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Il Foglio daily

Enrico Cicchetti | Il Foglio

Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, le notizie che contano, senza rumore di fondo.

"Il Foglio daily" è il podcast del Foglio a cura di Enrico Cicchetti in cui portiamo in audio la nostra informazione.

Gli articoli del giornale, del sito, dei nostri social media, e gli interventi audio dei giornalisti della redazione. Per capire meglio l’attualità che ci circonda.

Politica, economia, mondo, cultura. Ogni giorno ti forniamo il nostro punto di vista. Qui, sulla tua piattaforma audio preferita.


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  • 29 episodes
  • daily
  • Avg 13 min
  • Italian
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  • Friday · 9 min

    11.09 | Il doppio schermo di Dallas e il prezzo dell'anima

    Mercoledì a Dallas, a pochi chilometri di distanza, hanno parlato due presidenti repubblicani. Donald Trump ha aperto la prima convention di metà mandato nella storia del partito con un'offerta che nessun presidente aveva mai fatto: cinquemila dollari a ogni cittadino adulto se a novembre i repubblicani terranno Camera e Senato. George W. Bush, nella sua biblioteca presidenziale, ha ricordato con Condoleezza Rice l'11 settembre di venticinque anni fa e la paura, in quei giorni, che l'America perdesse la sua anima. Paola Peduzzi mette le due scene una accanto all'altra e si chiede cosa resti oggi, in America e in Europa, di quel senso di unità. Ne parliamo con lei. Abbiamo citato: L'11 settembre, il doppio schermo a Dallas, Trump e Bush. Un disordine senz’anima Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • Thursday · 17 min

    10.09 | Venticinque anni dopo l'11 settembre

    Venticinque anni dall'11 settembre 2001. A Ground Zero parte l'ultimo cantiere, che chiuderà la ricostruzione nel 2031. Sul palco della cerimonia, per la prima volta, un sindaco musulmano che all'epoca dell'attentato aveva nove anni, Zohran Mamdani. Accanto a lui il vicepresidente JD Vance, mentre Trump va al Pentagono. Marco Bardazzi, che quel giorno era a Manhattan, racconta la New York che ha ritrovato energia e la storia che era già scritta prima dell'attacco, in un'aula di tribunale a novecento metri dalle Torri dove nel 2001 si processava Osama bin Laden. Dai carri armati sovietici a Kabul agli allarmi dell'estate 2001: cosa non ha visto un'America distratta, e cosa non ha ancora imparato. Abbiamo citato: Il giorno in cui a Manhattan la storia è cambiata per sempre La rinascita di New York e del World Trade Center Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • Wednesday · 22 min

    09.09 | L'avvertimento a Netanyahu prima del 7 ottobre pesa sul voto in Israele

    Secondo un'inchiesta di Haaretz, a fine settembre 2023 il presidente degli Emirati chiamò Netanyahu per avvertirlo che Hamas preparava un attacco, ma lui non avvertì i capi della sicurezza. Il premier nega tutto. Ne parliamo con Micol Flammini, a sette settimane dalle elezioni israeliane. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • Tuesday · 15 min

    08.09 | Fahrenheit 517. Fa troppo caldo per andare a scuola?

    La petizione per rimandare l'inizio delle lezioni a ottobre, le aule senza condizionatori (quasi tutte) e una legge del 1977. Ne parliamo con Antonio Gurrado. Abbiamo citato: La scuola di Schrödinger: chiusa per l'afa, aperta per le famiglie I 450 miliardi buttati senza comprare un solo condizionatore per le scuole Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • Monday · 11 min

    07.09 | Il muro che scricchiola. AfD sfiora la maggioranza a Est

    Il 44 per cento di AfD in Sassonia-Anhalt e la Cdu che si dimezza. La maggioranza dei seggi resta appesa a un partito filorusso sotto la soglia, mentre due antisemitismi opposti e paralleli stringono l'Europa. Lorenzo Monfregola racconta la notte di Magdeburgo e il futuro di Merz, Claudio Cerasa spiega perché il voto tedesco riguarda anche le nostre democrazie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • September 4 · 13 min

    04.09 | Il governo di lunga vita. Ma che ci ha fatto, con tutto quel tempo?

    Il governo Meloni batte il record del Berlusconi II: è il più longevo della storia repubblicana. Ma la stabilità è un mezzo, non un fine. Crescita bassa, riforme cadute, e però l'Ucraina e la scelta europea. Promossa o bocciata? Il bilancio di Claudio Cerasa Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • September 2 · 30 min

    02.09 | In Francia è già iniziata la corsa all’Eliseo. E la vera partita si gioca a destra

    In Francia stiamo assistendo a una dinamica di polarizzazione tra i due candidati estremi, scrive Jean-Pierre Darnis sul Foglio di oggi: Marine Le Pen a destra e Jean-Luc Mélenchon a sinistra, che dominano i sondaggi e stanno di fatto condizionando la corsa all’Eliseo. Il 21 agosto, Darnis aveva raccontato la sinistra francese e l'egemonia di Mélenchon. Oggi tocca all'altra metà, dove probabilmente si sta giocando la vera partita. Anche perché è proprio da lì che, sostiene Darnis, arriva un possibile antidoto al ballottaggio Le Pen-Mélenchon. Il punto è che in Francia la destra resta divisa in due tronconi che non si toccano: la destra di governo, che va dai centristi ai gollisti, e la destra nazionalista del Rassemblement National con gli alleati dell'UDR di Éric Ciotti. Quel muro ha retto anche alle politiche del 2024. Sarà ancora così? Chi tenere d'occhio, che cosa si prepara per il dopo Macron, e – in fondo – che cosa vuol dire oggi essere di destra in Francia. Lo chiediamo a Jean-Pierre Darnis, professore ordinario all'Université Côte d'Azur, a Nizza, dove dirige il master in relazioni franco-italiane, insegna storia contemporanea alla Luiss, ricercatore associato alla Fondation pour la Recherche Stratégique di Parigi e fogliante dal 2004. Abbiamo citato: Nell’entropia del centro-destra francese si fa largo un nome: Philippe Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • September 1 · 14 min

    01.09 | A pesci in faccia. L'Islanda dice no all'Ue

    Sabato gli islandesi hanno bocciato la riapertura dei negoziati di adesione: 53 a 47, con l'affluenza più alta dal 2009. Ha deciso la pesca, non la paura di Trump. Cosa significa per Bruxelles, che tra Svezia, Francia, Italia, Spagna e Polonia entra in un anno di urne. Ne parliamo con David Carretta Abbiamo citato: No dell’Islanda all’Ue. L’Europa non piace più? Al referendum in Islanda sull'Ue ha vinto il "No". Cosa cambia per Bruxelles Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 30 · 12 min

    30.07 | Safe, ma non troppo. Il fondo europeo per la difesa spacca la maggioranza

    Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l'utilizzo di 14,9 miliardi del fondo Safe per la difesa, lo strumento europeo che finanzia gli investimenti militari degli stati membri. Poi, nel giro di poche ore, ha corretto il tiro: quei soldi sono solo “prenotati”, la cifra reale che l'Italia userà davvero sarà più bassa e comunque la decisione finale spetterà al Parlamento. Non è bastato a calmare gli alleati. È una schermaglia da fine legislatura o la maggioranza rischia davvero di incrinarsi? Sul fronte opposto dell'emiciclo, le opposizioni si sono presentate divise con cinque mozioni diverse sulle missioni all'estero, una per partito, tutte bocciate. E poi c'è la variabile Vannacci. Ne parliamo con Ruggiero Montenegro. Abbiamo citato: Forza Safe. Zangrillo: “Investire sulla Difesa è necessario”. E Mulè: “Prevale la ragione” Romeo: “Tajani? Sul Safe decide Parlamento”. Le condizioni della Lega: “Risorse a piccole e medie imprese” Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 29 · 21 min

    29.07 | L'elefante, gli orchi e Washington. Una telefonata dall'Ucraina

    Un tenente ucraino di nome Slon, che significa “elefante”, comanda un reparto di dronisti con l'obiettivo di allargare la “kill zone” che separa le linee ucraine da quelle russe e isolare così la Crimea. La nostra inviata Micol Flammini lo ha incontrato sul fronte di Kherson, ed è appena tornata a Kyiv, dove ci racconta cosa ha visto, mentre a Washington Zelensky e Trump si incontrano dopo giorni di proteste in Ucraina per le dimissioni forzate del ministro della Difesa Fedorov. Abbiamo citato: L'elefante nella "kill zone" Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 28 · 10 min

    28.07 | La panchina vuota. Pirlo e il caso Fonbet

    Andrea Pirlo doveva allenare l'Italia. Poi è spuntato un contratto con una società di scommesse russa vicina al Cremlino, e in un weekend la sua nomina è saltata. La cronaca di un caso che ha messo d'accordo mezzo Parlamento contro di lui. Ne parliamo con Giovanni Battistuzzi Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 27 · 10 min

    27.07 | Affari di famiglia. Come i Trump si sono arricchiti con le crypto

    Un club esclusivo a Georgetown, il crypto-business di famiglia da 1,4 miliardi di dollari, l'accordo degli Emirati con World Liberty Financial e molte altre storie: Marco Bardazzi racconta per oltre due secoli i presidenti americani abbiano costruito muri, anche solo di facciata, tra il loro ruolo e i loro soldi, e di come invece Trump quei muri li abbia abbattuti, dichiarandoli inutili. Abbiamo citato: Tutti i soldi del presidente Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 24 · 6 min

    24.07 | Il patto anti-deepfake: Schlein e Meloni d'accordo sull'AI

    Nell'intervista che ha rilasciato ieri al direttore del Foglio, la segretaria del Pd Elly Schlein ha lanciato una proposta a tutti i partiti: mai usare l'intelligenza artificiale per inventare parole o fatti sugli avversari. Sul Foglio di oggi c'è la risposta di Giorgia Meloni, che si dice d'accordo. Un patto di non belligeranza, in vista della campagna elettorale. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 23 · 11 min

    23.07 | Niente social sotto i 15 anni

    La Francia diventa il primo paese Ue a vietare i social ai minori di 15 anni: dal primo settembre stop ai nuovi account, entro il 2027 chiusura di quelli esistenti. L'esperimento francese anticipa i tempi di Bruxelles e segue il modello australiano, che però mostra già alcune crepe. Funzionerà o resterà un divieto solo sulla carta? Ne parliamo con Mauro Zanon, corrispondente da Parigi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 22 · 13 min

    22.07 | Come si traduce Fahrenheit 451 in cinese

    Nello stesso giorno, a Pechino si premiano gli scrittori di regime e a Hong Kong si arrestano i librai. Da una parte i Premi Lu Xun, un riconoscimento letterario tra i più prestigiosi della Cina. Dall'altra due librerie indipendenti sotto sequestro, cinque persone in manette, decine di scatoloni di libri portati via dalla polizia. Oggi vi raccontiamo come i libri, in Cina, siano tornati a essere il simbolo di due cose opposte: la propaganda e la repressione. Ne parliamo con Giulia Pompili. Abbiamo citato: I libri sono di nuovo il simbolo della repressione (e della propaganda) cinese Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 21 · 16 min

    21.07 | Gli autovelox spenti e lo stato che si autoassolve

    Sulle strade d'Italia, lunedì della settimana scorsa, quasi un autovelox su cinque è stato spento. Non perché questi apparecchi rilevassero male la velocità, ma perché nessuno ha mai controllato se lo facevano bene. Trent'anni di leggi rimaste a metà e un decreto che doveva sistemare le cose e che invece regolarizza tutti gli apparecchi rimasti, ma senza i controlli previsti dalla legge: una sanatoria di fatto. Oggi vi raccontiamo perché il caso degli autovelox riguarda il rapporto tra lo stato e le regole che impone agli altri. E non a se stesso. Ne parliamo con Carlo Stagnaro. Abbiamo citato: Vizi e virtù dell'autovelox Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 20 · 6 min

    20.07 | Il caso Roggero e Ulisse

    La vendetta come impulso umano e lo stato di diritto che non può inseguire i social. Perché la condanna del gioielliere Mario Roggero è già la pena più mite possibile, per legge. L'analisi di Gian Domenico Caiazza sul Foglio. Abbiamo citato: Non sparate sullo stato di diritto Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

  • July 17 · 11 min

    17.07 | Zitto e canta. Chi è la "Generazione Putin"

    A Ekaterinburg, in Russia, un cantante interrompe il suo concerto e urla contro la guerra. Non lo fermano i poliziotti: lo fermano i suoi coetanei, il suo stesso pubblico. Chi è la generazione russa che ha conosciuto solo Putin, e che continua a difenderlo. Ne parliamo con Micol Flammini Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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