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Artwork for Confederation Music
Confederation Music · Today · 42 min

Gūsū - Convergenze transculturali complesse

Vecchie drum-machines, synth modulari, delay a nastro, un basso elettrico e il suono antico del Guzheng. Gūsū attirano l’ascoltatore verso il proprio io interiore invece di prenderlo di petto. Xueyan Chen (per gli amici Yan) e Nicolas Balmer, espandono con grande sensibilità, forza e discrezione il loro universo sonoro, in un gioco di compensazione in cui ogni fonte sonora è un ornamento dell’altra. Il secondo album di Gūsū s’intitola “Inhabiting Me” (Subject To Restrictions Records). Sull’arco di sette composizioni, Yan e Nicolas intrattengono un dialogo sonoro transculturale complesso, dove il ritmo appare e scompare, dove c’è spazio per la contemplazione e il dialogo interiore, e in cui l’antico e il contemporaneo sono in relazione. Non c’è né nostalgia né futurismo. Nel lavoro di Gūsū, tradizione e sperimentazione non si fondono ma sono vicini abbastanza da riuscire a definirsi e alimentarsi a vicenda, in un continuum mutevole al centro del quale c’è quel il suono limpido di uno strumento con radici millenarie: il Guzheng. Diamo il benvenuto a Confederation Music, a Xueyan Chen e a Nicolas Balmer.

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Vecchie drum-machines, synth modulari, delay a nastro, un basso elettrico e il suono antico del Guzheng.

Gūsū attirano l’ascoltatore verso il proprio io interiore invece di prenderlo di petto. Xueyan Chen (per gli amici Yan) e Nicolas Balmer, espandono con grande sensibilità, forza e discrezione il loro universo sonoro, in un gioco di compensazione in cui ogni fonte sonora è un ornamento dell’altra. 

Il secondo album di Gūsū s’intitola “Inhabiting Me” (Subject To Restrictions Records). Sull’arco di sette composizioni, Yan e Nicolas intrattengono un dialogo sonoro transculturale complesso, dove il ritmo appare e scompare, dove c’è spazio per la contemplazione e il dialogo interiore, e in cui l’antico e il contemporaneo sono in relazione.

Non c’è né nostalgia né futurismo. Nel lavoro di Gūsū, tradizione e sperimentazione non si fondono ma sono vicini abbastanza da riuscire a definirsi e alimentarsi a vicenda, in un continuum mutevole al centro del quale c’è quel il suono limpido di uno strumento con radici millenarie: il Guzheng.

Diamo il benvenuto a Confederation Music, a Xueyan Chen e a Nicolas Balmer.