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Salute e Dintorni · September 7 · 22 min

Spalla: non è sempre artrosi

In questo episodio di Salute e Dintorni torna il confronto con il dottor Andrea Boaretto per completare il percorso dedicato alle principali localizzazioni dell'artrosi e, allo stesso tempo, aprire una finestra sulle numerose problematiche muscolari e tendinee che possono interessare la spalla. Tre ossa, cinque articolazioni ed un delicato equilibrio tra capsule, legamenti, tendini e muscoli permettono alla spalla di compiere movimenti estremamente ampi. Un ruolo fondamentale è svolto dalla cuffia dei rotatori, il sistema formato dai tendini di quattro muscoli che contribuisce a mantenere stabile la testa dell'omero durante i movimenti del braccio. Proprio i tessuti molli sono spesso protagonisti del dolore. Tendinopatie e lesioni della cuffia dei rotatori, sindrome da conflitto o Impingement, capsulite adesiva, instabilità e lussazioni possono infatti essere alla base di sintomi che non necessariamente dipendono dall'artrosi. L'artrosi della spalla, o Omartrosi, è legata al progressivo deterioramento della cartilagine articolare ed è più frequente dopo i 60-65 anni. Può manifestarsi senza una causa precisa, prevalentemente per invecchiamento e usura, oppure essere conseguenza di traumi, fratture, instabilità, lesioni della cuffia, patologie infiammatorie o sovraccarichi ripetuti nel tempo. Il sintomo principale è il dolore, inizialmente associato soprattutto al movimento e successivamente possibile anche a riposo. Possono comparire inoltre rigidità, perdita di forza e difficoltà nello svolgere gesti quotidiani apparentemente semplici, come vestirsi, pettinarsi, lavarsi la schiena o prendere un oggetto. Una corretta diagnosi parte dalla visita specialistica e può essere approfondita attraverso radiografia, TAC o risonanza magnetica, a seconda delle strutture da analizzare. Nelle fasi iniziali e intermedie assumono particolare importanza riabilitazione, movimento controllato, stretching e fisioterapia, eventualmente affiancati da terapie strumentali e farmacologiche o da infiltrazioni, sempre all'interno di un percorso definito dallo specialista. Nei casi più avanzati può invece rendersi necessario il ricorso alla chirurgia protesica. Il messaggio conclusivo dell'episodio riguarda soprattutto la continuità della prevenzione: le patologie degenerative possono progredire lentamente anche quando il dolore è limitato. Prendersi cura della spalla significa quindi non aspettare necessariamente che faccia male, ma preservarne nel tempo mobilità, forza e funzionalità. Salute e Dintorni, il sapere medico tradotto in parole di tutti i giorni con Rossella Boaretto.

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In questo episodio di Salute e Dintorni torna il confronto con il dottor Andrea Boaretto per completare il percorso dedicato alle principali localizzazioni dell'artrosi e, allo stesso tempo, aprire una finestra sulle numerose problematiche muscolari e tendinee che possono interessare la spalla.

Tre ossa, cinque articolazioni ed un delicato equilibrio tra capsule, legamenti, tendini e muscoli permettono alla spalla di compiere movimenti estremamente ampi.

Un ruolo fondamentale è svolto dalla cuffia dei rotatori, il sistema formato dai tendini di quattro muscoli che contribuisce a mantenere stabile la testa dell'omero durante i movimenti del braccio.

Proprio i tessuti molli sono spesso protagonisti del dolore.

Tendinopatie e lesioni della cuffia dei rotatori, sindrome da conflitto o Impingement, capsulite adesiva, instabilità e lussazioni possono infatti essere alla base di sintomi che non necessariamente dipendono dall'artrosi.

L'artrosi della spalla, o Omartrosi, è legata al progressivo deterioramento della cartilagine articolare ed è più frequente dopo i 60-65 anni.

Può manifestarsi senza una causa precisa, prevalentemente per invecchiamento e usura, oppure essere conseguenza di traumi, fratture, instabilità, lesioni della cuffia, patologie infiammatorie o sovraccarichi ripetuti nel tempo.

Il sintomo principale è il dolore, inizialmente associato soprattutto al movimento e successivamente possibile anche a riposo.

Possono comparire inoltre rigidità, perdita di forza e difficoltà nello svolgere gesti quotidiani apparentemente semplici, come vestirsi, pettinarsi, lavarsi la schiena o prendere un oggetto.

Una corretta diagnosi parte dalla visita specialistica e può essere approfondita attraverso radiografia, TAC o risonanza magnetica, a seconda delle strutture da analizzare.

Nelle fasi iniziali e intermedie assumono particolare importanza riabilitazione, movimento controllato, stretching e fisioterapia, eventualmente affiancati da terapie strumentali e farmacologiche o da infiltrazioni, sempre all'interno di un percorso definito dallo specialista.

Nei casi più avanzati può invece rendersi necessario il ricorso alla chirurgia protesica.

Il messaggio conclusivo dell'episodio riguarda soprattutto la continuità della prevenzione: le patologie degenerative possono progredire lentamente anche quando il dolore è limitato.

Prendersi cura della spalla significa quindi non aspettare necessariamente che faccia male, ma preservarne nel tempo mobilità, forza e funzionalità.

Salute e Dintorni, il sapere medico tradotto in parole di tutti i giorni con Rossella Boaretto.