
Residenza fiscale estera: non basta trasferirsi, bisogna poterlo dimostrare
Trasferirsi all’estero e iscriversi all’Aire non basta per perdere la residenza fiscale italiana. Se il Fisco ritiene che il vostro domicilio sia rimasto in Italia, può tassare tutti i vostri redditi, ovunque prodotti, e contestare sanzioni e, nei casi più gravi, reati tributari. In questa Nota Strategica del Centro Studi Itàxa analizziamo la disciplina dopo la riforma del Decreto Legislativo duecentonove del duemilaventitré, in vigore dal periodo d’imposta duemilaventiquattro. Vediamo come pesano la presenza fisica, il domicilio e i legami familiari, come l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza individuano i trasferimenti solo formali e perché i Paesi a fiscalità privilegiata richiedono una prova rafforzata. Esaminiamo anche le più recenti pronunce della Cassazione, i falsi miti più diffusi e i percorsi di tutela, dalla pianificazione preventiva alla difesa in contenzioso. Un episodio per imprenditori, investitori, professionisti transfrontalieri, lavoratori da remoto e nomadi digitali che vogliono costruire una residenza estera solida e difendibile.