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Il testo esamina il fenomeno del redshift, ovvero l'aumento della lunghezza d'onda della luce che sposta la radiazione elettromagnetica verso l'estremità rossa dello spettro. Questa variazione fisica viene classificata in tre tipologie principali: l'effetto Doppler dovuto al movimento relativo, il redshift gravitazionale legato alla relatività generale e quello cosmologico derivante dall'espansione dell'universo. La fonte ripercorre la storia scientifica del concetto, dalle prime intuizioni del XIX secolo fino alle moderne mappature galattiche di Edwin Hubble. Viene inoltre spiegato il fenomeno opposto, il blueshift, che indica un avvicinamento o un incremento energetico delle onde luminose. Infine, l'articolo illustra come la misurazione del parametro adimensionale z permetta agli astronomi di determinare distanze, velocità e l'età di oggetti celesti remoti.