

Parlo da solo
Alberto bebo Guidetti
Una teoria su tutto: musica, politica, filosofia e attualità. Senza mai perdere il filo.
Una volta a settimana affronterò un tema della cultura contemporanea: dalle piattaforme musicali alla comunicazione politica, dal capitale simbolico alle felpe di Salvini. Perché se tutto è content, fuori che cosa resta?
- 20 episodes
- Avg 20 min
- Italian
S1 · E25Sunday · 24 min- PD
S1 · E24August 29 · 23 min#24 - Lavoratori e ambientalisti uniti nella lotta
Caldo, lavoro e disuguaglianze. Chi muore mentre lavora sotto il sole, chi può permettersi il fresco e chi no. E di come il dibattito pubblico ci distragga dall’elefante vero nella stanza: la crisi climatica che è già crisi sociale. Una puntata sul diritto al fresco, sulla transizione giusta e sul perché non c’è ecologia senza reddito.
- PD
S1 · E23August 8 · 19 min#23 - Vannacci, Roggero e gli elettori rapper
Vannacci pubblica video fatti con l'intelligenza artificiale in cui libera gioiellieri e condanna i suoi nemici davanti a folle in delirio. Sono palesemente finti, e nessuno pensa che siano veri: il punto è esattamente questo, e smascherarli non serve a niente. Con l'aiuto di un pezzo di Jimmy Pentothal parto da un dettaglio scomodo, i rapper italiani corsi a difendere Roggero, per capire da dove arriva davvero quel sentimento. Perché la folla non c'è, non serve nemmeno che ci sia e la partita si gioca un paio di livelli più in basso, in un punto imprecisato tra il cuore e il culo.
- PD
S1 · E22July 20 · 22 min#22 - Da Genova 2001 a No Kings 2026
Venticinque anni fa, oggi, moriva Carlo Giuliani a Genova. Qualche mese fa siamo tornati in piazza con No Kings. In mezzo, un potere che non abbiamo perso di vista: è solo passato dallo stato solido a quello gassoso — dagli otto uomini chiusi in una zona rossa agli algoritmi senza cancello. Non tiro le somme e non faccio piagnistei: proviamo a capire insieme che forma prende un contropotere quando il potere cambia stato, e perché continuiamo ad assediare palazzi che nel frattempo sono evaporati.
- PD
S1 · E20July 11 · 38 min#20 - Uomini, pecore e grandi eventi? Una proposta per non fermarsi al giudizio morale
Duecentocinquantamila spettatori in un campo per Ultimo e nel giro di una sera non parliamo più dell'evento ma delle persone che c'erano.Pecore o cuori semplici, snob o ultimi lucidi: il giudizio morale è la critica che non tocca niente, quella che ti fa litigare mentre nessuno guarda chi possiede le date, i biglietti, i tuoi dati.Un episodio su chi incassa la festa, chi paga la perdita e perché un festival che deve solo contarsi ha già smesso di essere una festa. Con una domanda che vale più della risposta: una città che non può più permettersi il proprio spreco è ancora una comunità, o è già un fondale? Parlo di questo e molto altro su come funziona la musica nelle piattaforme, nel mio ultimo libro Il capitale musicale: https://timeo.store/products/il-capitale-musicale
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S1 · E21July 11 · 20 min#21 - La musica è la scusa migliore per parlare della vita. Andrew Weatherall: scappare dal successo, costruire relazioni.
Parlare di musica è sempre una scusa per parlare della vita e pochi come Andrew Weatherall l'hanno raccontata anche fuori dai dischi.Il produttore di Screamadelica ha inventato un suono e poi si è rifugiato in mille nomi diversi, continuando a fare quello che per lui era fondamentale: condividere e costruire comunità.Il suo motto, fail we may sail we must, gliel'ha regalato un pescatore irlandese: la prova che la cosa che ti salva la vita arriva sempre da un universo parallelo. A maggio è uscito il mio nuovo libro, Il capitale musicale. Dentro si parla di come funziona la musica nell'era delle piattaforme e lo puoi acquistare qui: https://timeo.store/products/il-capitale-musicale
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May 30 · 16 min#19 Parlare di patrimoniale è il modo migliore per non approvare mai la patrimoniale
Se vuoi davvero la patrimoniale, smetti di parlare di patrimoniale. Sembra un paradosso, è un'analisi di mestiere. Mi è passata davanti una grafica fatta benissimo, una proposta giustissima, un numero da capogiro e qualcosa nello stomaco ha detto no, anche se in testa quella proposta lì la firmerei domani. Una puntata su come sia importante, ogni giorno ancora oggi, non pensare all'elefante.
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S1 · E18May 29 · 18 min#18 Il nome sulla scheda elettorale è l'ultima evoluzione dei reel del sindaco
Quelli che vincono senza simbolo e quelli che cercano gli uomini forti, nel frattempo in parlamento depositano una legge che vuole obbligarci a scegliere il nome del candidato premier prima ancora del progetto. Ma dove abbiamo imparato, noi, a votare le facce invece dei programmi? Una puntata sui reel dei sindaci, sul fuoco finto della televisione a Natale e su cosa stiamo dimenticando senza accorgercene.
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S1 · E17May 9 · 15 min#17 Picchiare i padroni è giusto? Parliamone assieme.
Il 7 maggio, a Prato, il sindacalista Arturo Gambassi viene picchiato dal titolare della Stamperia Mix. Il 4 maggio, Chris Smalls a seguito di proteste contro Jeff Bezos come main sponsor del MET gala, viene arrestato. Il 23 aprile, quarantamila dipendenti Samsung scioperano chiedendo che l'azienda redistribuisca anche a loro una parte degli oltre 30 miliardi di euro di utile ottenuto solo nel primo trimestre dell'azienda. Il capitale, davanti alle richieste dei lavoratori fa sempre la stessa cosa: reagisce con violenza. Una violenza che può assumere molte forme. E noi, lavoratori e lavoratrici, quando il capitale mostra il suo volto violento, cosa facciamo?
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S1 · E16April 24 · 24 min#16 Il capitale musicale
Il Coachella 2026 è finito il 19 aprile. Biglietto base: 549 dollari. Suite vicino al palco: 70.000 per il weekend. Il caffè: 17 dollari. Non è un'anomalia. È il sistema che funziona esattamente come previsto. Spotify non è una piattaforma musicale: è una macchina di estrazione dati in cui la musica è l'esca e voi siete il prodotto. Gli artisti non sono liberi: sono CEO e dipendenti sfruttati della propria micro-impresa, con Spotify che chiede reel e dietro le quinte invece di canzoni. E il live non è meglio. Ho scritto un libro su tutto questo. E poi ho fatto un reel.
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S1 · E15April 11 · 22 min#15 Crisi Meloni e Leonardo: quando la coperta è corta
Il 9 aprile Meloni va in Parlamento a dire che il governo non cadrà. Lo stesso giorno, il Tesoro annuncia il cambio dell'amministratore delegato di Leonardo SpA. Due notizie che sembrano separate e non lo sono. Leonardo è l'azienda bellica italiana per eccellenza, partecipata dallo stato, fornitrice di armi in mezzo mondo. Chi la guida non è mai una scelta industriale. È sempre una scelta politica. E questa volta più che mai.
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S1 · E14April 4 · 17 min#14 La destra decide per te
Lunedì 30 marzo lo Stato italiano ha arrestato un ragazzo che voleva decidere come far morire altri e, contemporaneamente, ha presentato una legge per togliere alle persone il diritto di decidere come morire loro stessi. In mezzo, un testo di Arianna Capulli su dipendenze e vuoti che nessuno sa come riempire. Il filo che tiene insieme tutto si chiama autodeterminazione e il modo in cui continuiamo a ignorarlo dice molto su chi siamo.
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S1 · E13March 28 · 19 min#13 Qualcosa di sinistra
Il 22 e 23 marzo 2026 quasi il 59% degli italiani è andato a votare su una riforma costituzionale della giustizia. Una roba tecnica, complicata, lontana. Eppure. In questo episodio parto dal risultato del referendum — una bocciatura netta per il governo Meloni — per ragionare su quello che il voto dice davvero: che in questo paese c'è un desiderio politico enorme e che la sinistra continua a non avere un contenitore in cui metterlo. Difendere la Costituzione è il pavimento. Non il soffitto. E vivere sul pavimento non è un programma di governo.
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S1 · E9March 21 · 13 min#12 Cuba, Minà e noi
Il 14 marzo 2026, in una città di settantamila abitanti che si chiama Morón, nella parte centrale di Cuba, alcune decine di persone si sono radunate davanti alla sede locale del PartitoComunista. Hanno preso le sedie dall'interno. Le hanno lanciate fuori. Poi hanno dato fuoco all'edificio. Cuba sta vivendo la più forte crisi umanitaria della sua storia, i perché sono molteplici e non si trovano solamente nella stretta dell'embargo e delle nuove politiche coloniali americane, né nelle gravi mancanze di sessant'anni di regime. Gianni Minà ha dedicato metà della sua vita a raccontare Cuba per quello che è, dovremmo continuare a farne tesoro. Oggi più che mai.
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S1 · E11March 14 · 9 min#11 Un porto sicuro
Nel 1969, Giorgio Scerbanenco pubblica "I milanesi ammazzano al sabato". Al suo interno c'è una frase sull'indifferenza come forma di rispetto. A place of safety di Kepler-452 — lo spettacolo documentario sulla Sea-Watch nel Mediterraneo centrale parla di cosa significa non restare indifferenti. Tra un autonominato mediatore culturale del mare e una giurista stanca e prosciugata di quell'inferno cerco di riguardare a quella frase di Scerbanenco come diagnosi sul mondo. Per fortuna, come suggerisce Raymond Carver, torniamo sempre alla vita.
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S1 · E8March 7 · 14 min#10 Contro la realtà
L'altro giorno ChatGPT mi ha dato una risposta perfetta. Solo che era vera ma non era vera. E da lì è partito tutto. In questa puntata provo a capire cosa succede quando le macchine producono verità più velocemente di quanto noi riusciamo a verificarle e cosa significa per noi, che la verità pensavamo di averla quasi trovata. Con l'aiuto di un filosofo inglese di cui non parla quasi nessuno, Hilary Lawson, torno indietro a raccontare i due grandi sfratti della storia occidentale: prima Dio, poi la Realtà Oggettiva. E dove siamo rimasti dopo. Si parla di chiusure e aperture, di intelligenza artificiale come specchio scomodo, di perché l'arte è un dispositivo epistemologico (e lo so che è una frase da stronzi), di Max Richter che risuona Vivaldi finché non sai più dove sei. Nessuna soluzione. Come sempre.Solo un'idea: a volte la cosa più intelligente che puoi fare è stare nel disorientamento. E scegliere, sapendo che stai scegliendo.
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S1 · E9February 28 · 30 min#9 Sanremo 2026 - Balotta Grignani
27 febbraio 2026, al quarto giorno di festival, mi ritrovo stremato a parlarne con l'amico Hamilton Santià: scrittore di cose di musica, esperto di comunicazione, grande pensatore del contemporaneo. Puntata speciale da 30 minuti non di più, in cui passiamo rapidamente qualche nome in gara per poi costruire un'agiografia dell'imprevisto vincitore annunciato di questa edizione: Sal Da Vinci. Il nostro dittatore del cuore.
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S1 · E8February 21 · 18 min#8 Violenza utile
14 febbraio 2026: Quentin Deranque, 23 anni, militante nazionalista, viene pestato a morte a Lione dopo una conferenza di un'eurodeputata di sinistra. Sei mesi prima, l'influencer di estrema destra Charlie Kirk viene ucciso in un campus nello Utah da un ragazzo che non aveva mai votato e incideva "bella ciao" sulle pallottole accanto a "gay chi legge LOL".Due morti di destra. Due macchine identiche di beatificazione e strumentalizzazione istantanea. E una sinistra che ogni volta resta ferma, senza un linguaggio per parlare di violenza senza perdere terreno.In questo episodio provo a capire perché la politica ha bisogno strutturale di cinismo, perché la democrazia rappresentativa produce la violenza che dice di combattere e perché "la violenza è sbagliata" è una frase che dicono tutti e non ci crede nessuno.
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S1 · E4February 14 · 17 min#7 Contro il lavoro
Qualche giorno fa Arianna mi dice: abbiamo usato il lavoro per curarci. Non nel senso che ci fa bene — nel senso che lo abbiamo usato come sostituto. Di un'identità, di un senso, di una risposta alla domanda "chi sei?". David Graeber la chiamava teologia del lavoro: l'idea che la sofferenza lavorativa sia redentrice, che chi non lavora non abbia valore morale. Un'idea religiosa che funziona meglio quando non sai di crederci. Intanto sui social gira il mantra "il lavoro aziendale è morto, fatti il tuo progetto personale" — che tradotto significa: lavora il doppio, solo che la seconda metà chiamala passione. In questo episodio provo a capire chi può davvero permettersi questa narrazione, perché i giovani che "non vogliono lavorare" stanno facendo una diagnosi e non una resa, e cosa rimane di noi se togliamo il lavoro. Spoiler: se la risposta è "niente", forse non è il lavoro il problema.
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S1 · E6February 7 · 18 min#6 Misurarsi il mazzo
Settembre 1999, inizio a frequentare l'istituto tecnico. Tra banchi e laboratori scopro un mondo fatto di unità di misura, dati, metriche. In questa puntata parto da quel ricordo per raccontare come la misurabilità sia diventata molto più di uno strumento tecnico: è la religione del nostro tempo. Da Weber al PIL, dall'efficienza come unico valore alla governamentalità algoritmica, esploro come i numeri non descrivano più la realtà ma la producano. Grazie mille al dottor Corrado Schiavetto per il contributo.