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Alice · July 25 · 49 min

Guardare indietro

® Capita a tutti di trovarsi in momenti di stallo. Quando non si sa bene in che direzione andare, è utile tornare sui propri passi. Questa puntata di “Alice” è dedicata proprio al guardarsi indietro, a tre uscite che sorvolano il passato per aiutarci a navigare l’oggi e l’avvenire. Ilaria Rossetti in Qualcuno da odiare, romanzo edito per Guanda, racconta la storia di un uomo incastrato nel passato: Abele, un fascista della prima ora che ha partecipato alla conquista italiana dell’Etiopia negli anni Trenta, dopo la caduta di Mussolini si sentirà sempre un perdente escluso dal futuro. Gli rimane solo la rabbia, la necessità di un capro espiatorio. Tschiera di Flurina Badel è il primo romanzo in Vallader degli ultimi Cinquant’anni, un volume che l’anno scorso ha vinto il premio letterario dei Grigioni e di cui, di recente, è uscita la traduzione tedesca per Rotpunktverlag con il sostegno della Fondazione CH per la collaborazione confederale. È un libro che esplora le case vuote dell’infanzia e rifunzionalizza gli oggetti che rimangono: tracce familiari di quello che è stato e che ci portiamo dietro, ma anche semi per l’avvenire. Se ne è parlato il 7 marzo direttamente al festival “Aller-Retour” di Friburgo. Roberto Galaverni ci consiglia invece L’orto di un perdigiorno di Pia Pera (1956-2016), riedito di recente per Ponte alle Grazie. Queste “Confessioni di un apprendista ortolano” ci insegnano che sì, ritornare sui nostri passi aiuta a capire come proseguire, ma quello che conta davvero è divertirsi lungo la strada, qualsiasi essa sia. Prima emissione: 21 marzo 2026.

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Capita a tutti di trovarsi in momenti di stallo. Quando non si sa bene in che direzione andare, è utile tornare sui propri passi. Questa puntata di “Alice” è dedicata proprio al guardarsi indietro, a tre uscite che sorvolano il passato per aiutarci a navigare l’oggi e l’avvenire.

Ilaria Rossetti in Qualcuno da odiare, romanzo edito per Guanda, racconta la storia di un uomo incastrato nel passato: Abele, un fascista della prima ora che ha partecipato alla conquista italiana dell’Etiopia negli anni Trenta, dopo la caduta di Mussolini si sentirà sempre un perdente escluso dal futuro. Gli rimane solo la rabbia, la necessità di un capro espiatorio.

Tschiera di Flurina Badel è il primo romanzo in Vallader degli ultimi Cinquant’anni, un volume che l’anno scorso ha vinto il premio letterario dei Grigioni e di cui, di recente, è uscita la traduzione tedesca per Rotpunktverlag con il sostegno della Fondazione CH per la collaborazione confederale. È un libro che esplora le case vuote dell’infanzia e rifunzionalizza gli oggetti che rimangono: tracce familiari di quello che è stato e che ci portiamo dietro, ma anche semi per l’avvenire. Se ne è parlato il 7 marzo direttamente al festival “Aller-Retour” di Friburgo.

Roberto Galaverni ci consiglia invece L’orto di un perdigiorno di Pia Pera (1956-2016), riedito di recente per Ponte alle Grazie. Queste “Confessioni di un apprendista ortolano” ci insegnano che sì, ritornare sui nostri passi aiuta a capire come proseguire, ma quello che conta davvero è divertirsi lungo la strada, qualsiasi essa sia.

Prima emissione: 21 marzo 2026.

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