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Novità per il mondo dell'Oncologia · July 2 · 10 min

111 - Dieci anni dopo!

La terapia con le CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T Cell) si è presentata come rivoluzionaria circa 10 anni fa! Ed effettivamente il trattamento deli Linfomi non Hodgkin a cellule B resistenti o refrattari ha subito un profondo cambiamento: con le CAR-T mirate al CD-19 si ottengono remissioni durature nel 30-50% dei casi. L’osservazione a dieci anni riportata nell’articolo di Ruella sul New Engl J Med è molto importante per la conoscenza degli effetti tardivi (recidive? Effetti tossici a lungo termine?); ad esempio, emocitopenie persistenti, aplasia prolungata delle cellule B e ipogammaglobulinemia con un conseguente aumentato rischio di infezione. Le recidive si concentrano nei primi due anni di osservazione, ma l’incidenza di seconde neoplasie primitive è risultata del 21% (persino superiore a quella osservata in altri studi). Qual è la causa di questo fenomeno, cioè un’incidenza di cancro superiore a quella osservata in una popolazione comparabile (e non affetta da linfoma e trattata con le CAR-T)? In realtà è probabilmente la chemioterapia impiegata in precedenza a condizionare la cancerogenesi: infatti l’incidenza di secondo tumore è analoga in pazienti trattati con trapianto di cellule staminali dopo chemioterapia ad alte dosi (dati di un registro Danese). Bisogna quindi concentrarsi su scelta e dosi della chemioterapia per studiare come ridurre l’incidenza di questi secondi tumori. Bibliografia Ruella M, et al. Ten-Year Outcomes after CAR T-Cell Therapy for B-Cell Lymphomas. New Engl J Med 2026; 394:2440-8

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La terapia con le CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T Cell) si è presentata come rivoluzionaria circa 10 anni fa! Ed effettivamente il trattamento deli Linfomi non Hodgkin a cellule B resistenti o refrattari ha subito un profondo cambiamento: con le CAR-T mirate al CD-19 si ottengono remissioni durature nel 30-50% dei casi.
L’osservazione a dieci anni riportata nell’articolo di Ruella sul New Engl J Med è molto importante per la conoscenza degli effetti tardivi (recidive? Effetti tossici a lungo termine?); ad esempio, emocitopenie persistenti, aplasia prolungata delle cellule B e ipogammaglobulinemia con un conseguente aumentato rischio di infezione.
Le recidive si concentrano nei primi due anni di osservazione, ma l’incidenza di seconde neoplasie primitive è risultata del 21% (persino superiore a quella osservata in altri studi). Qual è la causa di questo fenomeno, cioè un’incidenza di cancro superiore a quella osservata in una popolazione comparabile (e non affetta da linfoma e trattata con le CAR-T)?
In realtà è probabilmente la chemioterapia impiegata in precedenza a condizionare la cancerogenesi: infatti l’incidenza di secondo tumore è analoga in pazienti trattati con trapianto di cellule staminali dopo chemioterapia ad alte dosi (dati di un registro Danese). Bisogna quindi concentrarsi su scelta e dosi della chemioterapia per studiare come ridurre l’incidenza di questi secondi tumori.

Bibliografia
Ruella M, et al. Ten-Year Outcomes after CAR T-Cell Therapy for B-Cell Lymphomas. New Engl J Med 2026; 394:2440-8
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