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Artwork for Trame e tramacci, storie di libri
Trame e tramacci, storie di libri · July 2 · 14 min

Trame e tramacci, storie di libri - 16 - Bruttezza

"Sì, sono un'opera d'arte asimmetrica, problemi?". Con Alessandra Zago (Sistema bibliotecario della Provincia di Verona) e Massimo Salgaro (Università di Verona), affrontiamo Bruttezza di Moshtari Hilal, un potente testo, a metà fra saggio, diario e collezione di post di Instagram, sui concetti di bellezza e bruttezza tra Oriente e Occidente. Hilal, di origine afghana, ci racconta di come le imperfezioni da estirpare in Occidente altrove siano (o erano) simboli di transizione, forza o - semplicemente - normalità. Ma quindi…"chi diavolo ha deciso cosa fa schifo?". In questo mix di filosofia e traumi personali, Hilal demolisce i canoni di bellezza occidentali, capitalistici e un po' razzisti che ci vogliono tutti lisci, simmetrici e standardizzati. Dalla trama al tramaccio, Hilal mette in dubbio quella “bruttezza” che qualcuno ha inventato per farci sentire inadeguati ma, invece di trasmetterci il solito "siamo belli dentro", ci esorta a rivendicare il nostro personalissimo diritto ad essere brutti, sgradevoli o semplicemente "magnifici"...senza dover chiedere scusa a nessuno!

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"Sì, sono un'opera d'arte asimmetrica, problemi?". Con Alessandra Zago (Sistema bibliotecario della Provincia di Verona) e Massimo Salgaro (Università di Verona), affrontiamo Bruttezza di Moshtari Hilal, un potente testo, a metà fra saggio, diario e collezione di post di Instagram, sui concetti di bellezza e bruttezza tra Oriente e Occidente. Hilal, di origine afghana, ci racconta di come le imperfezioni da estirpare in Occidente altrove siano (o erano) simboli di transizione, forza o - semplicemente - normalità.

Ma quindi…"chi diavolo ha deciso cosa fa schifo?". In questo mix di filosofia e traumi personali, Hilal demolisce i canoni di bellezza occidentali, capitalistici e un po' razzisti che ci vogliono tutti lisci, simmetrici e standardizzati.

Dalla trama al tramaccio, Hilal mette in dubbio quella “bruttezza” che qualcuno ha inventato per farci sentire inadeguati ma, invece di trasmetterci il solito "siamo belli dentro", ci esorta a rivendicare il nostro personalissimo diritto ad essere brutti, sgradevoli o semplicemente "magnifici"...senza dover chiedere scusa a nessuno!