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God Save The Wine

God Save The Wine

God Save The Wine è il festival itinerante del vino che, da oltre 10 anni, porta il produttore direttamente al pubblico finale attraverso vere e proprie feste del vino in location 5 stelle a Firenze, Roma, Bologna, Verona, Milano e oltre. In questo podcast ascolterai il direttore artistico Andrea Gori intervistare i vari produttori durante le serate.

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  • 20 episodes
  • Avg 2 min
  • Italian
  • S9 · E10
    June 4 · 3 min

    Acetaia Giusti - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Sono passati più di quattro secoli e quasi 400 “Capodanno” da quando gli antenati della famiglia Giusti allestirono le prime batterie di botti di legno nel sottotetto della loro casa di via Farini a Modena.Oggi i Balsamici di Modena Giusti esaltano i piatti dei migliori chef del mondo e impreziosiscono gli scaffali dei negozi più esclusivi in ​​Italia e all’estero. Seguendo una tradizione orale lunga secoli, Giuseppe Giusti fu tra i primi a mettere per iscritto le regole per ottenere un “Balsamico perfetto”. Il suo testo, composto nel 1863 per la Fiera Agricola di Modena, precisa come la scelta delle uve, la qualità delle botti e il tempo siano gli ingredienti fondamentali. L’attenta cura delle materie prime, i lunghi tempi di invecchiamento richiesti e soprattutto l’utilizzo di botti in uso da secoli sono gli elementi che ancora oggi rendono prezioso il Balsamico di Modena Giusti. È grazie alla fedeltà e alla passione di chi ha abbracciato e creduto in questa lunga storia che oggi, diciassette generazioni dopo, la famiglia Giusti è dedita con passione a produrre e condividere questo meraviglioso prodotto che ha contribuito a fare la storia di Modena e la sua gente così grande. Insignita di diverse prestigiose medaglie tra Ottocento e Novecento, la famiglia Giusti esporta in tutta Europa il suo esclusivo Oro Nero di Modena. E’ grazie all’intraprendenza di Pietro e Giuseppe Giusti che i prodotti della più antica famiglia produttrice di Balsamico di Modena vengono esposti a Parigi, Bruxelles, Vienna e Anversa: riconosciuti come campioni di un saper fare tipicamente modenese che è il culmine di segreti secolari gelosamente custoditi nei solai familiari in tutta la città. Oggi la famiglia è rappresentata da Claudio e Francesca, che oggi guidano l’azienda insieme a Luciano.

  • S9 · E9
    June 4 · 3 min

    Carpineto - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Siamo abituati a trovare Carpineto ovunque si producano vini toscani di qualità nonostante abbia una storia relativamente giovane essendo nato nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo.Da allora ha saputo cogliere tante sfide e ha saputo mettersi in gioco pur rimanendo sempre ben saldo lo stile classico e affidabile senza eccessi.A fianco del Chianti Classico e Nobile di Montepulciano, sono nati i vini Dogajolo, un modo innovativo di concepire il terroir toscano per venire incontro a gusti moderni del consumatore e declinato in bianco, rosso e rosato e anche un Brut da Chardonnay, alternativa interessante alle più blasonate bollicine italiane prodotte in regioni ben più vocate della Toscana, un precursore di lunga data delle moda della bollicina in Toscana e in altre regioni a vocazione principalmente da vini fermi.

  • S9 · E8
    June 4 · 3 min

    Casa Lucii - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    La Regina Ribelle del vino toscano che ha impressionato critica e pubblico durante gli ultimi anni si presenta in uno dei contesti fiorentini più raffinati con una delle aziende sempre più spesso sotto i riflettori a San Gimignano. I vini di Casa Lucii sempre più centrati, saporiti e con quel quid di freschezza sapida, mai dissociati da un frutto bello nitido e maturo: in pratica tutto quanto oggi il mercato richiede ad un grande vino. La storia di Casa Lucii risale a decine di anni fa… Durante la seconda guerra mondiale il podere fu utilizzato, durante i bombardamenti aerei, come luogo di rifugio (“sfollare a poggio ai grilli”) da Libanio Lucii e da tutti i suoi familiari che erano tornati a vivere in paese. Nel 1948 Serafino Lucii insieme a sua moglie Teresa rimisero in piedi l’attività di commercio vini e mosti svolta nella cantina in via Francesco Ferrucci a Certaldo (paese natale del poeta Giovanni Boccaccio). Il paese di Certaldo fin dai primi anni del ‘900, con l’arrivo della ferrovia, era diventato un centro di raccolta del vino Chianti che veniva trasportato e imbarcato al porto di Livorno con destinazione New York. Il contenitore per eccellenza era il fiasco toscano che veniva soffiato, impagliato, riempito e caricato coinvolgendo un gran numero di persone.Negli anni ’80 venne realizzata la nuova cantina, il cuore pulsante, oggetto di continue attenzioni ed investimenti per consentire la produzione di vini di qualità conciliando tradizione ed innovazione.Negli anni ’90, con un attento intervento di restauro è tornata a nuova vita l’antica casa padronale che da allora è diventata la sede aziendale nel Comune di San Gimignano in località Santa Maria a Villa Castelli. La nuova generazione, Luca, Lorenzo, Marta, Michela e Leonardo, vissuta tra terra, cielo e vino, sta apportando con energia e conoscenza una nuova linfa vitale all’azienda e alle sue produzioni di eccellenza e la potrete incontrare nella nostra serata e poi continuare a scoprire grazie al nuovo negozio online www.casalucii.shop che vende vini ed esperienze.

  • S9 · E7
    June 4 · 2 min

    Tenuta Maryamado - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Torna con noi la bellissima novità dell’anno con vini in grado di farvi divertire anche in casa Cibrèo! Dai nobili fiorentini del 1500 agli attuali proprietari: Tenuta Maryamado porta con sé anni di un’affascinante storia di vera passione per la terra toscana che vi presentiamo in anteprima alla nostra manifestazione!Tenuta Maryamado si trova nel cuore delle colline toscane, una terra intrisa di storia e tradizione agricola. Ogni prodotto nasce come autentica espressione del territorio, frutto di dedizione, rispetto per la natura e maestria artigianale tramandata nel tempo. Quest’area riveste una singolare importanza, essendo situata su un crinale collinare che si estende dalla chiesa di Santa Cristina a San Quirico in Collina. I terreni pliocenici di questa cresta, tra i più rinomati della regione nei dintorni di Firenze, sono il risultato di una fase di subsidenza verificatasi milioni di anni fa, la quale portò a una inondazione marina seguita da una successiva regressione. Durante tale processo, si accumularono sedimenti argillosi, sabbiosi e soprattutto ciottolosi. Pertanto, viene dedicata particolare attenzione al terreno in tutte le fasi delle nostre operazioni agricole, riducendo al minimo le lavorazioni e rispettando il delicato equilibrio tra vite, microrganismi e suolo. L’impegno della Tenuta è quello di raggiungere l’eccellenza e di far vivere attraverso i vini l’intenso connubio di storia, territorio e amore per il vino. I vini Toscana IGT esaltano l’essenza dei terroir di origine, valorizzando la ricca diversità varietale della regione. Accanto al vino, vengono prodotti sette pregiati oli extravergine di oliva: cinque monovarietali e due blend, lavorati a freddo nel frantoio in casa per preservarne l’eccellenza. Oltre al vino e all’olio extravergine d’oliva, viene prodotta anche pasta di grano duro, miele e prodotti agricoli tipici, simboli della bellezza e unicità di questa terra, in armonia con la natura e la tradizione. Il microclima unico e le molteplici esposizioni dei vigneti conferiscono a questa zona una particolare idoneità alla coltivazione di varietà toscane come Sangiovese, Colorino e Canaiolo, ma anche Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.

  • S9 · E6
    June 4 · 3 min

    Beatesca - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Beatesca (Montalcino) Benedetta Pasini e Furio Fabbri, titolari dal 1991, hanno valorizzato l’antico vigneto che esisteva da sempre ma rischiava di scomparire, con dedizione, passione e curiosità, mantenendo l’equilibrio e l’integrità del luogo. In collaborazione con l’enologo Roberto Cipresso e con il suo staff tecnico, tra cui l’agronomo Stefano Zaninotti di Vitenova, è stata impostata una viticoltura virtuosa, non solo sostenibile, ma anche con il minimo impatto ambientale. I vigneti in virtù della combinazione tra la loro posizione e la loro esposizione sono molto soleggiati e ben illuminati così da esaltare tutti i profumi più nobili ed eleganti che le uve di Sangiovese sono in grado di esprimere. I suoli hanno tessitura franco-argillosa e sono ricchi di scheletro. I vigneti sono disposti su terrazzamenti; la forma di allevamento è il cordone speronato; la densità d’impianto elevata. La produzione unitaria è circa pari ad 1kg/pianta. L’affinamento ha luogo in Tonneaux di rovere francese da 5 HL e la messa in bottiglia non è preceduta da alcuna filtrazione, così da mantenere il più possibile intatte struttura ed espressioni autentiche del vino e della materia prima di partenza.

  • S9 · E5
    June 4 · 2 min

    Il Poggiolino - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    L’Azienda Agricola il Poggiolino nasce a metà del 900, ma la sua storia è radicata nel passato di Badia a Passignano, importante monastero con vigneti di Sangiovese già coltivati dall’ordine benedettino Vallombrosano. Nella tenuta è stata rinvenuta una cella eremita affacciata sui vigneti, oggi una graziosa e suggestiva cappella consacrata. La Villa nasce come residenza in campagna di un signore fiorentino e nel 1974 viene acquistata da Carlo Pacini. La grande passione per la natura e la sensibilità verso il territorio hanno fatto sì che due generazioni si susseguissero con tanta voglia di creare un vino speciale. Con questi presupposti l’azienda è cresciuta ampliando il suo corpo aziendale che oggi si estende per circa 25 ettari suddivisi in vigneti, oliveti, e bosco. Il Poggiolino fa parte del Consorzio del Gallo Nero, producendo il Chianti Classico secondo l’antica tradizione Chiantigiana. La superficie vitata è di circa 18 ettari con impianti tra i 320 e i 400 metri s.l.m. Adesso come una volta, in armonia con la natura, con tanto amore e tanto lavoro, si pongono le basi per produrre ottimi vini. La cantina, restaurata nel 2007, con la sua temperatura costante e i moderni impianti consente di continuare a lavorare con cura e scrupolosità il prezioso raccolto dei vigneti.

  • S9 · E4
    June 4 · 1 min

    Rechof - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Rechof (Trento) Nel 1978 papà Giorgio e mamma Lorena acquistano un maso a Grumo, nel comune di San Michele all’Adige a nord di Trento. È un contesto rurale fatto di valorizzazione e attenzione per il territorio, dove crescono i loro figli Andrea e Veronica. Andrea intraprende gli studi presso l’Istituto Agrario di San Michele e fonda la sua Azienda Agricola con un polo biologico in Val di Non e uno viticolo enologico tradizionale a San Michele. Veronica diventa insegnante nella scuola primaria. Ma parallelamente negli anni Giorgio scopre e approfondisce una passione innata per il mondo della spumantificazione, che piano piano coinvolge l’intera famiglia. Da questa passione condivisa e dalla dedizione familiare per il lavoro nel vigneto, nel 2021 Giorgio, Lorena, Andrea e Veronica decidono di fondare la società vitivinicola Rechof: un esempio di tradizione familiare e territorio innovativo, che rispecchia la forza e la tenacia dell’agricoltura trentina. I vigneti sono tre appezzamenti in due areali differenti ma ugualmente pregiati. In Piana Rotaliana ci sono i vigneti Pascolet e Paludi, entrambi coltivati a Chardonnay su pergola doppia trentina (circa 5000 ceppi/ettaro, viti di 35 anni, nessuna irrigazione). Pascolet si trova ai piedi dell’argine del fiume Adige, su terreno sabbioso: la frescura e il costante ricambio d’aria del fiume esaltano gli aromi classici dello Chardonnay. Paludi sorge su terreni bonificati dopo la Prima Guerra Mondiale, limoso-sabbiosi con vene ghiaiose: è una zona molto ventilata che compensa l’alta umidità, migliorando la qualità delle uve. In Val di Non c’è Il Masso (450 m.s.l.m., comune viticolo di Ton): il progetto più innovativo e pionieristico dell’azienda. Il nome deriva da un grosso masso calcareo di epoca glaciale posto a guardia del terreno. Qui Rechof ha rinnovato il vecchio impianto piantumando nel 2023 la varietà Charvir, una delle nuove varietà resistenti approvate dal Mipaaf, molto adatta al metodo classico. Terreno calcareo ghiaioso con argilla cretosa, filari esposti est-ovest, zona collinare di forte pendenza circondata da boschi e frutteti biologici. I vini al momento sono quattro, due Trento DOC millesimati (Brut e Brut Rosé, 70% Chardonnay aziendale e 30% Pinot Nero da colline avisane) e Fluss, un frizzante metodo Charmat che come un fiume scorre lento e placido, ma a volte forte e impetuoso, rappresentando a pieno i vini bianchi effervescenti di montagna e un’etichetta biologica di nicchia derivante dalla vinificazione del Charvir, la nuova varietà resistente piantumata in Val di Non Il futuro è una Riserva di Trento DOC millesimata con 40 mesi sui lieviti, la punta di diamante per la sostenibilità dell’azienda e il simbolo della trasformazione del mondo vitivinicolo trentino, senza abbandonare la tradizione. Rechof – località Maso Pezzi 1 – Grumo San Michele all’Adige – Trento – 3425221862 – 3498128596 – rechof.it

  • S9 · E3
    June 4 · 5 min

    Alpe Regis - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Una delle più grandi strutture italiane dedicate alla spumantistica di qualità porta il nome del leggendario re Rotari, promulgatore dell’editto che raccoglieva le leggi del popolo longobardo nel 634 che assunse il titolo onorifico di Flavio per richiamare il prestigio imperiale romano e bizantino. Nel cuore delle Dolomiti in Trentino si stagliano i vigneti che danno vita agli spumanti Rotari Trentodoc: i venti freschi, il clima montano-mediterraneo, con gli influssi delle montagne a nord e del lago di Garda a sud e le forti escursioni termiche, rappresentano l’ambiente ideale per la coltivazione delle uve alla base di Rotari: Chardonnay e Pinot Nero. La forma di allevamento più diffusa nei vigneti è la pergola doppia trentina. Oltre a conferire al territorio un aspetto armonico e inconfondibile, questo tipo di allevamento consente di ottenere un’ottima acidità e una buona struttura dei vini base, che daranno vita all’eleganza e raffinatezza degli spumanti Rotari Trentodoc. I vigneti sono coltivati e seguiti con cura e dedizione dai soci agricoltori che li curano con attenzione in ogni stagione, fino alla selezione e raccolta manuale delle uve.

  • S9 · E2
    June 4 · 3 min

    Viandante del Cielo - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Benvenuto in questo viaggio tra terra e stelle, dove il fascino di una galassia lontana incontra le radici dell’Umbria. Viandante del Cielo non è solo una tenuta, ma il capitolo italiano della visione di George Lucas, il creatore di Star Wars, che ha scelto le colline affacciate sul Lago Trasimeno per ampliare i confini dei suoi Skywalker Vineyards. Qui, la Forza si esprime attraverso la cura meticolosa di vitigni autoctoni quasi dimenticati e varietà internazionali, dando vita a vini che riflettono l’integrità e l’eccellenza delle opere cinematografiche di Lucas: il progetto nasce dal restauro di un antico convento del XVI secolo, la tenuta fonde tradizione rurale e spirito cosmopolita. I Vini sono una collezione limitata che include uve come il Foglia Tonda e il Sanforte, salvate dall’estinzione e vinificate in una cantina ipogea all’avanguardia. La Filosofia è di produrre vini “stellari” che, proprio come un film epico, sappiano emozionare e trasportare chi li assaggia verso nuove frontiere del gusto. Preparatevi a scoprire come un maestro del cinema abbia trasformato un angolo di cuore verde d’Italia in un’esperienza sensoriale senza tempo. Da pochi mesi Viandante del Cielo ha inaugurato una nuova fase della propria storia sotto la guida di Michele Biraga, nuovo direttore d’azienda. Entrambi i vini rossi, Viandante e Pristinvm, fermentano in vasche di cemento a forma di tulipano che costituiscono senza dubbio la caratteristica più accattivante del progetto. Queste vasche sono state prodotte in Veneto appositamente per Viandante del Cielo, nella misura di 43hl. Essendo realizzate in cemento non vetrificato e dotate di meccanismi di gestione della temperatura, permettono ai vini di fermentare e svilupparsi in un recipiente completamente inerte che garantisce l’assoluta purezza del profilo aromatico nella fase precedente l’affinamento in botte. La forma delle vasche, più stretta nella parte superiore, crea una profondità maggiore e fa affondare di più il vino durante il déléstage, un metodo di travaso e di ritorno più delicato del classico rimontaggio, permettendo così un’estrazione più ricca. Lungolago, il vino bianco di Viandante del Cielo, è fermentato in botte, con una parte che viene poi trasferita in vasche di cemento o acciaio per aggiungere all’ elevata complessità una tensione vibrante. Tutti e tre i vini della tenuta sono affinati in botte nella cantina, a temperatura e umidità controllate.I periodi di affinamento in una selezione di botti di rovere francese, vanno dai sei mesi del Lungolago ai quattordici mesi nel caso del Cabernet Sauvignon/Merlot di Viandante del Cielo.

  • S9 · E1
    June 4 · 2 min

    Cantina Le Pietre - God Save The Wine c/o Cibrèo Restaurant & Cocktail Bar (19/03/2026)

    Nel cuore del Valdarno Superiore, a Reggello, Cantina Le Pietre rappresenta una delle realtà più innovative e affascinanti della viticoltura toscana contemporanea. Sei ettari coltivati in regime biologico con Sangiovese, Merlot, Cabernet e Viognier, dove il rispetto per la natura e la biodiversità si fonde con una visione artistica unica: ogni bottiglia fermenta e affina accompagnata dalla musica di J.S. Bach, diffusa 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno.La cantina, inaugurata nel 2023, è un esempio di bioarchitettura ed ecosostenibilità: pareti con gabbie di sassi per l’isolamento termico, acciaio e legno che si integrano creando un ambiente vivo e caldo, perfettamente inserito nel paesaggio circostante. Qui gli “artisti del vino” operano attraverso micro-vinificazioni separate e sequenziali, rispettando il carattere distintivo di ogni parcella e valorizzando l’identità unica del terroir. Il territorio stesso è straordinario: siamo nel Valdarno Superiore, la prima DOC nata nel 1716 con l’editto di Cosimo III de’ Medici – che insieme a Chianti, Carmignano e Pomino regolamentò per primo al mondo le aree di qualità – ma con testimonianze viticole che risalgono a Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. I terreni, arricchiti da galestro e “Macigno del Valdarno” (arenaria friabile con sabbia, argilla, quarzo e ferrite), insieme al clima con inverni severi ed estati mediterranee caratterizzate da forti escursioni termiche, creano condizioni ideali per vini di altissima qualità.Ogni etichetta è disegnata da artisti, ogni bottiglia è espressione pura di un terroir unico. La DOC Valdarno di Sopra punta a diventare la prima DOC interamente biologica d’Italia: Le Pietre ne è già l’avanguardia. Vi aspettiamo al Cibreo con God Save The Wine per scoprire questi vini straordinari dove tradizione millenaria e innovazione contemporanea dialogano in perfetta armonia.

  • S8 · E12
    March 21 · 2 min

    Girasasso - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    “Durante lo scasso dei terreni per impiantare i vigneti, rimanemmo colpiti dalla quantità e dalla qualità dei sassi che emergevano. Alcuni erano così grandi che dovemmo girarli più volte per riuscire a spostarli.” Da questo gesto ripetuto, quasi per gioco, nasce il nome Girasasso: un nome che evoca la forza e la tenacia della terra maremmana. La tenuta si trova di fronte al castello della Pia de’ Tolomei, che Dante ricorda nel Quinto Canto del Purgatorio: 18 ettari totali di cui 8 a vigneto, certificati biologici da “Suolo e Salute”. Vermentino, Viognier e Ciliegiolo crescono su terreni sassosi e minerali, dando vita a vini dalla gradazione contenuta, acidità distintiva e grande bevibilità. La filosofia è chiara: equilibrio tra maturazione e alcolicità, vini che rispondono alle esigenze della ristorazione moderna superando l’eccesso di alcol tipico degli anni ’90. Ogni vendemmia riflette l’autenticità artigianale: uve raccolte a mano, vinificazioni separate per clone e parcella, fermentazioni lente, affinamenti su feccia fine. Ma Girasasso non è solo vino. Sono gli unici in Maremma a coltivare more di rovo biologiche, più aglione della Val di Chiana e susine. La tenuta è un ecosistema completo: cavalli, galline ornamentali, pavoni, pony, cani, tutti nutriti con prodotti dei campi biologici. E poi c’è il design: le etichette di Girasasso hanno vinto il Best Design Award 2024 a Vinitaly, un riconoscimento alla bellezza e all’eccellenza del lavoro. Vini con nomi ironici e letterari – Pecorella Briaca (Vermentino), La Volpe e l’Uva (Viognier), L’Orso Brillo (Ciliegiolo rosso), Il Gatto Ciucco (Ciliegiolo rosato) – che raccontano una Maremma diversa: costiera, fresca, giovane.

  • S8 · E11
    March 20 · 1 min

    Manincor - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    Tra poco saranno 420 anni per questa azienda sul Lago di Caldaro! Era infatti il 1608 quando Hieronymus Manincor costruì gli edifici storici della tenuta ricevuta dall’Imperatore d’Austria, esattamente odve oggi la famiglia Goëss-Enzenberg porta avanti una delle avventure biodinamiche più affascinanti dell’Alto Adige. La storia è molto rilevante: il nome Enzenberg compare in regione già nel 1236, e la famiglia si occupa di viticoltura dalla fine del XVII secolo. Ma la svolta moderna arriva nel 1991, quando il conte Michael Goëss-Enzenberg rileva la tenuta dallo zio e decide di trasformarla da semplice fornitrice di uve cooperative a produttrice di vini di grande pregio dalla firma inconfondibile. Il vero cambio di paradigma però avviene pochi anni dopo. “Poca vita nel terreno”, diagnostica il dottor Andrew C. Lorand. La domanda è semplice: dove troverebbero le viti la forza di produrre uva di prima classe se non da un terreno vivo? La risposta è radicale: passare alla viticoltura biodinamica.Dal 2006 Manincor lavora interamente in biodinamica. Nel 2007 fonda con altre aziende il gruppo “respekt-BIODYN”. Nel 2009 tutti i vini sono certificati. Ma soprattutto, la tenuta si trasforma: pecore Quessant bretoni vivono nei vigneti, api trovano terra di latte e miele, uccelli nidificano ovunque. Gruppi di alberi e siepi spezzano le vigne, in ogni secondo filare si semina un misto di cereali, fiori, trifoglio. Nel 2004 viene inaugurata la “cantina sotto il vigneto”, progettata da Walter Angonese e Rainer Köberl: 3000 mq su tre piani sotterranei, invisibile dall’esterno, climatizzata naturalmente grazie all’umidità del terreno e all’energia geotermica. Un manifesto architettonico della filosofia Manincor: rispetto per il paesaggio, cicli naturali, gravità al posto delle pompe.Oggi i tre figli di Michael e Sophie Goëss-Enzenberg stanno preparando la successione aziendale, pronti a costruire il futuro di Manincor sui valori della tradizione.Nella serata del prossimo God Save The Wine scopriamo i loro vini: dove la biodiversità si fa bicchiere e la biodinamica sale in quota!

  • S8 · E10
    March 19 · 2 min

    Tanuta Maryamado - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica

    Dai nobili fiorentini del 1500 agli attuali proprietari: Tenuta Maryamado porta con sé anni di un’affascinante storia di vera passione per la terra toscana che vi presentiamo in anteprima alla nostra manifestazione!Tenuta Maryamado si trova nel cuore delle colline toscane, una terra intrisa di storia e tradizione agricola. Ogni prodotto nasce come autentica espressione del territorio, frutto di dedizione, rispetto per la natura e maestria artigianale tramandata nel tempo. Quest’area riveste una singolare importanza, essendo situata su un crinale collinare che si estende dalla chiesa di Santa Cristina a San Quirico in Collina. I terreni pliocenici di questa cresta, tra i più rinomati della regione nei dintorni di Firenze, sono il risultato di una fase di subsidenza verificatasi milioni di anni fa, la quale portò a una inondazione marina seguita da una successiva regressione. Durante tale processo, si accumularono sedimenti argillosi, sabbiosi e soprattutto ciottolosi. Pertanto, viene dedicata particolare attenzione al terreno in tutte le fasi delle nostre operazioni agricole, riducendo al minimo le lavorazioni e rispettando il delicato equilibrio tra vite, microrganismi e suolo. L’impegno della Tenuta è quello di raggiungere l’eccellenza e di far vivere attraverso i vini l’intenso connubio di storia, territorio e amore per il vino.

  • S8 · E9
    March 18 · 1 min

    Il Molino di Grace - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    Se volete capire le potenzialità del Sangiovese a Panzano, il Molino di Grace è una tappa fondamentale. Perchè mai? Innanzittutto siamo a Panzano in Chianti che non è solo la “conca d’oro” del Chianti Classico per la bellezza dei suoi paesaggi, ma anche l’unico enclave 100% biologico del vino italiano. Ed è qui, in questa terra esplosiva per gusto, intensità e profumo, che da oltre vent’anni Frank Grace ha costruito una delle realtà più personali e rispettose del territorio. Quando Frank, insieme alla moglie Judy, arrivò da oltreoceano a metà degli anni ’90, acquistò una proprietà a Panzano che allora era solo vigneti, senza edifici per la produzione. Con pragmatismo e abnegazione tutta anglosassone, restaurò un vecchio edificio agricolo e nel 1998 inaugurò la cantina, dando vita a quella che oggi è una delle più apprezzate cantine produttrici di Chianti Classico.

  • S8 · E8
    March 17 · 2 min

    Cantina Le Pietre - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    Cantina Le Pietre nasce nel 2021 dall’incontro di due poderi confinanti in Valdarno, uniti da una profonda amicizia e dalla passione condivisa per il vino e la natura. Andrea Cavallari, che dal 1999 coltiva con dedizione il Podere Casa al Bosco insieme al figlio Zeno, e Matteo Giuffrida, che nel 2020 lascia Milano per trasferirsi alla Casuccia, fondano insieme questa realtà vitivinicola dove arte, musica e natura si fondono in un progetto unico. Le terre di Cantina Le Pietre vantano una storia illustre: già nel 1716 Cosimo III dei Medici, con un celebre editto che per primo al mondo regolamentò le aree di produzione dei vini di qualità, elevò il Valdarno Superiore – insieme a Chianti, Carmignano e Pomino – a zona di eccellenza enologica. Un territorio la cui vocazione viticola risale addirittura al 1° secolo d.C., quando Plinio il Vecchio lo indicava tra le migliori aree per la viticoltura. I poderi sono stati nei secoli proprietà di famiglie nobili come i Cavalcanti e i Guicciardini, testimoniando un legame millenario con la tradizione enologica toscana. Nel 2023 viene inaugurata la nuova cantina di vinificazione a Reggello, nel cuore del Valdarno Superiore: un esempio di bioarchitettura moderna ed ecosostenibile che si integra perfettamente nel paesaggio. Le pareti con gabbie di sassi garantiscono isolamento termico naturale, mentre all’interno acciaio e legno creano un ambiente caldo e vivo. Qui, 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno, risuona la musica di J.S. Bach attraverso una filodiffusione che accompagna ogni fase della vinificazione, dalla fermentazione all’affinamento.

  • S8 · E7
    March 16 · 1 min

    Poggio del Chianti - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    Nel cuore della Toscana “Poggi del Chianti” è un azienda agricola biologica, tra Valdarno e Chianti: 4 colline coperte di olivi e cipressi, boschi di castagni e vigneti. Produce Olio Extravergine di Oliva e Vini a denominazione di origine: Chianti Classico, Chianti , Valdarno Disopra, Toscana. Al piano terra dell’antica Casa Colonica del Morellino è possibile degustare ed acquistare direttamente le produzioni aziendali. Su appuntamento svolgere corsi di degustazione del vino e dell’olio, o apprendere i fondamentali della cucina tradizionale toscana. “Poggi del Chianti” è anche un agriturismo: un posto ideale per rilassarsi soggiornando in appartamenti immersi nella quiete grigioverde degli oliveti; od essere un buon punto da cui partire per visitare le città d’arte di Firenze, Siena, Arezzo…, o per “gustare” il Chianti con i suoi vini ed i castelli: Vertine, Meleto, Brolio, Radda, Volpaia, Castellina, Gaiole… Dalla vendemmia 2013 il progetto “Poggi del Chianti” si è completato del suo corollario: una vigna ed un vino Chianti Classico. Dopo 15 anni di ricerche, il colpo di fulmine. Un fazzoletto di terra a 674 m di altitudine sullo spartiacque dei Monti del Chianti, poco sotto le rovine del Castello di Montegrossi nel Comune di Gaiole in Chianti. Il Sangiovese ed un po’ di Cabernet Sauvignon compongono l’uvaggio del Chianti Classico e nelle annate favorevoli della Riserva Chianti Classico. Questa vigna è sempre l’ultima ad essere vendemmiata, ad Ottobre inoltrato. La fermentazione avviene in vasca di acciaio inox, e successivamente l’invecchiamento in botti di rovere per 1 anno. 6/8 mesi di affinamento in bottiglia prima di essere messo in vendita, per la Riserva occorre più tempo in modo da poter esprimersi al meglio.

  • S8 · E6
    March 15 · 1 min

    Torre Prumiano - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica

    Torre Prumiano a San Donato, un terroir nel cuore del Chianti Classico Fiorentino, con 152 Ha di proprietà, di cui 33 Ha di vigneti su un terreno calcareo e argilloso (Sangiovese, Canaiolo e Colorino e gli internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon), 4 Ha di Olivi, 98 Ha boschivi e 17 Ha di Seminativo. La Torre, il borgo di Prumiano ed i terreni che li circondano vennero acquisiti nell’800 dalla Casata Corsini, nobile famiglia fiorentina che costruì una vera e propria fattoria, con cantina e frantoio. Grandi amici del Barone Bettino Ricasoli – il Barone di Ferro, colui che diede vita al primo “disciplinare” del vino Chianti, nel 1872 – i Corsini contribuirono attivamente alla definizione di quest’ultimo, sancendo così definitivamente la primogenitura e l’altissima qualità delle uve di Prumiano. Nel 1932, grazie ad un decreto ministeriale, vennero ufficialmente individuati sette distinte zone di produzione del vino Chianti: a quello prodotto nei confini geografici del Chianti originario, venne concesso di utilizzare l’aggettivo “Classico”. Oggi facenti parte dei possedimenti della famiglia Fusi, le terre di Prumiano rimangono storici vigneti legati a questa importante ed antica denominazione.

  • S8 · E5
    March 14 · 1 min

    Rechof - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    Nel 1978 papà Giorgio e mamma Lorena acquistano un maso a Grumo, nel comune di San Michele all’Adige a nord di Trento. È un contesto rurale fatto di valorizzazione e attenzione per il territorio, dove crescono i loro figli Andrea e Veronica. Andrea intraprende gli studi presso l’Istituto Agrario di San Michele e fonda la sua Azienda Agricola con un polo biologico in Val di Non e uno viticolo enologico tradizionale a San Michele. Veronica diventa insegnante nella scuola primaria. Ma parallelamente negli anni Giorgio scopre e approfondisce una passione innata per il mondo della spumantificazione, che piano piano coinvolge l’intera famiglia. Da questa passione condivisa e dalla dedizione familiare per il lavoro nel vigneto, nel 2021 Giorgio, Lorena, Andrea e Veronica decidono di fondare la società vitivinicola Rechof: un esempio di tradizione familiare e territorio innovativo, che rispecchia la forza e la tenacia dell’agricoltura trentina. I vigneti sono tre appezzamenti in due areali differenti ma ugualmente pregiati. In Piana Rotaliana ci sono i vigneti Pascolet e Paludi, entrambi coltivati a Chardonnay su pergola doppia trentina (circa 5000 ceppi/ettaro, viti di 35 anni, nessuna irrigazione). Pascolet si trova ai piedi dell’argine del fiume Adige, su terreno sabbioso: la frescura e il costante ricambio d’aria del fiume esaltano gli aromi classici dello Chardonnay. Paludi sorge su terreni bonificati dopo la Prima Guerra Mondiale, limoso-sabbiosi con vene ghiaiose: è una zona molto ventilata che compensa l’alta umidità, migliorando la qualità delle uve. In Val di Non c’è Il Masso (450 m.s.l.m., comune viticolo di Ton): il progetto più innovativo e pionieristico dell’azienda. Il nome deriva da un grosso masso calcareo di epoca glaciale posto a guardia del terreno. Qui Rechof ha rinnovato il vecchio impianto piantumando nel 2023 la varietà Charvir, una delle nuove varietà resistenti approvate dal Mipaaf, molto adatta al metodo classico. Terreno calcareo ghiaioso con argilla cretosa, filari esposti est-ovest, zona collinare di forte pendenza circondata da boschi e frutteti biologici.I vini al momento sono quattro, due Trento DOC millesimati (Brut e Brut Rosé, 70% Chardonnay aziendale e 30% Pinot Nero da colline avisane) e Fluss, un frizzante metodo Charmat che come un fiume scorre lento e placido, ma a volte forte e impetuoso, rappresentando a pieno i vini bianchi effervescenti di montagna e un’etichetta biologica di nicchia derivante dalla vinificazione del Charvir, la nuova varietà resistente piantumata in Val di NonIl futuro è una Riserva di Trento DOC millesimata con 40 mesi sui lieviti, la punta di diamante per la sostenibilità dell’azienda e il simbolo della trasformazione del mondo vitivinicolo trentino, senza abbandonare la tradizione.

  • S8 · E4
    March 13 · 2 min

    Azienda Agricola San Benedetto - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    Iniziare il 2026 con l’Azienda Agricola San Benedetto significa celebrare esattamente 200 anni di storia vitivinicola. Era il 1826 quando la famiglia Giannelli iniziò a coltivare vigne, olivi e allevare bestiame in località San Benedetto, sul podere chiamato “Casaccia”. Due secoli dopo, Giovanni, Andrea e Marco rappresentano la quinta generazione che lavora con la stessa passione di sempre, custodendo quel legame profondo con la terra che si tramanda dal bisnonno: dal sistema della mezzadria degli anni ’60, quando i fratelli Dario e Giuseppe con i loro figli decisero di acquistare il primo fazzoletto di terra, fino alla costruzione della prima cantina nel 1975 come Azienda Agricola Giannelli, per arrivare al 1998 quando l’azienda assume il nome attuale. Oggi San Benedetto rappresenta perfettamente la sintesi tra tradizione e innovazione: vigneti storici e attrezzature moderne, rispetto del passato e visione del futuro. La recente apertura di “Capanna 1826” – l’agriturismo ricavato da una costruzione storica immersa tra i vigneti – testimonia questa capacità di valorizzare la storia guardando avanti, offrendo un’esperienza autentica nel cuore della campagna di San Gimignano. Degusteremo insieme i loro vini, espressione di 200 anni di lavoro quotidiano, di gesti che si ripetono con consapevolezza generazione dopo generazione, nella certezza che il futuro sta negli insegnamenti del passato.

  • S8 · E3
    March 12 · 1 min

    Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    Il 2026 vedrà alfine la completa rinascita stilistica di questa azienda, tra le più remote e originali del Chianti Classico. Siamo nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena, sulle colline del Chianti a poca distanza dall’antico borgo di San Vincenti nel comune di Gaiole in Chianti. La storia di Tenuta San Vincenti è però più che millenaria! Il villaggio originario crebbe intorno al primo oratorio che si trasformò nei secoli in basilica prima e in pieve poi, sede di uno spedale per viandanti e pellegrini, intorno all’anno Mille. Nel 1750 Podere Stignano, al limitare del borgo di San Vincenti, compare nel catasto Leopoldino con le sue coltivazioni a vigneto, che dagli Anni Cinquanta sono note per la produzione di vino sfuso. La prima annata in bottiglia è del 1974: una data che segna i 50 anni del Chianti Classico. La proprietà si estende per 60 ettari, con i vigneti disposti su una dorsale collinare orientata nord-sud a un’altitudine compresa tra i 530 e i 600 m slm., completamente protetti dal bosco selvaggio circostante. Intorno, uno scenario unico: pievi e castelli punteggiano vigne e uliveti, in un contesto dove Natura e Storia convivono in perfetta armonia. All’orizzonte, le Crete Senesi, il Monte Amiata e la Val D’Orcia Patrimonio Unesco. I terreni sono da sempre vocati ad una viticoltura di pregio. La loro composizione è ricca e complessa, con un’esposizione ottimale, da Sud-Est a Sud-Ovest, che li vede illuminati fin dal sorgere del sole. Le viti di Sangiovese e Merlot presentano un’età media di vent’anni; sono piantate con una densità di 6.000 piante per ettaro e allevate con la tecnica del cordone speronato basso.I vigneti sono disposti su una dorsale collinare, orientata da nord a sud, appartenente a una propaggine che si sviluppa dal monte luco, in altitudine compresa tra i 430 e i 600 m slm. La composizione dei terreni è prevalentemente riferibile alle rocce di Macigno Toscano che originano differenziazioni compositive di arenarie con frazioni sabbiose importanti, completate da una buona percentuale paritaria di limo e argille. La posizione climatica è quella tipica della collina alta e scoscesa, ulteriormente favorita dalla presenza della foresta che circonda la tenuta. I vigneti godono di ventilazione e di un ottimo drenaggio naturale. Durante l’estate le condizioni di caldo non sono mai eccessive. A seconda dell’annata la vendemmia avviene dai primi di settembre a metà ottobre, in modalità esclusivamente manuale. La conduzione agronomica è incentrata sul rispetto della biodiversità autoctona con pratiche agronomiche volte ad aumentare il tenore di humus nei terreni con azioni di vivificazione del terreno, rispettando la stratigrafia del terreno e incrementando la variabilità e complessità delle essenze erbacee per dare fondamentale importanza all’ecosistema del vivente tra il sopra e il sottosuolo. La vinificazione è svolta rispettando la provenienza dell’uva dei vigneti, monitorando costantemente l’andamento qualitativo e con metodo di lavoro incentrato sulla manualità delle operazioni al fine di esaltare le caratteristiche uniche del terroir di San Vincenti.

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