavorandoci, si può fare anche di meglio. Ce ne parla Tommaso Lucchini, professore di Motori a Combustione Interna del Politecnico di Milano.

  • June 22 · length unknown

    Dal laboratorio alla pedana: verso nuovi materiali per la scherma

    Si chiama acciaio maraging: è una lega di ferro, cobalto nichel e molibdeno, e costa una fortuna. Lo si trova nel mondo dell’aeronautica e dei motori, nelle migliori mazze da golf e nelle spade da scherma. In questa puntata andiamo a Pisa per parlare di una collaborazione tra l’ateneo Pisano e la Federazione Italiana di scherma, per sviluppare attività di ricerca nel settore dei materiali e delle attrezzature schermistiche con l’obiettivo, soprattutto, di rendere più accessibile questo sport, trovando alternative più economiche alle attuali senza sacrificare prestazioni e la sicurezza. E se possibile, migliorandole. Ne parliamo con Renzo Valentini, professore di Metallurgia all’Università di Pisa.

Showing 1–20 of 29 episodes