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Juventus-Atalanta 2-0: Spalletti ritrova la quadra, Sarri sprofonda nella crisi.
Il verdetto dello Stadium parla chiaro: la Juventus è viva, solida e sa come rialzarsi dopo un passo falso, mentre l’Atalanta sembra aver smarrito la propria identità, incassando la terza sconfitta consecutiva in questo avvio di campionato.
Il 2-0 finale fotografa perfettamente una partita in cui i bianconeri hanno mostrato maggiore ferocia agonistica e una spiccata lucidità tattica, mentre i bergamaschi sono apparsi sterili e privi di reazione.
Dopo lo scivolone contro il Sassuolo, Luciano Spalletti chiedeva una risposta di carattere e l'ha ottenuta.
La Juventus si è presentata in campo con un piglio aggressivo, trascinata dalla fisicità di Kolo Muani e dalla spinta costante sulle fasce.
La chiave di volta del primo tempo arriva al 28': una splendida combinazione orchestrata da Celik libera Francisco Conceição, che infila Carnesecchi e sblocca il match.
Il gol del vantaggio certifica la superiorità territoriale dei padroni di casa, capaci di soffocare sul nascere ogni tentativo di costruzione degli orobici.
Nella ripresa ci si aspettava la scossa da parte dell'Atalanta.
Spalletti rinforza il centrocampo inserendo Sarr per Alajbegovic nel tentativo di dare più peso e solidità in mediana.
Al 77' cala il sipario sull'incontro: sugli sviluppi di un'azione insistita, il subentrato Zhegrova pennella un pallone perfetto per Bremer, che di testa firma il raddoppio e fa esplodere lo Stadium.
Nel finale c'è spazio solo per un miracolo di Carnesecchi che nega a un monumentale Kolo Muani, migliore in campo, la gioia del 3-0.
Con questo successo la Juventus sale a 10 punti, portandosi a ridosso della vetta e dimostrando di avere le carte in regola per lottare stabilmente per le posizioni di vertice, nonostante la battuta d'arresto del Mapei Stadium.
Spalletti e i tifosi possono godersi, durante la lunga pausa per la nazionale, una squadra che ha ritrovato compattezza e cinismo.
Di questo e altro parleremo in questa puntata!
Diteci la vostra!
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Dopo lo scivolone contro il Sassuolo, Luciano Spalletti chiedeva una risposta di carattere e l'ha ottenuta.
La Juventus si è presentata in campo con un piglio aggressivo, trascinata dalla fisicità di Kolo Muani e dalla spinta costante sulle fasce.
La chiave di volta del primo tempo arriva al 28': una splendida combinazione orchestrata da Celik libera Francisco Conceição, che infila Carnesecchi e sblocca il match.
Il gol del vantaggio certifica la superiorità territoriale dei padroni di casa, capaci di soffocare sul nascere ogni tentativo di costruzione degli orobici.
Nella ripresa ci si aspettava la scossa da parte dell'Atalanta.
Spalletti rinforza il centrocampo inserendo Sarr per Alajbegovic nel tentativo di dare più peso e solidità in mediana.
Al 77' cala il sipario sull'incontro: sugli sviluppi di un'azione insistita, il subentrato Zhegrova pennella un pallone perfetto per Bremer, che di testa firma il raddoppio e fa esplodere lo Stadium.
Nel finale c'è spazio solo per un miracolo di Carnesecchi che nega a un monumentale Kolo Muani, migliore in campo, la gioia del 3-0.
Con questo successo la Juventus sale a 10 punti, portandosi a ridosso della vetta e dimostrando di avere le carte in regola per lottare stabilmente per le posizioni di vertice, nonostante la battuta d'arresto del Mapei Stadium.
Spalletti e i tifosi possono godersi, durante la lunga pausa per la nazionale, una squadra che ha ritrovato compattezza e cinismo.
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