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Artwork for Novità per il mondo dell'Oncologia
Novità per il mondo dell'Oncologia · July 30 · 10 min

115 - SUBITO

Il trial randomizzato SUBITO riguarda pazienti con un rischio piuttosto elevato nonostante la chemioterapia adiuvante: si tratta di pazienti con carcinoma mammario HER2-negativo in stadio III, con deficit di ricombinazione omologa (HRD). Questo sottotipo è associato a un decorso clinico aggressivo, a una maggiore probabilità di recidiva precoce e a una prognosi molto negativa rispetto ad altri sottotipi. In generale, la mortalità per cancro al seno è diminuita negli ultimi decenni e attualmente ha una sopravvivenza relativa favorevole a 5 anni del 91%. Al contrario, la mortalità per cancro al seno in stadio III, HER2-negativo e HRD positivo è nettamente peggiore, con una sopravvivenza complessiva a 4 anni del 64%. Quindi si tratta di un sottogruppo con profilo clinico-prognostico peculiare (più spesso il fenotipo tumorale è triplo-negativo e si tratta di pazienti giovani). Alla base biologica di questo sottogruppo ci stanno alterazioni geniche di BRCA1/2 o altri geni coinvolti nella ricombinazione omologa. È molto interessante l’osservazione che - oltre ai casi legati alle mutazioni BRCA - ve ne sono altri caratterizzati da HRD senza pur senza mutazioni germline di BRCA. I risultati del trial SUBITO confermano che mirare alla HRD garantisce un esito di sopravvivenza complessiva favorevole a 4 anni nelle pazienti con tumore al seno HRD in stadio III, HER2 negativo. È importante sottolineare che la chemioterapia ad alte dosi con trapianto di cellule staminali non offre benefici aggiuntivi rispetto alla chemioterapia contenente carboplatino e agli inibitori di PARP, che hanno un profilo di sicurezza più favorevole e sono più facilmente applicabili nella pratica clinica. La chemioterapia di ultima generazione, insieme all'olaparib, dovrebbe essere considerata la strategia preferita per la HRD in questa popolazione ad alto rischio. Bibliografia Seefat RL, et al. Targeting homologous recombination deficiency with intensified chemotherapy versus standard chemotherapy followed by olaparib in stage III breast cancer (SUBITO): a randomised, controlled, open-label, phase 3 trial. Lancet Oncol 2026; 27 Zambelli A. SUBITO: validating biology, not intensity. Lancet Oncology 2026; 27: 762-76

0:00-10:38

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Il trial randomizzato SUBITO riguarda pazienti con un rischio piuttosto elevato nonostante la chemioterapia adiuvante: si tratta di pazienti con carcinoma mammario HER2-negativo in stadio III, con deficit di ricombinazione omologa (HRD). Questo sottotipo è associato a un decorso clinico aggressivo, a una maggiore probabilità di recidiva precoce e a una prognosi molto negativa rispetto ad altri sottotipi. In generale, la mortalità per cancro al seno è diminuita negli ultimi decenni e attualmente ha una sopravvivenza relativa favorevole a 5 anni del 91%. Al contrario, la mortalità per cancro al seno in stadio III, HER2-negativo e HRD positivo è nettamente peggiore, con una sopravvivenza complessiva a 4 anni del 64%.
Quindi si tratta di un sottogruppo con profilo clinico-prognostico peculiare (più spesso il fenotipo tumorale è triplo-negativo e si tratta di pazienti giovani). Alla base biologica di questo sottogruppo ci stanno alterazioni geniche di BRCA1/2 o altri geni coinvolti nella ricombinazione omologa. È molto interessante l’osservazione che - oltre ai casi legati alle mutazioni BRCA - ve ne sono altri caratterizzati da HRD senza pur senza mutazioni germline di BRCA.
I risultati del trial SUBITO confermano che mirare alla HRD garantisce un esito di sopravvivenza complessiva favorevole a 4 anni nelle pazienti con tumore al seno HRD in stadio III, HER2 negativo. È importante sottolineare che la chemioterapia ad alte dosi con trapianto di cellule staminali non offre benefici aggiuntivi rispetto alla chemioterapia contenente carboplatino e agli inibitori di PARP, che hanno un profilo di sicurezza più favorevole e sono più facilmente applicabili nella pratica clinica. La chemioterapia di ultima generazione, insieme all'olaparib, dovrebbe essere considerata la strategia preferita per la HRD in questa popolazione ad alto rischio.

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