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DigitMondo

Francesco Marino

DigitMondo è il podcast di Francesco Marino, direttore di Digitalic, che racconta come tecnologia, intelligenza artificiale e innovazione stanno trasformando il mondo in cui viviamo.

Ogni episodio parte da una notizia, da un evento o da un segnale del presente, per allargare lo sguardo e capire che cosa sta davvero cambiando sotto la superficie. L’intelligenza artificiale, la robotica, la cybersecurity, la competizione tecnologica tra Stati Uniti, Europa e Cina non sono soltanto temi tecnici. Sono fenomeni che stanno ridisegnando economia, lavoro, geopolitica e cultura.

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  • 20 episodes
  • weekly
  • Avg 16 min
  • Italian
  • Tuesday · 21 min

    Meta patteggia al processo: 18 miliardi e i numeri che contano davvero

    Autunno 2021. Una ragazza di sedici anni pubblica su Instagram la fotografia di un'automobile. Le piacciono le macchine, ha aperto il profilo da poco, sta provando a farsi un pubblico. Sotto la foto, uno sconosciuto scrive tre parole: torna in cucina. Lei può bloccare quel profilo oppure cancellare il commento. Nessuna delle due cose cambia qualcosa, perché quel commento non viola nessuna regola della piattaforma. Suo padre legge quelle tre parole. Lavora per Instagram: lo hanno richiamato per occuparsi del benessere degli utenti, di problemi come quello di sua figlia. Il 18 agosto 2026, in un tribunale federale di Oakland, quell'uomo è il primo testimone chiamato contro Meta. Si chiama Arturo Béjar. Del processo, in Italia, è arrivato quasi solo un numero: 1.400 miliardi di dollari. Non moltiplica i ragazzi danneggiati; moltiplica le volte in cui l'azienda ha dichiarato che andava tutto bene. Lo aveva dichiarato pubblicando un indicatore. Negli stessi mesi, dentro Instagram, un questionario mandato a quasi 240.000 utenti ne misurava un altro: fra i due ci sono tre ordini di grandezza, e nessuno dei due è falso. Poi ce n'era un terzo e quello lo guardavano tutti. La stessa domanda è già passata da un tribunale del New Mexico, dove Meta ha perso 942 milioni di dollari, dalla Commissione europea, che chiede di spegnere lo scorrimento infinito, e da un'aula del Tribunale delle Imprese di Milano, dove il 19 novembre si discute la stessa richiesta. Il 26 agosto 2026 il processo di Oakland si ferma prima del previsto: Meta patteggia. Pagherà almeno 12,1 miliardi di dollari in dieci anni, fino a 17,1 se anche le altre piattaforme accetteranno le stesse regole, e accetta una serie di limiti sull'uso dei minori. Nessuna sentenza. Quelle tre parole non sono mai diventate un verdetto: l'azienda ha scelto un numero, e lo ha pagato per non arrivare in fondo.

  • August 4 · 26 min

    Chris Bangle e i due millimetri che l'AI non sa spostare

    Nel 2001, 14.800 persone firmano una petizione per farlo licenziare; la colpa era la forma di un'auto, in particolare il bagagliaio, quello della nuova BMW Serie 7. Chris Bangle, primo capo del design americano di BMW e tra i car designer più influenti di sempre, si trova per primo davanti a un problema, lo risolve e viene criticato; poi tutti lo copiano. In questa puntata di DigitMondo, Chris Bangle racconta cosa può e cosa non può fare l'intelligenza artificiale nel design, la differenza tra un'automobile e una car, i due millimetri che separano un progetto riuscito da uno fallito, il progetto Second Existence per il governo tedesco, la frase dipinta sui gradini del suo studio che risponde a molte domande. Un episodio su design, automobili,, creatività e intelligenza artificiale: perché una macchina può fare bene quello che facciamo noi, ma non quello che ci rende insostituibili. DigitMondo è il podcast di Digitalic per chi guida la tecnologia in Italia; se ti piace, segui il podcast e lascia una recensione.

  • July 28 · 17 min

    Chi possiede l'AI africana - La storia di Kate Kallot

    Sopra il nord della Somalia passa un satellite americano che fotografa la Terra da cinquant'anni; la sua risoluzione è tarata sulle mega-fattorie dell'Iowa,; sui campi africani, larghi meno di un ettaro, non distingue quasi niente. Ahmed Mohamud cammina lì sotto da giorni, con la sua mandria cerca la pioggia ma non la trova, ha già perso cinquanta cammelli su settanta nel viaggio. Quel punto cieco non riguarda solo lui. I modelli AI imparano dai dati e dove i dati non ci sono i modelli non funzionano: niente previsioni meteo attendibili, niente stime di siccità, niente assicurazioni sui raccolti. Un agricoltore dell'Iowa sa cosa succederà al chilometro; Ahmed no. È il buco dell'AI su cui lavora Kate Kallot, che ha lasciato NVIDIA al culmine della corsa all'intelligenza artificiale e si è trasferita a Nairobi dove ha fondato Amini per dare una vista nuova ai satelliti. Poi ha capito la questione era anche un'altra: il problema non erano solo i dati mancanti, era la direzione che prendono i dati quando esistono. Quella direzione è la stessa da due secoli: la materia prima esce grezza dall'Africa, viene lavorata altrove, poi torna come prodotto finito a caro prezzo . Stavolta al posto dell'oro e dei diamanti ci sono le informazioni. Da qui nasce l'annuncio dell'11 maggio 2026, alla Taifa Hall di Nairobi, che Kate Kallot fa davanti a William Ruto ed Emmanuel Macron; sessant'anni prima suo nonno era stato assassinato nel Centrafrica appena uscito dal dominio coloniale francese. In questa puntata si sente la sua voce spiegare cosa chiedono in cambio le grandi aziende AI quando offrono l'intelligenza artificiale gratis alle scuole africane. La risposta contiene una domanda: con noi o per noi? Vale per Nairobi quanto per Milano e Bruxelles. DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino. Ogni martedì.

  • S1 · E20
    July 21 · 13 min

    L'antibiotico di Neanderthal: AI e medicine dagli estinti

    C'è uno scienziato che cerca nuove medicine tra i morti; anzi, tra gli estinti. Si chiama César de la Fuente, lavora a Filadelfia, e con l'intelligenza artificiale va a ripescare molecole nascoste nel DNA dei Neanderthal, dei mammut, perfino nei prioni, per creare nuovi antibiotici. La resistenza agli antibiotici è una delle minacce più grandi del nostro tempo, oltre quattro milioni di morti l'anno; la risposta di de la Fuente è un loop temporale da film di Nolan: andare nel DNA di specie estinte 40mila anni fa con una macchina del tempo: l’intelligenza artificiale, prendere molecole che i batteri di oggi non conoscono per creare nuovi antibiotici che potranno curare le infezioni di domani. In questa puntata il vero potere dell'intelligenza artificiale non è produrre di più o andare più veloci, è andare a cercare la vita dove abbiamo smesso di guardare. DigitMondo è il podcast di Digitalic, con Francesco Marino. Contributi audio: intervista a César de la Fuente nel podcast Lexicon di Interesting Engineering, https://interestingengineering.com/podcast/lexicon/molecular-de-extinction-using-ancient-molecules-to-combat-antibiotic-resistance Se ti piace DigitMondo, segui il podcast e lascia una recensione.

  • S1 · E19
    July 14 · 17 min

    Il film AI che sfida l'Iran e protegge un popolo con i Deepfake

    Nel 2007, a Teheran, un ragazzo di poco più di vent'anni viene arrestato mentre suona il basso a un concerto clandestino. Diciannove anni dopo sale sul palco del Tribeca Film Festival con un film che nessun elicottero può fermare. Si chiama Ash Koosha, e il suo Dreams of Violets è il primo lungometraggio interamente generato con l'intelligenza artificiale ad arrivare in un grande festival: settantacinque minuti, due mesi e mezzo di lavoro e un budget di appena duemila dollari, per raccontare la repressione in Iran del gennaio 2026. Al centro c'è un ribaltamento che riguarda la tecnologie e non solo. I deepfake che temiamo perché è una la tecnologia che può rubare i volti alla alle perosone; Koosha li ha usati per la ragione opposta, per inventare volti che non esistono e proteggere le persone vere dalla vendetta del regime. La tecnologia della menzogna che diventa tecnologia della salvezza. Ma quella stessa scelta, lo scoprirà tra gli applausi di una sala di New York, ha un prezzo. Una storia di esilio, di intelligenza artificiale e di cinema che ci interroga sul nostro mondo: quando l'unico modo per mostrare la verità è rendere tutto finto, che cosa stiamo guadagnando, e che cosa stiamo perdendo? DigitMondo è il podcast di Digitalic. Se la puntata ti piace, segui il programma e falla ascoltare a qualcuno.

  • S1 · E18
    July 7 · 13 min

    Il lavoro sporco dietro l'AI - Joan Kinyua

    In un edificio di Nairobi c'è una stanza al secondo piano a dove è seduta Joan Kinyua, lei guarda al posto nostro le cose che non vorremmo vedere mai: deve etichettare e catalogare le scene e i testi più atroci che internet e la mente umana possono generare, fa in modo che l'AI possa riconoscere questi orrori per non inserirli mai nelle risposte che domani darà agli utenti. Lei fa la Data labeler, come altre migliaia di persone nei paesi più poveri, pagata pochissimo, spesso senza un contratto vero. Il suo è il lavoro invisibile che fa progredire l'AI, ma è anche quello di cui nessuno parla. Un giorno Joan ha spento lo schermo e si è alzata dalla sedia. Nel 2024 ha fondato la Data Labelers Association, la prima associazione dei lavoratori del dato nata in Kenya per dare voce e dignità a migliaia di persone che fino a ieri ufficialmente non esistevano. In questo episodio di DigitMondo attraversiamo la geografia nascosta dell'intelligenza artificiale, il cervello nei Paesi ricchi e le mani in quelli poveri; l'inchiesta che ha svelato chi rende ChatGPT meno tossico; la corsa al ribasso che lascia questi lavoratori senza tutele. Chi si sporca le mani al posto nostro?

  • S1 · E17
    June 30 · 15 min

    ChatGPT a processo - Sycophancy e la storia di Adam Raine

    L'11 aprile 2025, in una villetta di Rancho Santa Margarita, in California, Maria e Matt Raine trovano il loro figlio Adam, sedici anni, senza vita. Cercano una spiegazione dove la cercherebbe ogni genitore, nel suo telefono: si aspettano i bulli, una chat di troppo, un volto da accusare. Quello che trovano un volto non ce l'ha. Sono mesi di conversazioni con ChatGPT, diventato per Adam un confidente, un amico.. che però gli dice sempre sì. Da quella stanza nasce la prima causa al mondo che accusa un'intelligenza artificiale di una responsabilità nella morte di un minore: i Raine contro OpenAI e il suo fondatore, Sam Altman. Al centro c'è una parola, sycophancy (siconfazia), l'accondiscendenza di una macchina addestrata per piacere, costruita per dire sempre sì. In questo episodio di DigitMondo ricostruiamo il caso pezzo per pezzo: i documenti interni di OpenAI che, secondo i legali, raccontano test di sicurezza ridotti pur di arrivare sul mercato prima di Google; la difesa dell'azienda, che ribalta la colpa su chi usa male lo strumento; lo studio di Stanford pubblicato su Science che misura, per la prima volta, cosa ci fa davvero una voce che ci dà sempre ragione. E i quarantadue procuratori generali americani che hanno già notificato a OpenAI un mandato proprio sulla sycophancy. Poi la storia si sposta, e diventa nostra. Perché quella stessa voce, in tono magari più educato e con la cravatta, oggi siede dentro le nostre aziende, sulle nostre scrivanie, nelle camerette dei nostri figli. Le chiediamo se una scelta ci convince, e ci conferma quello che speravamo; le facciamo rileggere un contratto, e ci dice che va bene. Non legge la realtà ma quello che desideriamo. Cosa vogliamo davvero da queste macchine, che ci dicano la verità anche quando non ci piace, oppure che ci tengano compagnia dicendoci sempre di sì? Fonti Raine contro OpenAI, atto di citazione (Corte Superiore della California, contea di San Francisco, ruolo CGC-25-628528, 26 agosto 2025): https://www.documentcloud.org/documents/26078522-raine-vs-openai-complaint/ Florida contro OpenAI e Sam Altman, comunicato ufficiale del procuratore generale James Uthmeier (Highlands County Circuit Court, 1 giugno 2026): https://www.myfloridalegal.com/newsrelease/attorney-general-james-uthmeier-files-first-nation-state-led-lawsuit-against-openai-ceo Coalizione di quarantadue procuratori generali, lettera alle aziende dell'AI (Ufficio del procuratore generale della Pennsylvania, dicembre 2025): https://www.attorneygeneral.gov/taking-action/ag-sunday-leads-coalition-of-42-attorneys-general-in-letter-to-a-i-software-companies-demanding-safeguards-to-protect-vulnerable-residents-from-harmful-interactions-with-bots/ Myra Cheng, Cinoo Lee, Pranav Khadpe, Sunny Yu, Dyllan Han, Dan Jurafsky, "Sycophantic AI Decreases Prosocial Intentions and Promotes Dependence", Science, 26 marzo 2026 (DOI 10.1126/science.aec8352): https://www.science.org/doi/10.1126/science.aec8352 Musica Ludwig van Beethoven, Sonata Op. 27 n. 2 "Al chiaro di luna", I. Adagio sostenuto; esecuzione di Paul Pitman, pubblico dominio, via Musopen (musopen.org).

  • S1 · E16
    June 23 · 14 min

    Da divo a contadino: l'AI che travolge il lavoro

    L'intelligenza artificiale può cancellare migliaia di posti di lavoro in una notte? È successo in Cina, dove ByteDance, l'azienda di TikTok, ha lanciato Seedance 2.0: un modello AI che genera scene professionali per realizzare micro-drama in sessanta secondi da un semplice prompt. In 90 giorni le produzioni AI sono diventate il 95% del mercato dei microdrama, l'industria da 12,8 miliardi di euro che ha superato il cinema tradizionale cinese. Zhang Xiaolei, attore con oltre 200 produzioni alle spalle, 200 micro-drama, oggi coltiva peperoncini sull'altopiano del Qinghai. La Hollywood cinese di Hengdian, lo studio più grande del mondo, è piombata nel silenzio. Ma è stata davvero l'AI? Lo stesso tipo di tecnologia in Occidente è rimasto un giocattolo: Sora di OpenAI è stato chiuso. La verità sta altrove: nel monopolio di ByteDance sull'intera filiera, nella corsa in Borsa di iQIYI, in un contratto modificato per aumentare i margini. In questa puntata: il database AI dei volti delle star, la rivolta su Weibo, lo sciopero di Hollywood del 2023 e la marcia indietro finale che rivela chi gira davvero la manopola del mercato del lavoro. DigitMondo è il podcast di Digitalic su tecnologia, intelligenza artificiale e geopolitica. Se ti piace la puntata, segui il podcast.

  • S1 · E2
    June 19 · 22 min

    AI e corpo umano, la danza impossibile - Cora Gasparotti

    Quando pensiamo all’intelligenza artificiale la prima cosa che ci viene in mente è il cervello, ma cosa succede se l’AI interagisce con il corpo? Cosa vuol dire affidare all’AI l’immaginazione del corpo e della danza? In questo episodio di DigitMondo, ne parliamo con Cora Gasparotti, ricercatrice e coreografa che esplora il confine tra AI, tecnologia e movimento: da Casa Paganini, il laboratorio dell'Università di Genova, alla sua compagnia, la Omnia Visual Dance Theatre. Dalle allucinazioni dell'AI trasformate in passi di danza alle pose anatomicamente impossibili portate sul palco; dal corpo sapiente che immagina di non avere limiti all'intelligenza artificiale che non ha un corpo ma immagina di poterlo avere. Cora Gasparotti racconta come nasce una coreografia in co-creazione con l'AI, perché ha educato la sua intelligenza artificiale anche a darle torto, e cosa significa mettere le AI nei crediti di uno spettacolo, accanto ai danzatori, come autori dello spettacolo. Si parla anche del suo metodo, il Creative Movement Hacking, che usa la realtà virtuale per abitare corpi diversi dal proprio, e del rapporto con i suoi due robot da compagnia; fino a una domanda che riguarda tutti: dove finisce la tecnologia e dove cominciano le persone? DigitMondo è il podcast di Digitalic: storie di donne e uomini che stanno cambiando il nostro rapporto con la tecnologia.

  • S1 · E1
    June 18 · 29 min

    L'era degli influencer è finita: i social nell'epoca dell'AI

    L'era degli influencer è finita, lo dice Silvio De Rossi, "Dero", vent'anni nel web italiano, già direttore di Blogosfere, oggi a capo di Blueberry Factory e fondatore di Nebula Collective, agenzia che lavora con i modelli sintetici, gli influencer generati dall'intelligenza artificiale. Il numero in alto al profilo non conta più, conta quello che converte, quello che si guarda fino in fondo, quello di cui ti fidi. Un figlio di sceicco con diciotto follower vale più di chi ne ha centomila se vuoi vendere una hyper car di lusso; Dietro questa frattura, l'intelligenza artificiale che cambia tutto: il 50% dei contenuti che scorri online è già generato da una macchina: l'AI come un coltello, dice Dero: neutra, dipende da chi la impugna,. Poi il lato oscuro: volti falsi, truffe, influencer sintetici che quasi nessuno riconosce come tali e i ragazzi di vent'anni che i social li vivono nei DM non nel feed, mentre l'AI la guardano con sospetto. Una conversazione che attraversa il Pandoro Gate, l'AI Act, l'automotive, la fine dell'influencer marketing, e si chiude con un consiglio diretto ai diciottenni di oggi. DigitMondo. Ogni settimana, una storia che racconta come l'intelligenza artificiale sta riscrivendo il mondo.

  • S1 · E15
    June 16 · 15 min

    Per la sovranità Digitale non abbiamo il coraggio - Frank Karlitschek

    L'Europa è preoccupata, si sta arrovellando su come ottenere una qualche forma di sovranità digitale, cioè essere non solo indipendente dai colossi americani della tecnologia, ma come garantire ad imprese e cittadini una vera privacy dei loro dati, un controllo sicuro sulle informazioni che mettiamo ogni giorno nel cloud e nelle AI. La discussione va avanti da tanti anni, e negli ultimi 3 è diventata più urgente, negli ultimi 9 mesi, con l'imprevedibile presidenza Trump quasi esistenziale. Eppure ancora oggi il 70% dei dati europei è su cloud americani e una soluzione non è all'orizzonte... perché? Secondo Frank Karlitschek, il fondatore e CEO di Nextcloud, in Eropa le aziende ci sono, le competenze pure: quello che manca è il coraggio. “La Commissione europea potrebbe decidere anche domani di acquistare solo soluzioni open source europee per le infrastrutture critiche. È esattamente quello che stanno facendo gli Stati Uniti. Quello che sta facendo la Cina. Quello che sta facendo la Russia. Lo stanno facendo tutti, tranne noi”. Perché l’Europa non lo fa? È colpa della burocrazia, dell’assenza di investimenti? Cerchiamo di capirlo in questo puntata in un confronto con chi un’alternativa Europea ai Software esteri l’ha realizzata, appunto Frank Karlitschek. I temi: sovranità digitale, Nextcloud, cloud europeo, open source, Microsoft alternativa, Cloud Act, Frank Karlitschek, digitalizzazione Europa, AI Europa.

  • S1 · E14
    June 9 · 15 min

    Magnifica Humanitas e l'ateo che chiede una coscienza al Papa

    Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Papa Leone XIV ed è sull'intelligenza artificiale, anzi sull'umanità attraversata dall'AI. Per capirla davvero però, dobbiamo partire da una scena. Alla sua presentazione, nell'Aula del Sinodo, tra i cardinali siede un ateo di 34 anni: è Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, l'azienda dell'AI Claude. Non è venuto a difendere la tecnologia: è venuto a chiedere alla Chiesa di prestargli una coscienza. In questa puntata di DigitMondo, parliamo di AI e Magnifica Humanitas, l'enciclica che sposta lo sguardo dalle "cose nuove" della Rerum Novarum di Leone XIII all'umanità che le attraversa, e come la si custodisce"nel tempo dell'intelligenza artificiale". Dentro l'episodio: le tre domande che Olah confessa di non saper risolvere da solo (il dovere verso i poveri del mondo, il senso di umanità nell'era dell'AI, la natura misteriosa dei modelli che mostrano segni di introspezione, gioia e paura); chi è davvero Olah, dalla Thiel Fellowship di Peter Thiel a Google Brain fino alla fondazione di Anthropic, e cos'è l'interpretabilità meccanicistica, l'arte di aprire la scatola opaca dell'AI; infine i veri motivi per cui Anthropic ha voluto essere in Vaticano, tra posizionamento etico, scontro con Trump sul Pentagono e la corsa alla legittimazione in Europa. 🎙️ Gli inserti audio di Christopher Olah sono tratti dal video ufficiale di Vatican Media / Vaticano sulla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas (Aula del Sinodo, 25 maggio 2026). DigitMondo è il podcast di Digitalic. Se ti piace la puntata, segui il podcast e lascia 5 stelline. #MagnificaHumanitas #PapaLeone #IntelligenzaArtificiale #Anthropic #AI #DigitMondo #Digitalic

  • S1 · E13
    June 2 · 19 min

    Perché i giovani fischiano l'AI

    Quando Eric Schmidt (ex Google) è salito sul palco della cerimonia di Laurea dell'Università dell'Arizona per parlare di AI, una platea di diecimila laureandi lo ha fischiato... e non è stato un caso isolato. Tra l'8 e il 18 maggio 2026, in quattro università americane diverse, gli speaker dei discorsi di laurea sono stati contestati ogni volta che hanno elogiato l'AI. Una realtà nuova, che spezza una tradizione lunga decenni. Sembra così lontano Steve Jobs, che nel 2005, pronunciava il suo celebre "stay hungry, stay foolish" davanti alla platea adorante della Stanford University. In questa puntata di DigitMondo raccontiamo anche la storia di Houda Eletr, la studentessa di giornalismo dell'Università della Florida Centrale che ha trasformato i "Boo" in un manifesto generazionale. Cerchiamo di capire perchè i giovani americani odiano l'AI e cosa questa tecnologia gli stia togliendo. Una puntata che attraversa l'America, cita il premio Nobel Philippe Aghion e il modello danese di flexicurity, per chiederci se forse manca un patto sociale, per l'AI e se è questa mancanza che porta le nuove generazioni a fischiare la tecnologia più acclamata della nostra era. Ascolta DigitMondo, il podcast di Digitalic, e seguilo sulla tua piattaforma preferita. Fonti audio per gli inserti Fischi UCF, apertura sul momento "industrial revolution"Canale ufficiale University of Central Florida, ceremony College of Arts and Humanities + Nicholson School of Communication and Media, 8 maggio 2026 ore 19:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE Applausi UCF su "Only a few years ago, AI was not a factor in our lives"Stesso video ufficiale UCF, sempre il commencement dell'8 maggio:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE Fischi a Eric Schmidt all'University of ArizonaCanale ufficiale University of Arizona, 162nd Commencement, Casino Del Sol Stadium, 15 maggio 2026:youtube.com/watch?v=b1eM3jv0vWY Steve Jobs "Stay hungry, stay foolish" a StanfordCanale ufficiale Stanford University su YouTube, 114th Commencement, 12 giugno 2005:youtube.com/watch?v=UF8uR6Z6KLc Steve Wozniak "It takes nine months" al GVSUCanale ufficiale Grand Valley State University, Commencement Van Andel Arena, 2 maggio 2026 ore 15:youtube.com/watch?v=-bn3ydOuMm4

  • S1 · E12
    May 26 · 11 min

    Solo il Sud si salverà dall'AI?

    Brunori Sas ha detto che la Calabria è il futuro… Lo ha detto ridendo, sul divano del podcast Tintoria, ma i dati del rapporto Anitec-Assinform e Politecnico di Torino sul mercato del lavoro italiano dicono sostanzialmente la stessa cosa: il Mezzogiorno ha la più alta concentrazione di lavoratori con competenze che l'AI non può sostituire, solo potenziare. In questo episodio di DigitMondo esploriamo una tesi controintuitiva: il Sud Italia è strutturalmente meglio attrezzato del Nord per affrontare l'impatto dell'intelligenza artificiale, non volendolo… non per scelta: per storia. Perché l'AI automatizza ciò che il capitalismo ha già standardizzato, e il Sud non ha mai standardizzato pienamente la sua struttura economica. Analizziamo i dati, sfatiamo due luoghi comuni, e proviamo a capire se questo vantaggio esiste davvero e se qualcuno avrà il coraggio di trasformarlo in strategia prima che evapori. Fonti citate nell'episodio: Anitec-Assinform / Politecnico di Torino (2026) — L'IA nel mercato del lavoro italiano: professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”. https://www.anitec-assinform.it/pubblicazioni/studi/l-ia-nel-mercato-del-lavoro.kl Dalla Zuanna A., Dottori D., Gentili E., Lattanzio S. (2024) — An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy, Occasional Papers n. 878, Banca d'Italia Fonte del dato sui 4,75 milioni di lavoratori a rischio. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2024-0878/index.html Brynjolfsson E. et al. (2025) — Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, Stanford Digital Economy Lab Fonte del dato -20% developer under 25 e della soglia 70%/30% laureati. https://digitaleconomy.stanford.edu/wp-content/uploads/2025/08/Canaries_BrynjolfssonChandarChen.pdf Klein Teeselink B. (2025) — Generative AI and Labor Market Outcomes: Evidence from the United Kingdom, King's College London Fonte del dato -23% offerte di lavoro nelle professioni più esposte all'AI generativa nel mercato britannico. https://www.kcl.ac.uk/news/new-study-reveals-early-impact-of-ai-on-job-market-in-uk

  • S1 · E11
    May 19 · 19 min

    Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI

    Il viaggio di Trump in Cina sancisce l'inizio di un nuovo periodo, quello della guerra fredda dell'intelligenza artificiale. Per capirlo bisogna partire dalla fine, c'è una scena che racchiude il senso del viaggio e la descrive Emily Goodin, cronista del New York Post. Tutti i delegati statunitensi, prima di risalire sull'Air Force One, hanno gettato in un cestino alla base della scaletta tutto ciò che avevano ricevuto in dono durante il viaggio. Telefoni usa e getta, regali, spille, badge... Tutto. Questo racconta molto bene il periodo che si apre: relazioni diplomatiche aperte, sorrisi, ma una totale sfiducia di base tra i due blocchi. In questo episodio di DigitMondo le cinquantadue ore di Trump a Pechino che non è stato solo un summit commerciale, ma il momento in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione tecnologica ed è diventata la nuova “arma nucleare” del secolo. Con Jensen Huang che sale all'ultimo momento sull'Air Force One ad Anchorage e mangia Noodles da solo tra gli Hutong, con Scott Bessent che alla CNBC pronuncia la frase che cambia tutto, con Xi Jinping che rilancia per la terza volta a un presidente americano la metafora della trappola di Tucidide e una banda militare cinese che suona YMCA dei Village People al banchetto di Stato, senza che nessuno dei due leader capisca di cosa parla davvero quella canzone. Fonti degli inserti audio: Scott Bessent, CNBC, 14 maggio 2026 ; Xi Jinping, Grande Sala del Popolo, 14 maggio 2026, Ministero degli Esteri cinese, CCTV

  • S1 · E9
    May 12 · 13 min

    Cosa non abbiamo capito dell'AI su lavoro ed economia | Il Nobel Aghion

    Ci siamo concentrati sull’automazione che porta l'AI e non sul potere della ricombinazione delle idee esistenti, da cui derivano la maggior parte delle innovazioni. Lo dice Philippe Aghion, Nobel per l'Economia 2025 che spiega cosa l’Europa non ha ancora compreso bene sull’AI. L'AI aggiunge almeno 1% di PIL all'anno per un decennio grazie all’automazione, più lo 0,5% per sempre con la creazione più veloce di nuove innovazioni. L'AI non distrugge solo lavori (questo lo fa) ma ne moltiplica altri. Perché accelera l'innovazione, abbassa il costo di trovare idee nuove, ricombina conoscenza esistente a velocità che nessun ricercatore umano potrebbe raggiungere. A chi guarda solo ai posti persi sfugge la metà del ragionamento. In questo episodio di DigitMondo cerchiamo di spiegare perché l'Europa produce ricerca scientifica di livello mondiale che poi genera innovazione che diventa prodotto all’estero. Affrontiamo la distruzione creativa che è alla base della crescita della nostra economia e il paradosso della regolazione normativa Europea che protegge i monopoli e gli oligopoli che vorrebbe arginare. L’Europa ha tutto quello che serve per sedere da protagonista al tavolo dell’AI, e anzi ha una cosa che sembra scarseggiare altrove: la democrazia, e su questo può costruire una nuova geopolitica dei valore per tornare al centro dello scacchiere dell’innovazione. Con la voce originale di Philippe Aghion dal Brussels Economic Forum 2026.

  • S1 · E8
    May 8 · 12 min

    La superiorità robotica Cinese, in diretta TV

    Robot umanoidi cinesi hanno ballato, combattuto e fatto capriole sul palco televisivo più visto del pianeta. Il Gala del Capodanno lunare 2026, oltre 500 milioni di spettatori, decine di robot prodotti da quattro startup cinesi venduti in diretta su JD.com a 80.000 euro l’uno. Lo slogan della loro performance: We Are Made in China. Dodici mesi fa gli stessi robot agitavano pompon come mascotte. Quest’anno recitano in sketch con attori in carne e ossa, corrono a quattro metri al secondo, saltano fino a tre metri. Il salto tecnologico è impressionante, e il messaggio politico ancora di più. In questo episodio di DigitMondo: la robotica cinese che mette pressione su Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, la corsa AI che si sposta dai data center alle fabbriche, e cosa significa quando l’intelligenza artificiale esce dagli schermi e diventa presenza fisica nell’economia reale. Una poesia della dinastia Tang dice: se vuoi vedere più lontano, sali ancora di un piano. Vale anche per noi. Se non vuoi perdere il prossimo episodio, seguimi sulla piattaforma dove stai ascoltando adesso. Il tasto si chiama Follow, o Segui, o Iscriviti.

  • May 1 · 48 sec

    Trailer - Questo è DigitMondo

    La tecnologia non cambia il mondo da sola: lo fanno le persone che la inventano, la usano e a volte ne devono affrontare le conseguenze. DigitMondo è il podcast di Francesco Marino che racconta l’intelligenza artificiale, la scienza e l’innovazione attraverso storie vere e protagonisti reali.

  • S1 · E8
    May 1 · 12 min

    Rachel: l’AI che ha chiamato 3.000 pub per il prezzo della Guinness

    Un agente AI vocale ha chiamato 3.000 pub in tutta l’Irlanda nel weekend di San Patrizio. Costo dell’operazione: 200 euro. Risultato: il database di prezzi della Guinness più completo che il Paese abbia avuto in quattordici anni, da quando il governo irlandese ha smesso di tracciarli. Matt Cortland, ingegnere AI a Londra, ha costruito Rachel con voce nordirlandese e l’ha mandata a fare il lavoro che nessun ufficio statistico voleva più fare. Un barista le ha offerto da bere. Ma la storia non parla di birra. Parla di automazione, di agenti AI nel mondo reale, di chi rischia davvero il posto di lavoro. I baristi sono nel 30% delle professioni con zero esposizione all’AI. I programmatori sono al 74,5%. In questo episodio di DigitMondo: come funziona un agente vocale AI, cosa significa quando l’automazione esce dai laboratori, e perché chi versa una pinta è più al sicuro di chi scrive codice. Se non vuoi perdere il prossimo episodio, seguimi sulla piattaforma dove stai ascoltando adesso. Il tasto si chiama Follow, o Segui, o Iscriviti e se ti va lascia 5 stelline.

  • S1 · E7
    April 24 · 15 min

    Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Ora cosa succede?

    Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Dal primo settembre 2026 al suo posto arriva John Ternus, oggi responsabile dell'hardware Apple, ingegnere meccanico, cinquant'anni di cui la metà passati a Cupertino. Cook resta come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione : un ruolo diplomatico e politico. Ma la notizia vera è un'altra: per la prima volta in quindici anni, il nuovo amministratore delegato di Apple non arriva con l'investitura diretta del fondatore. Steve Jobs aveva scelto personalmente Tim Cook, quarantatré giorni prima di morire aveva scritto una lettera pubblica in cui chiedeva esplicitamente di nominarlo. Quella di John Ternus è una storia diversa. È la prima vera Apple post-Jobs, senza la benedizione dinastica che per un quindicennio ha accompagnato ogni decisione di Cupertino. In questo episodio di DigitMondo analizziamo il passaggio di consegne più importante nella storia recente di Apple, ricostruiamo la linea dogmatica che da Steve Jobs ha portato a Tim Cook e che ora si spezza con John Ternus, rileggiamo le lettere di Cook ai dipendenti negli anniversari della morte di Jobs, confrontiamo le letture di Wall Street Journal, Financial Times, New York Times e Bloomberg, cercando di delineare le tre traiettorie possibili per Apple dei prossimi anni; l'hardware-centrismo sull'intelligenza artificiale, l'apertura strategica ai modelli esterni come Google Gemini, la scommessa su una nuova categoria di prodotto dopo Vision Pro. Si parla di Apple Intelligence e del ritardo su Siri, della capitalizzazione che è passata da 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari sotto la guida di Cook, della visita di Cook in Bocconi del 2015, di Jonathan Ive, e della vera domanda aperta: un ingegnere hardware può guidare Apple nell'era in cui l'intelligenza artificiale sta mangiando il software? Un episodio per chi vuole capire cosa succederà davvero a Cupertino nei prossimi mesi, oltre la cronaca e oltre i titoli. DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino, dedicato alle storie e ai protagonisti che stanno cambiando il mondo della tecnologia. Parole chiave: Tim Cook dimissioni, Apple nuovo CEO, John Ternus Apple, Steve Jobs successore, Apple 2026, Apple Intelligence, Siri AI, Tim Cook Steve Jobs, chi è John Ternus, Apple Cupertino, capitalizzazione Apple 4000 miliardi, Vision Pro, MacBook Neo.

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