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Dicono di te

Alberto Barbera: «Bisogna vedere tutto»

April 30 · 1 hr 27 min
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Ep. 136: I suoi cugini dormivano in una camera ricavata sotto la galleria di un cinema parrocchiale, ascoltando le proiezioni che passavano sopra le loro teste: è in quel buio, tra il terrore delle prime immagini e la scoperta di Charlie Chaplin, che ha iniziato a decifrare il linguaggio di un’ossessione che non lo avrebbe più lasciato.In questa intervista con Malcom Pagani, Alberto Barbera racconta le radici in provincia, vicino a Biella, e la sua epifania con il cinema, che arriva in un pomeriggio di neve alla vigilia di Natale, uscendo dalla sala dopo aver guardato due volte di fila Agente 007 - Thunderball. Poi la Torino degli anni Settanta, divisa tra la facoltà di architettura occupata, sfuggendo alle cariche della polizia, e le giornate passate sui tram per scovare i classici di Alfred Hitchcock in terza visione, fino all'esordio come critico pagato in nero alla Gazzetta del Popolo. Barbera spiega che quello del direttore di un festival del cinema è un mestiere che «nessuno ti insegna»: guardare quattromila film all'anno è un incubo in cui «sbagliare è facilissimo» e bisogna imparare l'arte diplomatica di dire no. 

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