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show notes
Un orribile neologismo si è imposto nell’estate europea sintetizzando paure manipolate, furbizie sovraniste, politiche antisolidali. Ma alla città ispiratrice della parola più brutta dell’anno uno scrittore ha dedicato un pugno di racconti esemplari. Che raccontano del perché a volte si abbandona tutto e si diventa esuli (o migranti).
Gente di Dublino di James Joyce, Garzanti
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