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Duemila Secondi

ANTIMAFIADuemila

"Duemila Secondi" è il nuovo podcast realizzato da ANTIMAFIADuemila, dedicato alla rassegna stampa di alcuni fatti di cronaca della settimana. Dopo "Nero su Bianco", che approfondisce avvenimenti storici della nostra Repubblica, il nuovo format vuole commentare fatti di cronaca importanti con una chiave di lettura tipica dell'"Infotainment". Un taglio giovanile, quindi; leggero ma non superficiale. Sempre "a ritmo dell'informazione", come recita il claim.

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  • 20 episodes
  • Avg 36 min
  • Italian
  • S2 · E33
    July 25 · 30 min

    S02E33🎙Duemila Secondi: Delmastro scudato e le agitazioni sullo stretto di Bab el-Mandeb

    Prima della pausa estiva torna Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con un'ultima puntata dedicata a tre temi di strettissima attualità. Si parte dal caso dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro, dopo la decisione del Parlamento di negare ai magistrati l'acquisizione delle chat con Mauro Carroccia, ritenuto prestanome del clan Senese nell'inchiesta sulla "Bistecchiera d'Italia". Ma un colpo di scena potrebbe cambiare tutto. Come spiega Luca Grossi: "Il legale di Mauro Carroccia ha dato le chat ai magistrati di Roma ritenendo che scusare Delmastro è un danno per il suo cliente perché dalle chat si capisce benissimo chi è il vero proprietario del ristorante." E ancora: "Abbiamo assistito al solito teatrino: la maggioranza piagnucola, dice di non avere nulla da nascondere però le chat non le diamo."Spazio poi all'ultima udienza del processo contro Salvatore Baiardo, dove diversi collaboratori di giustizia sono tornati a parlare delle stragi di mafia, della pista nera e dei mandanti esterni. In aula sono emersi nuovi riferimenti al ruolo di Stefano Delle Chiaie e all'indicazione, da parte di soggetti esterni a Cosa nostra, degli obiettivi da colpire.Infine, l'analisi della crisi in Medio Oriente con Francesco Ciotti. "Nello stretto di Bab el-Mandeb è bloccato un ulteriore 7% del commercio mondiale di petrolio e la guerra si estende a macchia d'olio." E sull'escalation: "Trump continua a dire che vuole bombardare per arrivare a una resa", mentre, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, "Teheran ha ricostruito tutte le basi segrete sotterranee dove sono stanziati droni e missili."Tre approfondimenti per comprendere gli sviluppi di vicende che continuano a segnare la cronaca italiana e internazionale. Buona visione e appuntamento a settembre con le nuove puntate di Duemila Secondi.

  • S2 · E32
    July 11 · 35 min

    S02E32🎙Duemila Secondi: la sentenza 'Ndrangheta stragista e il vertice NATO di Ankara

    La conclusione del secondo processo d'appello 'Ndrangheta stragista, con la sentenza di condanna all'ergastolo nei confronti di Giuseppe Gravina e Rocco Santo Filippone, e la situazione mondiale con l'esito del recentissimo vertice Nato di Ankara sono gli argomenti affrontati nell'ultima puntata di “Duemila Secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila che ogni settimana approfondisce i principali temi di cronaca, giustizia, mafia e politica internazionale con le analisi dei giornalisti della redazione.Ad aprire la puntata è il caporedattore di ANTIMAFIADuemila Aaron Pettinari, nei giorni scorsi è presente a Reggio Calabria proprio in occasione del processo. "Entrambi i boss sono ritenuti responsabili, in qualità di mandanti, di quegli attentati ed omicidi avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo - ha ricordato - La Cassazione aveva annullato con rinvio la precedente sentenza d'appello, ma aveva già sancito che questi delitti si inseriscono all'interno della strategia stragista di attacco allo Stato degli anni Novanta. Ed è per questo che è estremamente importante questo processo". Nel suo intervento Pettinari, assieme al conduttore Karim El Sadi, ha invitato tutti gli ascoltatori ad essere presenti il prossimo 19 luglio a Palermo per rispondere all'appello di Salvatore Borsellino, non solo per ricordare il giudice Paolo e gli agenti della scorta, ma anche partecipare attivamente ed impedire che si metta una pietra tombale alla ricerca della verità con ricostruzioni accomodanti che cercano di ridurre le stragi ad una mera questione di mafia e appalti. Passando ad altro tema con Francesco Ciotti si è parlato del quadro internazionale, partendo dal meeting di Ankara della Nato. "Non sono uscite belle cose. E' emerso il dato inequivocabile che l'Europa vuole preparare la terza guerra mondiale con la Russia. Con l'America che resta in sintonia. Si è detto che la Russia sarà una minaccia a lungo termine e sono stati confermati pesanti finanziamenti all'Ucraina per le armi. E si inizia a parlare anche di una dottrina di attacchi in profondità contro la Russia". Una situazione grave anche in Iran dove il Presidente Trump da una parte ha dichiarato che si negozierà, ma dall'altra ha anche detto che il "cessate il fuoco" è finito. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E31
    July 4 · 32 min

    S02E31🎙Duemila Secondi: gli attentatori di Ranucci in manette e i russi che avanzano in Ucraina

    Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila che ogni settimana approfondisce i principali temi di cronaca, giustizia, mafia e politica internazionale con le analisi dei giornalisti della redazione. Ad aprire la puntata è Luca Grossi, che ricostruisce gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sull'attentato ai danni del giornalista di Report Sigfrido Ranucci. “Questo gruppo è collegato a una struttura che ha fornito supporto logistico e finanziario di altissimo livello. Il mandante o i mandanti sarebbero persone in grado di garantire anche una latitanza. Era stata promessa al gruppo di fuoco una via sicura per uscire dall'Italia, oltre a consigli legali in caso di arresto”. Un'inchiesta che non si fermerebbe ai soli esecutori materiali. “Non era una struttura improvvisata, ma qualcosa di molto ben organizzato che gli inquirenti stanno cercando di individuare. Tra i mandanti e il gruppo esisteva un intermediario, indicato nelle intercettazioni come "quello", che riportava gli ordini agli esecutori”. L'obiettivo delle indagini è ora quello di fare luce sul cosiddetto "secondo livello" dell'attentato e sul possibile movente. Grossi affronta inoltre la denuncia presentata dall'avvocato Luigi Li Gotti alla Procura di Roma nei confronti del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, dopo l'esposto già depositato al CSM. Il legale contesta al magistrato il reato di falsa testimonianza reiterata in relazione alle dichiarazioni rese davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. Nella seconda parte del podcast interviene Francesco Ciotti, con un'analisi dell'andamento della guerra in Ucraina. Tra bombardamenti, attacchi con droni e continui combattimenti nel Donbass, Ciotti descrive una situazione militare sempre più critica: “Il fronte ucraino sta crollando in modo inesorabile”. L'analisi si concentra sugli avanzamenti delle forze russe, sulle difficoltà dell'esercito ucraino e sul dibattito riguardo alle prospettive di una soluzione diplomatica del conflitto. “Secondo i sondaggi, il 66% degli ucraini vorrebbe fermare i combattimenti e avviare trattative”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E30
    June 20 · 36 min

    S02E30🎙Duemila Secondi: l'accordo Iran-Usa e il processo Baiardo

    Nuova puntata di "Duemila Secondi", il podcast di ANTIMAFIADuemila con i redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti.In apertura, Luca Grossi analizza gli ultimi sviluppi del processo a Salvatore Baiardo, procedimento che continua a far emergere elementi di rilievo anche sul fronte delle stragi mafiose. Al centro del dibattimento c'è la presunta esistenza di una fotografia che ritrarrebbe un giovane Silvio Berlusconi insieme al generale Francesco Delfino e al boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano."Il processo Baiardo è un processo dalla sfaccettatura molto ampia perchè emergono elementi importanti anche inerenti alle stragi", spiega Grossi. Una vicenda che si intreccia con le rivelazioni dell'ex conduttore di "Non è l'Arena" Massimo Giletti e con la controversa chiusura del programma da parte dell'editore di La7 Urbano Cairo. "Il sospetto è che ci fosse un movente più profondo dietro questa chiusura improvvisa", sottolinea il giornalista. Un elemento che continua ad alimentare interrogativi è il fatto che la puntata successiva alla chiusura della trasmissione avrebbe dovuto affrontare i temi legati a Marcello Dell'Utri e Antonino D'Alì, circostanza che, secondo quanto riferito da Grossi, Cairo ha dichiarato di non conoscere.Nella seconda parte Francesco Ciotti commenta invece il nuovo scenario mediorientale dopo la firma digitale del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e le conseguenze sul conflitto regionale."Questo accordo sancisce la fine dell'impero americano in Medio Oriente. L'impero americano è finito e non ci può essere un accordo con strette di mano. Sarebbe troppo umiliante per Washington, ecco perché si è proceduto con la firma digitale", afferma Ciotti. Secondo il giornalista, l'intesa rappresenta una svolta geopolitica che assegna a Teheran un ruolo centrale nell'area, dalla gestione dello Stretto di Hormuz alla questione nucleare.Ma mentre l'accordo sembra ridefinire gli equilibri della regione, resta alta la tensione con Israele. "Israele sta cercando di sabotare l'accordo e l'Iran ha già risposto a queste provocazioni annunciando una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz", conclude Ciotti. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E29
    June 13 · 28 min

    S02E29🎙Duemila Secondi. Bombe nucleari ad Aviano, l’avv. Starace: “GIP valuterà nostra denuncia”

    Per la prima volta, la questione della presunta presenza di armi nucleari nella base di Aviano arriva davanti a un giudice. Una novità che potrebbe segnare un precedente importante nel panorama giudiziario italiano e riaprire il dibattito pubblico sul tema.Dopo le archiviazioni delle denunce presentate a Roma e Brescia, il GIP del Tribunale di Pordenone ha fissato per il 15 giugno l’udienza sull’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. La notizia è stata annunciata dall’avvocato Pierumberto Starace, rappresentante dei sedici firmatari della denuncia, che abbiamo intervistato nel podcast “Duemila Secondi”.Si tratta dell’esito di una battaglia legale iniziata oltre vent’anni fa. Fino ad oggi, sostiene il legale, le iniziative giudiziarie non avevano mai portato a un vero approfondimento nel merito della questione. Questa volta, invece, il giudice ha ritenuto necessario convocare un’udienza per valutare la fondatezza dell’opposizione all’archiviazione.Starace ci ha ribadito la convinzione che la presenza di ordigni nucleari nelle basi di Aviano e Ghedi sia un fatto noto da anni in ambito militare e politico, pur in assenza di conferme ufficiali. E questo è incompatibile con l’art. 11 della Costituzione e con gli impegni assunti dall’Italia attraverso il Trattato di non proliferazione nucleare.L’avvocato richiama poi l’attenzione sulle conseguenze che la presenza di queste armi potrebbe comportare per i territori interessati. Da tempo associazioni e comitati chiedono maggiore trasparenza e la predisposizione di piani di emergenza per la popolazione residente nelle aree vicine alle basi militari. Un tema che, secondo i promotori dell’iniziativa, continua a essere affrontato con grande reticenza da parte della politica e delle amministrazioni locali.Per i promotori della denuncia potrebbe rappresentare un passaggio storico: la prima occasione in cui un tribunale italiano sarà chiamato a discutere una questione che da anni alimenta interrogativi sul ruolo dell’Italia nella strategia nucleare della NATO e sul rispetto degli obblighi del diritto nazionale e internazionale. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E28
    June 6 · 43 min

    S02E28🎙Duemila Secondi: l’archiviazione di Dell’Utri e lo scontro Trump-Netanyahu

    Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila condotto dal caporedattore Aaron Pettinari e dal redattore Francesco Ciotti.Al centro della puntata l'archiviazione di Marcello Dell'Utri nell'inchiesta sulle stragi del 1993, decisa dal gip di Firenze, e le reazioni politiche che hanno trasformato quel provvedimento in una presunta assoluzione dell'intera vicenda che lega Silvio Berlusconi, Dell'Utri e Cosa nostra."Il governo e la famiglia Berlusconi hanno accusato i magistrati che in questi anni hanno indagato e processato Dell'Utri parlando di infondatezza dei rapporti tra l'ex senatore, l'ex premier e Cosa nostra. In tanti hanno parlato senza nemmeno aver letto le carte", afferma Pettinari. Una lettura che contesta con forza: "È stato detto dal centrodestra che non ci sono rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e la mafia. Ma di cosa stiamo parlando? Esiste una condanna definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa".Pettinari richiama inoltre un passaggio del provvedimento: "Gli esiti investigativi prospettano che vi siano soggetti in possesso di notizie estremamente riservate su Berlusconi, mai veicolate alla magistratura". E aggiunge: "Significa che nelle carte, tra le righe, qualcosa c'è. Speriamo che questa sia solo un'archiviazione tecnica e che quegli omissis vengano riempiti".Nella seconda parte della puntata, Francesco Ciotti analizza la situazione in Libano e gli equilibri geopolitici del Medio Oriente. "Israele sta continuando a bombardare il Libano. Sta sabotando l'accordo che serviva a Trump per chiudere la partita e riaprire lo Stretto di Hormuz". Un approfondimento che si concentra sul ruolo di Israele, degli Stati Uniti e dell'Iran. In questo contesto viene ricordato anche il duro confronto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, con il presidente statunitense che avrebbe telefonato furioso al premier israeliano contestando i bombardamenti in Libano, ritenuti un ostacolo agli sforzi diplomatici americani e ai negoziati con Teheran.Sul mancato rispetto della tregua, Ciotti conclude: "Il cessate il fuoco non ha retto perché Hezbollah non è stato coinvolto e perché l'intesa non prevedeva il ritiro dell'Idf ma solo quello dei miliziani di Hezbollah". Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E27
    May 30 · 35 min

    S02E27🎙Duemila Secondi: il tesoro di Messina Denaro e la spirale di violenza a Palermo

    Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila. Al centro dell'episodio il sequestro da oltre 200 milioni di euro riconducibile all'impero economico di Matteo Messina Denaro. Un'operazione che ha portato all'arresto di diversi soggetti ritenuti parte della rete economica vicina all'ex capo di Cosa Nostra. Ma quanto resta ancora nascosto del patrimonio accumulato dal boss durante decenni di latitanza? Ne parla Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila: “I soldi di Matteo Messina Denaro non sono sicuramente solo questi. Il suo patrimonio economico venne stimato un tempo in circa sette miliardi di euro. Gli inquirenti hanno già sequestrato circa cinque miliardi di euro gestiti dai suoi fiancheggiatori. Quantificare il patrimonio del boss è impossibile, ma è certo che stiamo parlando di una ricchezza smisurata. Da questa inchiesta emerge inoltre che a Messina Denaro sarebbe spettato il 10% dei proventi di un traffico di hashish. E chissà quanti altri Tamburello lavoravano per lui». Nella seconda parte della puntata si parla della preoccupante escalation di violenza a Palermo: incendi dolosi, estorsioni, raid armati e sparatorie stanno alimentando un clima di paura tra cittadini e imprenditori. Jamil El Sadi, redattore di ANTIMAFIADuemila, osserva: «Palermo sembra tornata agli anni '80 tra pizzo, sparatorie ed episodi di violenza. L'ultimo caso ha riguardato la concessionaria Sicily by Car incendiata a Carini. Prima ancora i colpi di Kalashnikov contro una saracinesca a Sferracavallo e altri episodi che hanno interessato anche il cuore della movida cittadina. Va capita l'origine di questa spirale di violenza e il ruolo delle istituzioni nel fornire risposte concrete alla cittadinanza”. Un approfondimento sui patrimoni mafiosi ancora sommersi e sui segnali di allarme che arrivano da una Palermo attraversata da una nuova stagione di tensione criminale. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E26
    May 16 · 33 min

    S02E26🎙Duemila Secondi: il verbale di Teresi su Borsellino e l'incontro Xi-Trump

    “Il verbale di Teresi di dicembre 1992 e quello di giugno 1992 sono importanti perché attestano ufficialmente l’interessamento di Paolo Borsellino nella ricerca dei responsabili della morte di Giovanni Falcone”, così Aaron Pettinarinel podcast “Duemila secondi” della rivista ANTIMAFIADuemila, commentando il verbale dell’ex pm Vittorio Teresi del 7 dicembre 1992, allegato dall’avvocato Fabio Repici alla Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’indagine sui “mandanti occulti” delle stragi. Pettinari ha sottolineato come dalle carte emerga un coinvolgimento diretto del magistrato nelle indagini sulla cosiddetta “pista nera” collegata alla strage di Capaci e al nome del pentito Alberto Lo Cicero. “Non un interesse en passant, ma concreto”, ha aggiunto, ricordando la riunione del 15 giugno 1992 tra le procure di Palermo e Caltanissetta dedicata proprio alla strage di Capaci, alla quale Borsellino partecipò. “Questi sono i fatti. E da qui bisogna partire verso la ricerca della verità”.Nel corso del podcast, Pettinari ha poi richiamato anche la vicenda che coinvolge il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, finito al centro di un esposto presentato al Consiglio Superiore della Magistratura dall’avvocato Luigi Li Gotti. Il Csm starebbe valutando l’apertura di una pratica disciplinare e un eventuale trasferimento per incompatibilità ambientale, legati all’audizione resa dal procuratore in Commissione Antimafia e alla gestione delle indagini sulle stragi. “La Commissione antimafia ha tutti i poteri investigativi, è un luogo importante e non puoi omettere dettagli. Devi dire tutto quello che sai”, ha affermato Pettinari.A seguire Francesco Ciotti ha invece parlato del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping in Cina, sostenendo che Trump si sarebbe presentato a Pechino in una posizione di debolezza dopo il disastro statunitense in Iran e la guerra commerciale con la Cina. Secondo Ciotti, Xi Jinping avrebbe rafforzato il proprio peso sia sul piano economico, con il confronto sui dazi, sia su quello geopolitico, ribadendo la linea rossa cinese su Taiwan. Il redattore ha inoltre richiamato il tema dello stretto di Hormuz e della crisi iraniana, sostenendo che Pechino punti a mantenere aperte le rotte energetiche e a scongiurare la ripresa del conflitto. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E25
    May 9 · 42 min

    S02E25🎙Duemila Secondi: Gaza, querele temerarie e Caso Minetti. Che ruolo ha il giornalismo?

    Nuova puntata di “Duemila Secondi”. Nuovo episodio speciale. A condurlo, questa volta, Jamil El Sadi che ha dialogato con un’ospite d’eccezione: Maddalena Oliva, vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano. Tanti i temi sul tavolo del podcast di ANTIMAFIADuemila. Dalla Global Sumud Flottilla al genocidio in corso in Palestina; dalla discesa vertiginosa dell’Italia nella classifica della libertà di stampa (56° posto) fino alle ultime novità del Caso Minetti, con Cipriani che ha intimato una diffida “non inferiore a 250.000.000” al Fatto per impedire che si continui con l’inchiesta, oltre che per rimuovere quanto finora pubblicato.“Noi siamo pronti e preparati. L'abbiamo già visto con la Trattativa Stato-mafia, cosa succede ogni qualvolta che toccano meccanismi che sono così interni ed essenziali al funzionamento dei poteri dello Stato. Ogni volta c'è una reazione sia di una certa stampa si dei poteri stessi dello Stato - ha detto Oliva -. Mettiamo in conto il fatto che la Procura Generale di Milano dica che va tutto bene e non ci sono irregolarità nelle investigazioni. Perché sarebbe anche paradossale: cioè la Procura Generale di Milano che ha fatto l'indagine dovrebbe dire che la Procura Generale di Milano ha fatto l'indagine male". "Siamo pronti al fatto che dal punto di vista formale di tutte le procedure, i passaggi, siamo pronti come dire, a vederci sconfitti - conclude -. Ma sono sicura che tutti gli italiani si sono fatti un'idea molto precisa di come sia andata questa storia”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E24
    May 2 · 33 min

    S02E24🎙Duemila Secondi: il caso Minetti, l’attentato a Trump e le sue critiche all’Italia

    Nuova puntata di "Duemila Secondi". Sul tavolo del podcast di ANTIMAFIADuemila, questa volta ci sono il caso Minetti e gli ultimi sviluppi da Washington.Sono diversi i punti oscuri all’esame degli accertamenti disposti dalla Procura generale di Milano, e affidati anche all’Interpol, sulla vicenda della clemenza concessa all’ex consigliera della Lombardia e i cui presupposti sono stati messi in dubbio da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Fra gli aspetti contestati ci sono quelli relativi all’adozione del minore le cui condizioni di salute sono state uno dei motivi del parere favorevole alla grazia, ma anche le visite mediche e gli interventi che lo riguardano. Nel mirino inoltre sono finite anche le attività di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, erede della dinastia dell'Harry's Bar che compare negli Epstein Files.La domanda di grazia per Nicole Minetti è stata presentata all’inizio del 2025 e riguarda due condanne: la prima risale al 2019 ed è di due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione, la seconda è del 2021 a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era consigliera regionale in Lombardia.La grazia, dopo i pareri favorevoli dal procuratore generale della Corte d'Appello di Milano e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, viene concessa dal presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026, ma la notizia viene diffusa dalla stampa solo due mesi dopo, l’11 aprile. Fonti del Quirinale spiegano che la decisione si è basata "anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati". Il familiare è il figlio adottivo della coppia Minetti-Cipriani.Ed è proprio l’adozione di questo bambino uno dei punti contestati dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Secondo il quotidiano, nell’istanza per ottenere la grazia il minore veniva definito abbandonato alla nascita, quando invece risultano due genitori biologici in vita. A seguire si è discusso del recente attentato a Trump e, soprattutto, della sua ultima minaccia di ritirare le truppe americane da Spagna, Germania e dall’Italia.Secondo Orsini, questa è una pressione su Meloni per ottenere l’uso offensivo delle basi americane in Italia in vista di una possibile invasione dell’Iran. In realtà la stessa guerra dimostra però che le basi europee restano la spina dorsale della proiezione di forza Usa verso il Medio Oriente, dal Regno Unito al Mediterraneo e all’Europa orientale.Sul fronte del conflitto si è parlato della possibile ripresa delle ostilità con un nuovo attacco in grande stile, mentre sono stati logorati pesantemente arsenali, bilancio e credibilità di Washington, spingendo la Casa Bianca a valutare nuove operazioni speciali e persino il dispiegamento del missile ipersonico Dark Eagle. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E23
    April 25 · 34 min

    S02E23🎙Duemila secondi: 25 aprile e la pista nera nelle stragi

    Nel nuovo episodio del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila, il capo redattore Aaron Pettinari e il redattore Francesco Ciotti analizzano due temi cruciali: la ricerca della verità sulle stragi del ’92 e il significato attuale del 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo.Si parte dalla decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca contro l’ordinanza della GIP Graziella Luparello, la quale aveva rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione e disposto nuove indagini sui mandanti esterni della strage di via d’Amelio. Una pronuncia che, sottolinea Pettinari, “è importante perché viene data ragione alla giudice, che aveva indicato 43 punti di approfondimento investigativi sui mandanti esterni nelle stragi del 1992”.Tra i filoni aperti, le piste su Paolo Bellini e Marcello Dell’Utri e, soprattutto, la presenza di ambienti eversivi neri in Sicilia, su cui proprio a Caltanissetta si sta indagando nel processo a carico dell’ex carabiniere Walter Giustini e di Maria Romeo, compagna del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero. “La Gip chiede che non ci si fossilizzi in maniera mistica sulla vicenda mafia-appalti, su cui si sta concentrando la procura insieme alla Commissione antimafia, ma che si debbano fare tutte le indagini possibili”, spiega Pettinari, citando acquisizioni su Gladio, interrogatori di Giovanni Falcone, analisi sugli esplosivi e nuove comparazioni di DNA.Dura la replica alla posizione del procuratore De Luca, che ha parlato di richieste “abnormi”: “Non sono richieste abnormi, è nelle facoltà del gip dare impulso alle indagini”. E ancora: “La ricerca della verità sulle stragi è non solo necessaria ma doverosa, la pista mafia-appalti non spiega quanto avvenuto nel 1992-93”. Citato anche l’esposto dell’avvocato Luigi Li Gotti al CSM.Poi lo sguardo si sposta sul 25 aprile. Se la Liberazione dal nazifascismo resta “una vittoria partigiana”, oggi, denuncia Ciotti, l’Italia vive una sovranità limitata: “Siamo un Paese senza alcuna autonomia strategica, invaso da 120 basi militari statunitensi”. Dalla base di Sigonella ai sistemi MUOS, fino alle testate nucleari di Ghedi e Aviano, “forniamo il nostro territorio alle guerre statunitensi, quindi liberazione da cosa?”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E22
    April 18 · 40 min

    S02E22🎙Duemila Secondi: la tregua in Medio Oriente e la “strigliata” a De Luca

    Nuova puntata di Duemila Secondi. In questo episodio, Francesco Ciotti e Luca Grossi affrontano due temi centrali, tra scenari internazionali e dinamiche giudiziarie italiane. Francesco Ciotti analizza la situazione in Medio Oriente, soffermandosi sul cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e sulla tregua di dieci giorni in Libano tra Hezbollah e Israele. “Le dichiarazioni di Trump sono pompose ma come sempre si discostano molto da una realtà che vuole edulcorare”, spiega, sottolineando le contraddizioni tra gli annunci e i fatti: dallo Stretto di Hormuz aperto solo ad alcuni paesi, alla smentita iraniana sulla consegna dell’uranio. E mentre si parla di tregua, emergono movimenti militari e tensioni che fanno temere un’escalation: “Quindi i casi sono due… oppure entriamo in un nuovo capitolo”. Sullo sfondo, il rischio concreto che le conseguenze economiche e politiche ricadano anche sull’Europa.Nella seconda parte, Luca Grossi affronta la vicenda che riguarda la Procura di Caltanissetta e il procuratore Salvatore De Luca, dopo la richiesta della Procura generale della Cassazione di dichiarare “inammissibile” il suo ricorso contro l’ordinanza della gip Graziella Luparello rispetto all’indagine sui mandanti esterni delle stragi del 1992. “È la prima volta in assoluto che vedo una procura ribellarsi a un’ordinanza del gip”, osserva Grossi, evidenziando un passaggio che apre interrogativi sul rapporto tra magistrati e sulla gestione delle indagini. Al centro resta il tema dei mandanti esterni della strage di via d’Amelio e la scelta di concentrare l’attenzione su alcuni filoni escludendone altri: “Non solo. De Luca è andato in commissione antimafia e ha spoilerato tutta la sua requisitoria”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E21
    April 4 · 46 min

    S02E21🎙Duemila Secondi, Adham Darawsha: “Gaza ha fatto perdere il referendum al governo”

    Nuova puntata di “Duemila secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con Adham Darawsha, medico palestinese della comunità di Palermo “Voci nel Silenzio” ed ex assessore alla cultura. “Donald Trump ha cancellato più di 70 anni di diplomazia internazionale. Anche gli americani iniziano a rendersene conto, vedendo la loro libertà a rischio. Dire che gli Stati Uniti non hanno voluto questa guerra è come dire che non sono Benjamin Netanyahu. Il governo americano è Netanyahu, da Clinton a Trump”. Da Gaza al referendum in Italia, Darawsha analizza uno scenario globale segnato da conflitti, equilibri spezzati e nuove consapevolezze. “In Italia il governo Meloni ha perso il referendum grazie a Gaza. L’esecutivo ha pagato alle urne la sua complicità nel genocidio. Una parte del Paese non si riconosce più né nella maggioranza né nell’opposizione. Il tema è la sudditanza, l’orrore che hanno provato gli italiani di fronte al genocidio. Gaza è diventata il cuore del nostro mondo: la gente ha capito che oggi tocca ai palestinesi, domani a chi?”. Uno sguardo anche alla guerra in Medio Oriente e al ruolo dell’Iran: “È la prima grande guerra asimmetrica del XXI secolo. Gli Stati Uniti non stanno vincendo: non hanno ottenuto né un cambio di regime né risultati sul nucleare. E ora il conflitto si allarga, con Hezbollah in Libano, Houthi nello Yemen e milizie sciite in Iraq”. Una riflessione dura e senza filtri su potere, propaganda e futuro degli equilibri internazionali: “L’unica certezza è che gli Stati Uniti escono da questa guerra sconfitti, umiliati e con una deterrenza compromessa”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E20
    March 28 · 41 min

    S02E20🎙Duemila Secondi: Speciale Referendum, vince il NO e traballa il governo

    “Speciale Referendum” al podcast Duemila secondi di ANTIMAFIADuemila. A commentare il risultato straordinario del voto dello scorso 22 e 23 marzo alcuni dei volti che a Palermo si sono battuti per mesi per la campagna del No: Armando Sorrentino, presidente vicario di ANPI Palermo; Marta Capaccioni (associazione Our Voice); Andrea La Torre (collettivo Attivamente). Uno scambio di opinioni intergenerazionale, come intergenerazionale è stata la vittoria del No nei seggi.“Ha vinto la Costituzione perché è stata salvata dal popolo. È stata salvata da coloro i quali si sentono partecipi di questa legge fondamentale”, dice Armando Sorrentino, presidente vicario di ANPI Palermo. “Noi siamo un Paese che la Costituzione se l’è data da sola dopo una lotta di Resistenza”.Sorrentino evidenzia anche il contesto internazionale e politico, parlando di un’Italia capace di invertire i pronostici “avendo contro un’armata incredibile sul piano dell’informazione”, e rimarca il peso del Mezzogiorno: “Il voto del Sud è stato un voto eccezionale che va capito”, anche alla luce di una crescente distanza tra Nord e Sud. “Con questa riforma ci giocavamo la democrazia. Rischiavamo il precipizio – aggiunge Sorrentino –. Il rischio era che avremmo avuto altri eventi sul piano legislativo che ci avrebbero portato a un’autocrazia. Perché il disegno era questo. Questo non era un assalto alla magistratura, ma alla Costituzione. La separazione delle carriere era solo un grimaldello. Ora abbiamo messo questa barriera che speriamo venga a fortificarsi, perché sennò abbiamo concluso poco”. E sulle conseguenze della vittoria per il governo: “Meloni ha detto che questo non è stato un voto politico ma invece lo è stato eccome. E Giorgia Meloni avrebbe dovuto fare la vera pulizia, cioè cacciare Nordio che si è intestato questa battaglia e poi la sconfitta politica”. Andrea La Torre, dell’associazione Attivamente, legge il risultato come un segnale generazionale: “Questo NO è stato il No dell’avvenire”. Sottolinea il ruolo centrale dei giovani, capaci di creare “un gancio intergenerazionale” e di incidere concretamente sia nella campagna sia nelle urne: “Il 61% dei giovani ha detto No”. Per La Torre si è trattato di “un grande atto di fede” verso la Costituzione, definita “il prodotto più alto della Resistenza antifascista”. Non manca una critica politica dura: la riforma avrebbe rappresentato “un assalto alla Costituzione”, con il rischio di derive autocratiche, e il voto viene definito “altamente politico”, in contrasto con le narrazioni governative.Marta Capaccioni pone l’attenzione su responsabilità politiche e partecipazione giovanile: “Se avesse vinto il Sì, Delmastro, Bartolozzi e Santanché sarebbero rimasti lì”, collegando il voto anche a dinamiche di potere e tutela di figure sotto indagine. Denuncia inoltre le difficoltà imposte ai fuori sede: “Loro sapevano che gran parte dei giovani avrebbe bocciato questa riforma”, evidenziando come milioni di persone non abbiano potuto votare. I giovani, afferma, sono gli stessi che vivono precarietà e chiedono un futuro più giusto.I due giovani insistono: “Una politica che ha a cuore l’etica pubblica si sarebbe comportata in modo diverso”. E raccontano poi episodi concreti di partecipazione, tra chi ha viaggiato per votare e chi ha delegato simbolicamente familiari, generando “un effetto moltiplicatore”. In questa mobilitazione si riconosce, conclude, una risposta collettiva contro “l’arroganza di questo potere” e a difesa di un diritto fondamentale come il voto. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E19
    March 14 · 37 min

    S02E19🎙Duemila Secondi: muore Bruno Contrada, Trump vuole controllare Hormuz

    Nuova puntata di “Duemila secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con gli interventi dei redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti, che affrontano due temi di forte attualità: il caso di Bruno Contrada, l’ex 007 morto ieri a 94 anni, e l’escalation di tensione tra Donald Trump e l’Iran nel Golfo Persico.Grossi ricorda le parole della Corte di Cassazione sul ruolo dell’ex funzionario del Sisde, condannato per concorso esterno: “Contrada era una persona disponibile nei confronti di Cosa Nostra e responsabile di specifiche condotte di favoritismo verso mafiosi e di interferenza nelle indagini giudiziarie riguardanti fatti di mafia al fine di deviarne il corso”.Il giornalista sottolinea come si tratti di “parole durissime” che descrivono comportamenti come “agevolazione della latitanza di mafiosi, comunicazione all’organizzazione di notizie utili e comportamenti di freno alle indagini antimafia”. Il suo nome compare in molte delle indagini sulle stragi e sui delitti eccellenti di mafia: un “uomo cerniera tra pezzi di Stato e Cosa Nostra”.Luca Grossi ricorda poi come la vicenda giudiziaria si complicò con le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2014 e del 2015. “La CEDU ha stabilito che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non fosse sufficientemente chiaro all’epoca dei fatti”, spiega Grossi. Per questo la Cassazione ha dichiarato la condanna “priva di effetti penali”, ma “i fatti restano”: secondo i giudici, Contrada “ha oggettivamente contribuito a rafforzare Cosa Nostra, arrecando un grave danno alla credibilità dello Stato”.Sull’Iran, nel suo intervento Ciotti analizza invece l’innalzarsi dello scontro. “Trump vuole prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e invadere l’isola di Kharg”, spiega, ricordando che si tratta “del principale hub petrolifero iraniano, da cui passa circa il 90% delle esportazioni di petrolio del Paese”.Secondo Ciotti, il ragionamento dell’amministrazione americana sarebbe quello di colpire le entrate della leadership iraniana: “Se togli il petrolio, togli ogni possibilità di rendita e di mantenere il potere”. Ma il rischio di escalation è altissimo. “Teheran ha già avvertito che l’asticella della rappresaglia si alzerebbe ancora di più e molti analisti ipotizzano che l’Iran potrebbe colpire gli impianti petroliferi di tutto il Medio Oriente”.Una prospettiva che potrebbe provocare un’“apocalisse energetica”, con prezzi del petrolio alle stelle e pesanti conseguenze sull’economia globale. “Una guerra che costa miliardi al giorno e che rischia di innescare una crisi finanziaria con ripercussioni su tutto l’Occidente”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E18
    March 7 · 39 min

    S02E18🎙Duemila Secondi con Alberto Negri: “Iran? Israele ha trascinato USA e Medio Oriente nel caos”

    Con l’attacco all’Iran Israele sta trascinando gli Stati Uniti e il Medio Oriente nel caos. A dirlo è il giornalista ed esperto di Medio Oriente Alberto Negr. Intervenendo nel podcast Duemila Secondi di ANTIMAFIADuemila, Negri ha espresso forte preoccupazione per l’attuale situazione geopolitica e per la strategia degli Stati Uniti nella crisi con Teheran.“Sono rimasto sconcertato dall’Ayatollah di Mar-a-Lago, Donald Trump, che vuole persino decidere chi sarà la prossima Guida Suprema iraniana”, ha affermato riferendosi al presidente americano Donald Trump. Negri ha citato anche una recente immagine della Casa Bianca: “Una foto in cui Trump è circondato da pastori battisti, evangelici e pentecostali che gli mettono le mani sopra in preghiera. Pensavo di vedere una scena del genere a Teheran, non a Washington”.Secondo il giornalista, questa situazione riflette una profonda confusione strategica negli Stati Uniti. “Qual è la strategia americana non l’ho ancora capita e nemmeno molti analisti statunitensi. Cosa vogliono davvero gli americani? E soprattutto: chi lo vuole? Trump o Netanyahu, che sembra ormai colui che detta l’agenda degli Stati Uniti?”.Per Negri, il ruolo del premier israeliano Benjamin Netanyahu è centrale nell’escalation con Teheran. “Nell’aggressione congiunta a Teheran il primo colpo l’ha tirato Israele, mandando un segnale chiaro a tutta la regione su chi ha determinato la strategia dell’operazione”. L’obiettivo, secondo il giornalista, sarebbe quello di azzerare l’apparato militare della Repubblica islamica, seguendo un modello già visto in passato in altri Paesi della regione.Una strategia che rischia però di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente. “Il problema è Israele, che è diventato lo Stato più pericoloso del mondo dotato di armi nucleari”, ha affermato Negri, sottolineando come gli Stati Uniti si trovino oggi con “una superpotenza nella regione che però è fuori dal loro controllo”.Il giornalista avverte anche che il conflitto potrebbe avere conseguenze politiche per Washington. “Questa guerra non può durare mesi, perché Trump ha davanti le elezioni di metà mandato”, spiega. Per questo, conclude Negri, il vero nodo non è soltanto il confronto con l’Iran ma il rapporto tra Washington e Tel Aviv: “Prima ancora che con Teheran, Trump deve mettersi d’accordo con Israele su quando e come finire questa guerra”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E17
    February 28 · 37 min

    S02E17🎙 Duemila Secondi: Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran, Medio Oriente nel caos

    Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila. Al centro del confronto tra Aaron Pettinari e Francesco Ciotti l’attacco lanciato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran, che avrebbe già provocato decine di morti tra vertici della Guardia Rivoluzionaria e civili.“Abbiamo varcato il Rubicone di ogni possibile freno a un’escalation controllata”, osserva Ciotti. Un’escalation che arriva mentre, solo poche ore prima, si parlava di spiragli diplomatici. Il ministro degli Esteri dell’Oman aveva incontrato il vicepresidente USA J. D. Vance dopo i colloqui di Ginevra, definiti “positivi” da Teheran. Secondo quanto riferito, l’Iran avrebbe accettato l’“accumulo zero” di uranio arricchito, convertendo le scorte in combustibile non utilizzabile a fini militari. Poi la svolta: Donald Trump si è detto insoddisfatto dei negoziati e ha annunciato una “decisione difficile”. All’alba, i raid contro sedi istituzionali iraniane, compresi uffici legati alla Guida Suprema e strutture civili.I segnali di un attacco imminente, spiegano nel podcast, c’erano tutti: Cina, Russia e Germania avevano ritirato personale diplomatico dalla regione. Secondo il New York Times, il conflitto potrebbe superare per intensità quello di dodici giorni dell’anno scorso. Intanto missili e droni iraniani avrebbero colpito basi USA in Bahrain, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.Per Ciotti l’obiettivo non sarebbe solo il nucleare, ma un cambio di regime a Teheran, come auspicato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Una scelta che spacca la base MAGA e potrebbe pesare sulle prossime elezioni di midterm.La puntata affronta anche il caso di Rogoredo: l’uccisione del giovane marocchino Abdelrahim Mansouri da parte dell’agente Carmelo Cinturrino, ora arrestato per omicidio volontario. Prima dell’arresto, Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano difeso il poliziotto parlando di legittima difesa. Una posizione smentita dagli sviluppi giudiziari, che riaccende il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E16
    February 21 · 29 min

    S02E16🎙 Duemila Secondi: si avvicina il referendum e il governo alza lo scontro

    Nuova puntata del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila. Al centro del confronto il referendum sulla separazione delle carriere, in programma il 22 e 23 marzo, un appuntamento che si preannuncia decisivo per il futuro dell’assetto della magistratura italiana. La campagna per il sì promossa dall’esecutivo, spiegano il caporedattore Aaron Pettinari e il redattore Jamil El Sadi, sta assumendo toni sempre più aspri, con un livello di scontro istituzionale che rischia di alimentare ulteriori tensioni nel Paese. “I toni dello scontro del governo contro la magistratura si stanno alzando e c’era da aspettarselo”, afferma Pettinari. “Penso anche che non sia finita qui e che, più ci avvicineremo al 22-23 marzo, più si alzeranno”. Un clima che, secondo la redazione, contribuisce a spostare il dibattito dal merito della riforma a uno scontro politico sempre più acceso, in cui il confronto rischia di trasformarsi in contrapposizione frontale.“È dovuto intervenire il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ricorda Jamil El Sadi – che ha deciso di presiedere al plenum del Csm, per difendere l’onorabilità dell’organo di autogoverno della magistratura e l’intero sistema giudiziario italiano”. Un gesto interpretato come un segnale di garanzia e di equilibrio istituzionale in una fase Secondo Pettinari ed El Sadi, la riforma non affronta quelli che vengono indicati come i nodi strutturali della giustizia italiana: la durata eccessiva dei processi, i costi elevati e la certezza della pena. “Tre voci che all’interno della riforma non vengono menzionate perché non si toccano”, sottolineano, evidenziando come il dibattito pubblico rischi di concentrarsi su aspetti ordinamentali senza incidere sui problemi concreti che riguardano cittadini e imprese.“Questa riforma – conclude Pettinari – è un rischioso assegno in bianco, perché ci saranno tutta una serie di postille che verranno decise con legge ordinaria”. Un passaggio che, secondo la redazione, merita particolare attenzione da parte dell’elettorato, chiamato a esprimersi su una modifica che potrebbe produrre effetti profondi e duraturi sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E15
    February 14 · 32 min

    S02E15🎙 Duemila Secondi: il vertice di Monaco per Kiev e il fango contro Francesca Albanese

    Nuova puntata di Duemila Secondi, il podcast di ANTIMAFIADuemila condotto da Jamil El Sadi e Francesco Ciotti. Sul tavolo la guerra in Ucraina, che a breve entrerà nel suo quarto anno.“Il giorno degli innamorati non sancisce un’intesa fraterna tra Russia, Ucraina, Stati Uniti ed Europa”, esordisce Ciotti ricordando il vertice di Monaco di questa settimana. “Il 17 e 18 febbraio sono previsti nuovi negoziati, a Ginevra. tra Mosca, Kiev e Washington, in un formato più esteso, ma le premesse non appaiono rassicuranti. Trump, ricorda il redattore, sollecita Zelensky a fare concessioni sulla questione dei territori, nodo centrale del conflitto. Il presidente ucraino ha ribadito di non voler ridiscutere le terre occupate, una posizione che può sostenere anche grazie al sostegno europeo, mentre cresce il timore che le divisioni occidentali possano compromettere il dialogo.Intanto il segretario di Stato Marco Rubio ha disertato all’ultimo momento i negoziati di Monaco, segnale che per alcuni osservatori indica un progressivo disimpegno americano. Al vertice di Ramstein, inoltre, i leader Ue hanno annunciato un pacchetto da 38 miliardi di euro per il sostegno militare a Kiev, risorse che saranno reperite attraverso nuovo debito.Ampio spazio anche alla richiesta di Francia, Germania e Italia di rimuovere Francesca Albanese dall’incarico di relatrice Onu per i territori palestinesi occupati. Albanese è stata accusata di antisemitismo per alcune sue dichiarazioni su Israele. I redattori ricordano però che la relatrice ha parlato di “sistema” e di responsabilità politiche e finanziarie più ampie.Secondo la trasmissione, invece di entrare nel merito delle sue denunce, diversi leader europei ne avrebbero distorto le parole. L’attacco, sostengono, si inserisce in un clima di crescente tensione verso il movimento pro-Palestina. Viene citato anche il Dl Romeo, che equipara l’antisemitismo alle critiche allo Stato di Israele, e le recenti ispezioni ministeriali nelle scuole, giudicate dai critici motivo di preoccupazione. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

  • S2 · E14
    February 7 · 36 min

    S02E14🎙 Duemila Secondi: i file di Epstein e il pugno duro del governo sui fatti di Torino

    Nuova puntata del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila. I redattori Jamil El Sadi e Luca Grossi analizzano i fatti di Torino, dove al termine del corteo per la riapertura del centro sociale Askatasuna si sono verificati scontri con le forze dell’ordine, con arresti e feriti. Le immagini hanno fatto il giro del web e il governo ha annunciato un pugno duro contro i violenti e nuove misure restrittive sulle manifestazioni.Al centro del dibattito il nuovo pacchetto sicurezza del Ministero dell’Interno, che limita alcune libertà civili e ha già incontrato ostacoli istituzionali. Il Colle ha infatti posto dei paletti su due misure: il fermo preventivo di dodici ore e lo scudo penale per le forze dell’ordine. “Il fermo proposto è illegale perché deve essere convalidato da un giudice”, spiegano i redattori. Sul piano politico, Grossi critica la narrazione del governo, che ha paragonato i fatti di Torino ai crimini delle BR: “È una barbarizzazione dell’argomentazione”.Seconda parte dedicata ai file di Jeffrey Epstein: tre milioni di documenti pubblicati dal Dipartimento di Stato USA in base al “Files Transparency Act”. Dai materiali emergono accuse, non tutte verificate, sul coinvolgimento di politici, imprenditori e vip. “Il caso Epstein mostra il vero volto del potere”, afferma El Sadi, denunciando un sistema protetto da omertà, depistaggi e silenzi. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

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