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Oi Dialogoi · June 19 · 10 min

Parole che sembrano perfette

Hai letto un testo perfetto. Scorrevole, strutturato, professionale. Eppure qualcosa non tornava. Quella piccola crepa nel vetro liscio ha un nome — e questa puntata prova a dirtelo. L'AI generativa ha reso possibile una cosa che Platone avrebbe trovato inquietante: una forma impeccabile senza fondamento adeguato. Ha separato il vestito dal corpo. Ha industrializzato quello che Gorgia faceva a mano duemilacinquecento anni fa — convincere prima che si pensi, con la sola forza della parola ben costruita. Il problema non è l'AI che scrive male. È l'AI che scrive così bene da rendere invisibile il problema. La domanda che attraversa questa puntata è precisa: se plausibile non è vero, fluido non è corretto e professionale non è fondato, cosa rimane al professionista? Rimane il criterio. La capacità di leggere con occhi che non si lasciano sedurre dalla fluidità. Di cercare il fondamento sotto la forma. Di chiedersi: chi ha pensato questo? Su quale base? Se tolgo le parole belle, cosa resta? Non si tratta di diffidare dell'AI. Si tratta di non delegare a nessuno il proprio giudizio professionale. Sviluppare occhi migliori, non parole migliori. Quella è la competenza che non si automatizza. *** 🎙 Oi Dialogoi Con Mario Alberto Catarozzo - CEO e Founder di MYPlace Communications Coach | Formatore | Esperto AI per Professionisti 🔗 Scopri il progetto Oi Dialogoi 🔗 AI REVOLUTION NEWS Gruppo LinkedIn 🔗 Iscriviti alla newsletter AI & Professioni di LinkedIn 🔗 Scopri le nostre risorse complete sull'Intelligenza Artificiale 🌐 www.myp.srl Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

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Hai letto un testo perfetto. Scorrevole, strutturato, professionale. Eppure qualcosa non tornava. Quella piccola crepa nel vetro liscio ha un nome — e questa puntata prova a dirtelo.

L'AI generativa ha reso possibile una cosa che Platone avrebbe trovato inquietante: una forma impeccabile senza fondamento adeguato. Ha separato il vestito dal corpo. Ha industrializzato quello che Gorgia faceva a mano duemilacinquecento anni fa — convincere prima che si pensi, con la sola forza della parola ben costruita. Il problema non è l'AI che scrive male. È l'AI che scrive così bene da rendere invisibile il problema.

La domanda che attraversa questa puntata è precisa: se plausibile non è vero, fluido non è corretto e professionale non è fondato, cosa rimane al professionista?

Rimane il criterio. La capacità di leggere con occhi che non si lasciano sedurre dalla fluidità. Di cercare il fondamento sotto la forma. Di chiedersi: chi ha pensato questo? Su quale base? Se tolgo le parole belle, cosa resta? Non si tratta di diffidare dell'AI. Si tratta di non delegare a nessuno il proprio giudizio professionale. Sviluppare occhi migliori, non parole migliori.

Quella è la competenza che non si automatizza.

***

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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
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